Introduzione alla Tavola Periodica degli Elementi

Un nuovo approccio per la comprensione del nucleo profondo dei rimedi omeopatici minerali

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Formato: 80 pag.
– 2 °ed
Autore: Emma Pistelli
Editore: Salus Infirmorum
Anno di stampa: Marzo 2019
EAN: 9788866730620
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Descrizione

La classificazione dei Rimedi Omeopatici secondo la Tavola Periodica degli Elementi è un metodo di studio della Materia Medica e del paziente ben descritto e analizzato da due illustri Omeopati contemporanei, il Dr. Rajan Sankaran e il Dr. Jan Scholten.

In questo libro la Dr.ssa Emma Pistelli espone in modo estremamente semplice e didattico gli elementi necessari per catalogare e comprendere i Rimedi Omeopatici Minerali.

Le conoscenze di chimica inorganica e fisica dell’atomo qui riportate dall’Autrice sono da considerarsi propedeutiche per la piena comprensione dei testi di Sankaran e Scholten, perché le relazioni esistenti tra gli atomi all’interno della Tavola Periodica degli Elementi rispecchiano quelle del nucleo profondo dei Rimedi Omeopatici.

Il testo illustra in modo abbastanza esaustivo questo nuovo metodo di comprensione del nucleo profondo dei rimedi omeopatici minerali e allo stesso tempo rappresenta un ottimo strumento propedeutico per lo studio dei libri di Sankaran e Scholten.

Presentazione dell'editore
Premessa dell'autore
L'ATOMO E LA SUA STRUTTURA
Le caratteristiche dei metalli
Le caratteristiche dei non metalli
I METALLI
Ferrum metallicum
Manganum (Manganese)
Niccolum (Nichel)
Cuprum metallicum (Rame)
Zincum metallicum
Argentum metallicum
I CATIONI E GLI ANIONI
I CATIONI

Gruppo IA (Metalli alcalini)
Natrum (Sodio)
Kalium (Potassio)
Lithium (Litio)
Gruppo IIA (Metalli alcalino-terrosi)
Magnesia
Calcarea (Calcio)
Strontium (Stronzio)
Baryta (Bario)
Gruppo IIIA
GLI ANIONI
Gruppo VIIA (Alogeni)
Fluorum (Fluoro)
Chlorum (Cloro)
Romium (Bromo)
Iodium (Iodio)
Gruppo IVA
Carbonio
Silicio
Gruppo VA
Azoto
Phosphorus
Arsenicum
Gruppo VIA
Sulphur (Zolfo)
GLI ACIDI
Hydrogenum
Cerchio dell'acido come composto chimico
Cerchio dell'acido come rimedio omeopatico
I SALI
Temi dei cationi
Temi degli anioni
APPENDICE
INDICE

Lo scopo di questo lavoro è dimostrare che esiste la possibilità di orientarsi tra i molti rimedi minerali a disposizione.
La bussola ci è fornita dalla Tavola Periodica degli Elementi, in cui tutti gli atomi costituenti la materia sono stati ordinati tenendo conto delle loro caratteristiche fisico-chimiche.
Una semplice applicazione del criterio analogico porta a ritenere che queste caratteristiche non si annullino nel rimedio, ma anzi ne connotino i sintomi.
L'ulteriore definizione del singolo rimedio si ottiene procedendo dal “generale al particolare”, suddividendo gli elementi e quindi i rimedi corrispondenti in “gruppi omogenei” via via più piccoli, fino a delineare la specificità dell'elemento e del rimedio in esame.

Nell'Organon di Samuel Hahnemann, al paragrafo 119, leggiamo:
“Dato che sicuramente ogni specie vegetale differisce per la sua forma esterna, per come vive e si sviluppa e nel suo sapore e profumo da ogni altra specie e genere di piante, dato che sicuramente ogni minerale e sale differisce da ogni altro per quanto riguarda le proprietà fisico-chimiche intrinseche ed estrinseche, che da sole li rendono unici, di conseguenza sicuramente tutte queste sostanze vegetali e minerali differiscono tra loro per i loro effetti patogenetici e quindi nelle loro applicazioni terapeutiche”.

Con queste parole Hahnemann ci chiede di riflettere sul fatto che ogni sostanza appartenente ai vari Regni Naturali ha in sé caratteristiche che derivano non solo dall'appartenenza al Regno. Dei vegetali, infatti, cita l'aspetto, il profumo, le modalità di sviluppo e di vegetazione, condizionate a loro volta dalle qualità del terreno, del clima o dell'area geografica. Quindi, in qualche modo Hahnemann ribadisce l'unicità delle proprietà di quel determinato rimedio, minerale e vegetale, ma fa anche intravedere la possibilità di riconoscere nell'ambito dei vari rimedi proprietà comuni e quindi la possibilità di riunirli in gruppi più ampi ed omogenei.

La logica che sta alla base di questo ragionamento è sempre quella di procedere dal generale al particolare, che in Botanica ha ispirato le classificazioni di Linneo e dei suoi successori, ma che si trova soprattutto alla base del pensiero omeopatico kentiano sia come metodica di approfondimento e di studio sia come iter da seguire per una buona prescrizione.
Anche nel Regno Minerale è indispensabile applicare la stessa logica. Ci ripete Hahnemann: “Ogni minerale e sale differisce da ogni altro per le sue caratteristiche fisico-chimiche intrinseche ed estrinseche”.
É fuor di dubbio come ciascun elemento chimico puro, ad ogni composto prodotto dalla combinazione di più elementi, sia assolutamente specifico. Ma è anche possibile riconoscere tra i vari elementi caratteristiche comuni che permettano di riunire in gruppi omogenei i vari elementi e composti. Il vantaggio principale di utilizzare questi ‘gruppi omogenei' consiste nell'avere a disposizione una bussola per orientarsi nell'ambito del Regno Minerale.

Il criterio più scientifico per meglio conoscere le proprietà dei singoli elementi e le relazioni esistenti tra loro ci proviene dalla Tavola Periodica degli Elementi, approntata nel 1869 dal russo Mendeleev e poi successivamente migliorata e aggiornata. L'intuizione di questo monaco ortodosso era che ogni elemento o sostanza pura della materia dovesse avere un suo proprio peso atomico e che ordinando i vari elementi secondo il peso atomico crescente si assistesse al ripresentarsi, rispettando certi intervalli e quindi con una certa periodicità, di determinate proprietà fisico - chimiche.
L'intuizione di Mendeleev fu confermata quando, estendendosi il numero degli elementi conosciuti, questi andavano a collocarsi nelle caselle lasciate vuote, rispettando della collocazione oltre che il peso atomico anche le caratteristiche chimiche previste. Successivamente, la Tavola Periodica fu perfezionata ordinando gli elementi non per peso atomico crescente, ma per numero atomico crescente.

Sul versante omeopatico invece, storicamente, l'attenzione alla classificazione dei rimedi minerali, al riconoscimento cioè di gruppi omogenei al loro interno, si deve a Constantine Hering, che introdusse l'idea delle sperimentazioni di sostanze minerali che fossero in relazione biochimica con l'organismo umano, studiando le possibili relazioni reciproche.
Nel 1870 Schuessler confermò che i minerali sono parte integrante dell'organismo e individuò 12 composti minerali, riconoscendo molti quadri patologici risultanti dall'eccesso o dal difetto di questi composti. La terapia consisteva nel somministrare questi sali alle diluizioni alla 6x.

Kent sfruttò le sue conoscenze dei minerali per approfondire e capire quei rimedi che erano prodotti dalla combinazione di più elementi. Nella sua Materia Medica infatti troviamo vari cenni in tal senso.
Parlando di Natrum muriaticum dice: “... sia Natrum carbonicum che Natrum muriaticum hanno la tensione nervosa generalizzata dei Natrum, ma il primo è un paziente freddoloso, mentre il secondo è a sangue caldo...”. Sempre nella Materia Medica, nel capitolo dedicato ad Alumina, composto dall'Ossigeno e Alluminio, afferma: “... Alumen (che è Solfato doppio di potassio ed alluminio idrato), ha molto di Alumina (che è la comune argilla) nella sua natura e ne dipende considerevolmente... quando si ha a disposizione una buona sperimentazione di un ossido o di una base e in questa sperimentazione i sintomi mentali sono ben evidenti, noi possiamo utilizzarli in via presuntiva, nel prescrivere un sale diverso, qualora esso abbia pochi sintomi mentali evidenziati dalle sperimentazioni, purché questo sale abbia il medesimo elemento come base...”.

Farrington, nella sua ‘Comparative Materia Medica dà ulteriori indicazioni per uno studio sistematico dei rimedi minerali.
Pure un altro Autore, Otter Lesser, ha scritto sulle relazioni tra Tavola Periodica ed Omeopatia.
Sempre con l'idea di sistematizzare la gran mole di informazioni a disposizione in un modo più fruibile, le relazioni tra i rimedi minerali e quindi tra gli elementi della Tavola Periodica sono state ulteriormente studiate da molti autori contemporanei, tra i quali spiccano Rajan Sankaran, Jan Scholten e Jeremy Sherr.

I testi che ho maggiormente consultato sono ‘Homeopathy and Minerals' di Scholten e ‘La Sostanza dell'Omeopatia' di Sankaran.
Nell'introduzione al suo libro, Scholten riassume le metodiche da lui seguite nel delineare i quadri mentali dei vari rimedi minerali. La prima operazione consiste nell'esaminare gruppi di rimedi ben conosciuti e sperimentati e tra loro in qualche modo ‘omogenei' in quanto contenenti un determinato elemento o facenti parte di un certo gruppo di composti chimici. L'estrazione dei ‘sintomi comuni' di quel determinato ‘gruppo omogeneo' è detta “Analisi di Gruppo”. A questo punto inizia un cosiddetto ‘meta-livello' di conoscenza, che consiste nell'estendere quei sintomi ‘comuni' anche a rimedi poco noti e sperimentati, purché contenenti quel determinato elemento. La conferma della bontà di queste “astrazioni”, come lo stesso Autore le chiama, viene dall'impiego terapeutico del rimedio e dalla eventuale risoluzione di casi clinici..

Una critica che può essere fatta al lavoro di Scholten è che spesso per l'Autore i piani della sperimentazione e delle conferma clinica si equivalgono e a volte si confondono. Egli stesso afferma di prediligere l'esperienza clinica e la conferma del rimedio attraverso la risoluzione del caso, piuttosto che la verifica esatta ottenuta con la sperimentazione.

Un'altra critica che si può muovere a Scholten è che, nel descrivere i quadri mentali, ricorre a terminologie personali e differenti da quelle utilizzate nei vari Repertori, rendendo così più complicata la vita quotidiana del medico omeopata.

Di contro, secondo me, Sankaran sembra essere più attento alle informazioni raccolte nelle Materie Mediche e nei Repertori e a conferma delle sue analisi riporta sempre un elenco di rubriche repertoriali che schematizzano l'immagine del rimedio. Inoltre Sankaran, studiando la Tavola Periodica e approfondendo le analogie tra i vari rimedi, è in grado di dare una bussola per orientarsi tra i molti rimedi minerali. Infatti, Sankaran distingue ampi raggruppamenti, quali i Cationi, gli Anioni, i Metalli, i Sali e gli Acidi, riconoscendo sintomi omogenei per ogni raggruppamento. Scholten, invece, tratta essenzialmente i temi dei Cationi, degli Anioni e dei loro composti (Sali ed Acidi), mentre riserva scarsa attenzione agli elementi compresi nella porzione centrale della Tavola Periodica, cioè ai Metalli di Transizione, con l'eccezione del Ferro, dell'Argento e di pochi altri.

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Introduzione, traduzione e note di Prof. Paolo Bellavite
Il Dr. Dessaix, medico omeopata francese e membro della società di Medicina Omeopatica di Lione, ha scritto questo libro come testimonianza dell'inizio delle prime controversie tra la Medicina accademica ufficiale e quella Omeopatica. Nel testo sono riportati eventi e dibattiti avvenuti nei primi decenni dell'Ottocento durante le epidemie di colera. In quei tempi non c'era una terapia, per questo motivo l'Omeopatia e le soluzioni che offriva furono viste con favore dal pubblico, ma allo stesso tempo furono ferocemente contrastate dalla classe medica dominante. L'Opera è particolarmente interessante perché racconta anche degli sforzi fatti dagli Omeopati del tempo per rispondere a queste critiche, in un'ottica però di dialogo e integrazione con la Medicina ufficiale, cercando quindi di evitare una visione dualista e oppositiva. Dopo quasi 200 anni i problemi sono rimasti pressappoco gli stessi e non sono stati totalmente risolti; vale dunque la pena di capire le ragioni storiche, filosofiche e culturali che hanno dato il via e alimentato questo processo, così da evitare di commettere gli stessi errori.
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