I Minerali Delle Piante – 2° vol.

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Formato: 231 pag.
– 16×24 cm
– 1 °ed
Autore: Jan Scholten
Anno di stampa: 2002
ISBN: 9074817130
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Descrizione

Questo libro contiene i risultati delle analisi fatte sul contenuto in minerali di 93 piante. Sono stati analizzati 59 elementi della Tavola Periodica.

Analizzando il contenuto in minerali delle piante, possiamo comprendere quale minerale è presente in una certa pianta in alta o bassa concentrazione. Quindi, possiamo confrontare le proprietà medicinali e le immagini omeopatiche del minerale più rappresentato in una pianta con le proprietà medicinali e l’immagine omeopatica di quella pianta.

Oppure, in alternativa, quando abbiamo in mente un certo rimedio per un paziente, ma l’immagine omeopatica non è esattamente conforme al nostro paziente, se si presume che quest’ultimo abbia bisogno di un rimedio vegetale, possiamo esaminare la tabella relativa a quel minerale e vedere qual è la pianta che possiede un’elevata concentrazione del minerale in questione.

Oppure, ancora, possiamo ricavare l’immagine di una certa pianta poco nota da quella del minerale in essa contenuto.

I risultati sono importanti e ricchi di significato.
In questo libro ci sono molte conferme dei rilievi emersi in “I minerali nelle piante”, volume 1.
È un nuovo modo di considerare le proprietà terapeutiche dei rimedi vegetali.

Parte 1: Le Piante
La prima parte inizia con una tabella relativa ai dati tecnici delle piante studiate.
Poi seguono le tabelle con i risultati delle analisi. In ogni colonna sono compresi:
– Il nome del minerale.
– Il contenuto del minerale espresso in parti per milione (nel caso di Indium e Rhenium, il contenuto è espresso in parti per miliardo).
– La deviazione rappresenta la deviazione dalla media dei minerali ottenuta nelle misurazioni delle 96 piante; questa deviazione divisa per la deviazione standard fornisce la distribuzione delle misurazioni.
Nella colonna di sinistra i risultati sono ordinati alfabeticamente in base al nome dell’elemento.
Nella colonna di destra i risultati sono relativi alla deviazione dalla media. Questa colonna è la più utile per capire quale minerale ha un’elevata concentrazione in una certa pianta.

Parte 2: I Minerali
La seconda parte inizia con una tabella (pagg. 114-115) contenente i dati relativi ai minerali analizzati.
Seguono le tabelle con i risultati delle analisi. In ciascuna colonna sono compresi:
– Il nome della pianta.
– Il contenuto del minerale in parti per milione (nel caso di Indium e Rhenium, il contenuto è espresso in parti per miliardo).
– La deviazione: questa è la deviazione dalla media dei minerali ottenuta nelle misurazioni delle 96 piante; questa deviazione divisa per la deviazione standard fornisce la distribuzione delle misurazioni.
Nella pagina di sinistra i risultati sono relativi al nome del minerale.
Nella pagina di destra i risultati sono relativi alla deviazione standard rispetto alla media. Questa colonna è la più utile per capire quale pianta ha un elevato contenuto di un certo minerale.

I risultati delle analisi possono dipendere da svariati fattori.  Si possono trarre alcune conclusioni, sia consultando questo studio, sia il precedente “I minerali nelle piante”, volume primo.

Costanza delle misurazioni: errori di analisi
Il confronto tra le misurazioni fatte su tre campioni, che sono stati analizzati due volte, ci fa capire la costanza delle misurazioni stesse. I risultati ottenuti differivano generalmente del 10%, con punte, per alcuni di loro, fino al 30%. Ne consegue che esiste una buona costanza di risultati.

Affidabilità delle misurazioni: errori di analisi differenti
Confrontando le misurazioni ottenute dalle ceneri esaminate, si può stimare l’affidabilità delle misurazioni stesse (vedi la tabella dei minerali nella seconda parte). I risultati differivano in generale per meno del 5%. Quindi, esiste un’affidabilità dei risultati.

Parti della pianta
In generale, si ha l’impressione che le radici e le cortecce abbiano un contenuto maggiore dei minerali rispetto ai fiori e alle foglie (vedi la tabella delle piante contenuta nella prima parte). Questo risulta particolarmente evidente nel caso di Osmundo regalis, di cui sono stati analizzati due campioni: uno preparato con la radice e un altro con la pianta intera.

Stagione
Si può ricordare il caso di Osmundo regalis anche in relazione alla stagione. La radice è stata raccolta in novembre, cioè in un periodo molto vicino all’inverno. L’inverno è caratterizzato da contrazione e concentrazione, per cui il contenuto in minerali s’innalza.
Il ruolo dell’influenza della stagione può essere valutato anche nell’esempio di Urtica urens, per la quale sono stati analizzati due campioni raccolti in epoche diverse. Le differenze sono molto ampie, oscillando dal 30% al 100%. Di conseguenza, la stagione sembra avere una grande influenza sul contenuto minerale della pianta.

Clima e livello di sviluppo
Le differenze appena ricordate possono essere relazionate alle differenze di clima e di stagione e alle differenze nella varie fasi di sviluppo della pianta. Dallo studio fatto è però difficile estrapolare ed evidenziare queste differenze.
Suolo, aria e contaminazione
Il suolo, l’aria e la contaminazione sono gli stessi per tutti i campioni, dato che provengono tutti dalle coltivazioni prive di inquinamento della ditta VSM.

Questo studio può essere utilizzato per molti scopi. Prima di tutto è una sorta di conferma delle immagini di rimedi già noti. Secondariamente, è un approfondimento di piccoli rimedi vegetali poco conosciuti, ottenuto estrapolando la loro immagine dall’immagine dell’elemento presente in elevate concentrazione nella pianta. Inoltre, questo studio aiuta a conoscere rimedi minerali piccoli e poco noti ricavandone l’immagine dalle immagini delle piante che sono ricche di quell’elemento. Il libro può essere usato come una sorta di Repertorio: specialmente le colonne di destra, che sono realizzate sulla deviazione standard, possono darci qualche nuovo spunto e la parte in cui la deviazione è più elevata può essere usata, per esempio, come una rubrica di repertorizzazione.

Risultati importanti
Hyoscyamus ha un elevato contenuto di litio in entrambi gli studi eseguiti. Belladonna, un altro membro della famiglia delle Solanaceae, ha anch’essa un alto contenuto di litio. Tabacum, che fa parte della stessa famiglia botanica, è anch’esso noto per il suo alto contenuto di litio. Questi dati fanno capire che tutta la famiglia presenta un’alta concentrazione di litio e ciò è conforme sia alle immagini dei rimedi della famiglia delle Solanaceae sia all’immagine del rimedio Lithium. Syringa vulgaris ha mostrato di possedere un altissimo contenuto di indio. La pianta è connotata da un forte sentimento di nostalgia (in base ai dati ricavabili dai casi clinici e dalle sperimentazioni eseguite da Scholten, ma non ancora pubblicate). Anche Indium prova una fortissima nostalgia. Verbena ha il contenuto più elevato di ferro, più di ogni altra pianta studiata. Il nome olandese di questa pianta è “ferro duro” [Iron hard].

Risultati poco chiari
I Lantanidi (elementi che vanno dal numero atomico 57 [Lantanio] al 71 [Lutezio]) sono molto presenti in poche piante e la presenza in esse è massiccia, per cui è difficile fare una differenziazione tra i vari Lantanidi presenti.

Conclusioni
Da questo studio e dal precedente primo volume, si potrebbe concludere che la loro compilazione è stata molto importante. Infatti, abbiamo potuto individuare nuove relazioni tra piante e minerali e anche confermare e ampliare le relazioni già note.

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Dopo la traduzione dei libri di Sankaran, quello che mancava all’Omeopatia italiana era proprio la traduzione dei lavori di Jan Scholten: un Medico olandese il cui metodo si integra perfettamente con quello di Sankaran e che ha posto le condizioni per una vera nuova metodologia omeopatica, quella dell’Analisi di Gruppo. Sappiamo che l’idea di unire e studiare i rimedi omeopatici per famiglie risale inizialmente ai lavori di Hering e poi di Kent, ma ai nostri giorni è stata perfezionata e sviluppata in modo particolare proprio da Scholten e poi anche da Sankaran, con i suoi ormai noti lavori sulle False Percezioni e sulle compulsioni. É a Scholten, comunque, che dobbiamo il merito maggiore e la prima grande divulgazione di tale idea proprio grazie alla pubblicazione di questo suo primo libro nel settembre 1993. Da allora, la tecnica è stata ulteriormente perfezionata svelando le enormi possibilità terapeutiche che può offrire e possiamo dire che ora rappresenta una vera rivoluzione nel Pensiero Omeopatico. La sua veridicità e praticità è stata concretamente dimostrata da moltissimi omeopatici del mondo. Infatti, essa è in grado di sopperire a molte carenze della nostra Materia Medica minerale dei rimedi meno studiati e quindi meno noti, perché dalla conoscenza delle caratteristiche essenziali dei rimedi principali si possono ottenere molte informazioni sui loro sali, permettendoci così di curare anche quei Pazienti le cui caratteristiche sono intermedie tra gli elementi minerali da cui il sale si origina.
[continua]
Formato: Libro cartaceo – 320 pag.
Editore: Salus Infirmorum

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L'obiettivo di questo libro è confrontare le proprietà medicinali delle piante e quelle dei minerali. Analizzando il contenuto in minerali delle piante, possiamo comprendere come il livello dei vari minerali sia più o meno alto nelle piante medesime. Successivamente, si è in grado di confrontare le proprietà medicinali e l'immagine omeopatica del minerale che è più rappresentato in quella pianta con le proprietà e l'immagine della pianta stessa. Oppure, se pensiamo che per un paziente sia adatto un determinato rimedio minerale, ma l'immagine che noi abbiamo di quel minerale non si adatta esattamente al paziente, potremmo, esaminando la tabella relativa al minerale, individuare quali sono le piante che contengono una quota elevata di quel minerale. Oppure, potremmo ricavare l'immagine o gli aspetti di una pianta e del relativo rimedio omeopatico vegetale da quelli del minerale in essa presente. La scelta delle piante è stata fatta in base alla loro disponibilità. La ditta Dolisos ci ha fornito le polveri nebulizzate di 100 piante. L'analisi delle preparazioni di piante essiccate, che è stata eseguita dal laboratorio Omegatech dell'Ohio (Stati Uniti), è consistita nella Spettroscopia ICP (Induced Coupled Plasma). Dopo il capitolo di introduzione, segue l'elenco delle piante in ordine alfabetico (Parte 1). I nomi usati sono quelli utilizzati in Omeopatia. Per le varie piante, si dà notizia del nome scientifico e dei nomi usati in inglese, francese e olandese. I due elenchi sottostanti mostrano i contenuti di ciascuno dei ventidue minerali analizzati insieme alle loro variazioni medie. Le variazioni sono state calcolate come deviazioni standard dalla media di tutte le cento piante. Il primo elenco è stato ordinato alfabeticamente secondo il nome del minerale, mentre il secondo è stato ordinato secondo la deviazione dalla media. La Parte 2 contiene i 22 minerali. Anche questi presentano due elenchi caratterizzati da: il nome della pianta, il contenuto del minerale in oggetto e la sua deviazione. Il primo elenco (pagina sinistra) è stato ordinato alfabeticamente secondo il nome del minerale, mentre il secondo (pagina destra) è stato ordinato secondo la deviazione dalla media.
[continua]
Formato: Libro cartaceo – 369 pag.

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Il lavoro del Dr. Jan Scholten sul regno minerale e sulla ormai famosa Analisi di Gruppo o tecnica di Raggruppamento per famiglie ha segnato un punto fondamentale nel metodo di studio della Materia Medica, rendendolo più snello, sistematico e scientifico. L'idea di unire e studiare i rimedi omeopatici per famiglie risale inizialmente ai lavori di Hering e poi di Kent, ma è stata perfezionata e divulgata dal Dr. Jan Scholten, così come dal Dr. Rajan Sankaran coi suoi lavori sulle sensazioni e sul regno vegetale. Nel testo vengono analizzati i principali gruppi di rimedi minerali (come i nitricum, i muriaticum, ecc.) preceduti da una descrizione delle caratteristiche principali comuni ai rimedi che formano quel gruppo. Questa tecnica di analisi permette di sopperire alle molte carenze della nostra Materia Medica minerale dei rimedi meno noti, perché ci permette di estrapolare molte informazioni sui loro Sali, permettendoci così di curare anche quei pazienti le cui caratteristiche sono intermedie tra gli elementi da cui il sale origina.
[continua]
Formato: Libro cartaceo – 320 pag.
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L’Omeopatia è veramente una Scienza meravigliosa che ci apre ad una conoscenza sempre più profonda di colui che è al vertice della creazione: l’Uomo. L’argomento di questo volume è rappresentato dall’Omeopatia e dalla Tavola Periodica degli Elementi, perché descrive le caratteristiche omeopatiche di quasi tutti gli elementi dinamizzati del Sistema Periodico. La Tavola Periodica degli Elementi è una tabella che comprende tutti gli elementi naturali esistenti. La Tavola presenta linee orizzontali e colonne verticali nel cui interno sono stati inseriti i vari elementi. La teoria dell’Autore dimostra che ogni linea orizzontale, ogni colonna verticale e quindi ogni elemento hanno un loro specifico tema, sia fisico che psichico, e il tema è concatenato con quello degli elementi vicini. Le sette linee orizzontali (o periodi) vengono denominate “Serie”: - La prima Serie (o Serie dell’Idrogeno) ha il tema del venire alla luce. - La seconda Serie (o Serie del Carbonio) ha il tema dello sviluppo dell’Ego. - La terza Serie (o Serie del Silicio) presenta il tema delle relazioni tra persone. - La quarta Serie (o Serie del Ferro) ha il tema del lavoro. - La quinta Serie (o Serie dell’Argento) verte sul tema della creatività. - La sesta Serie (o Serie dell’Oro) mette in luce il tema del potere e della regalità. Ciascuna Serie presenta uno sviluppo: il suo tema, infatti, evolve attraverso diciotto momenti successivi (che corrispondono alle famose 18 colonne verticali, o Gruppi, della Tavola Periodica) che qui vengono denominati “Stadi”. Gli Stadi descrivono un percorso di evoluzione con un inizio, un punto di sviluppo massimo e poi, attraverso un declino progressivo, una fine. Questa affascinante teoria apre l’Omeopatia Hahnemanniana a moltissime nuove applicazioni, sia diagnostiche che prognostiche, ma quelle che più sorprendono sono le sue innumerevoli applicazioni terapeutiche, perché ci permette di approcciare in modo semplice molte patologie organiche e innumerevoli quadri mentali che forse prima potevamo solo palliare. Sostiene infatti l’Autore: “Un quadro clinico sconosciuto ha bisogno di un rimedio omeopatico sconosciuto”. Commenta Frans Kusse (1996): “Quando hai visto con i tuoi occhi che un tuo paziente, che per anni ha avuto solo dubbi riguardo a cosa fare della sua vita e che poi, dopo una dose di Scandium, comincia a prendere delle decisioni e le mette in pratica (essendosi liberato di tutte le sue grandi paure), allora vorrai avere questo libro a portata di mano sulla tua scrivania, vicino al Repertorio”. Chi legge questo volume non può non rimanere incantato dalla meravigliosa complessità della creazione e non può non rimanere estasiato dalla potenza terapeutica dell’Omeopatia che, se venisse assiduamente studiata e sviluppata, potrebbe veramente, come diceva Hahnemann, liberare l’uomo dalle catene della malattia per permettergli di conseguire il fine ultimo della sua esistenza.
[continua]
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Dopo "Omeopatia e Minerali" il Dr. Jan Scholten continua l'opera di studio dei rimedi omeopatici secondo l'analisi per temi o famiglie, arrivando in questo testo a descrivere le caratteristiche omeopatiche di quasi tutti gli elementi dinamizzati della Tavola Periodica. La Tavola Periodica degli Elementi è una tabella che comprende tutti gli elementi naturali esistenti. La Tavola presenta linee orizzontali e colonne verticali nel cui interno sono stati inseriti i vari elementi. La teoria dell'Autore presentata in questo testo dimostra che ogni linea orizzontale (periodo), ogni colonna verticale (gruppo) e quindi ogni elemento hanno un loro specifico tema, sia fisico che psichico, concatenato con quello degli elementi vicini. Le sette linee orizzontali (o periodi) vengono denominate "Serie":- La prima Serie (o Serie dell'Idrogeno) ha il tema del venire alla luce.- La seconda Serie (o Serie del Carbonio) ha il tema dello sviluppo dell'Ego.- La terza Serie (o Serie del Silicio) presenta il tema delle relazioni tra persone.- La quarta Serie (o Serie del Ferro) ha il tema del lavoro.- La quinta Serie (o Serie dell'Argento) verte sul tema della creatività.- La sesta Serie (o Serie dell'Oro) mette in luce il tema del potere e della regalità. Ciascuna Serie presenta uno sviluppo: il suo tema, infatti, evolve attraverso diciotto momenti successivi (che corrispondono alle famose 18 colonne verticali, o Gruppi, della Tavola Periodica) che qui vengono denominati “Stadi”.Gli Stadi descrivono un percorso di evoluzione con un inizio, un punto di sviluppo massimo e poi, attraverso un declino progressivo, una fine. Questa teoria elaborata dal Dr. Jan Scholten amplifica in modo notevole le possibilità terapeutiche dell'Omeopatia Hahnemanniana, soprattutto perché definisce una metodologia semplice e lineare per l'approccio a molte patologie organiche e innumerevoli quadri mentali, che forse prima era possibile solo palliare. Sostiene infatti l'Autore: "Un quadro clinico sconosciuto ha bisogno di un rimedio omeopatico sconosciuto". Commenta Frans Kusse (1996): "Quando hai visto con i tuoi occhi che un tuo paziente, che per anni ha avuto solo dubbi riguardo a cosa fare della sua vita e che poi, dopo una dose di Scandium, comincia a prendere delle decisioni e le mette in pratica (essendosi liberato di tutte le sue grandi paure), allora vorrai avere questo libro a portata di mano sulla tua scrivania, vicino al Repertorio". Solo il tempo potrà attribuire la dovuta importanza a questo lavoro dell'Autore, certo è che la via che ha contribuito a tracciare, nata da questa sua meravigliosa intuizione, potrebbe diventare il metodo principale su cui basare un trattamento omeopatico.
[continua]
Formato: Libro cartaceo – 1000 pag.
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Le frontiere della terapia omeopatica di alcune nuove patologie moderne
Questo libro descrive l'uso dei Lantanidi omeopatici nello stato di salute e in quello di malattia; cioè descrive le persone che si trovano in uno stato Lantanide e il modo in cui possiamo curarli omeopaticamente con questi rimedi tanto sconosciuti quanto meravigliosi. I Lantanidi sono elementi della Tavola Periodica che vanno dal numero atomico 57 al 73 e sono dotati di intense proprietà elettromagnetiche. Vengono definiti "segreti" proprio per il fatto che molti di questi elementi sono nascosti in altre sostanze, situazione che chimicamente ha reso difficile il loro riconoscimento e successivo isolamento. Da un punto di vista omeopatico, il tema principale comune a questi rimedi è quello dell'autonomia, della ricerca della libertà, che li può guidare verso uno sviluppo spirituale e verso l'individualità. Le persone che rientrano in questo stato di lantanide riflettono fisicamente questo loro isolamento psicologico nel sistema immunitario e nelle patologie autoimmuni. È infatti proprio il sistema immunitario a separare il nostro organismo dalle sostanze esterne (anche patogene). Come nei suoi due precedenti libri, anche in questo è presente lo stesso sistema logico per mappare i rimedi, utile per trovare delle logiche corrispondenze all'interno della Tavola Periodica (i Lantanidi in questo caso) in modo semplice e funzionale allo scopo, che rimane sempre quello "dell'arte del guarire".
[continua]
Formato: Libro cartaceo – 560 pag.
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Formato: Libro cartaceo – 180 pag.
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L'obiettivo di questo libro è confrontare le proprietà medicinali delle piante e quelle dei minerali. Analizzando il contenuto in minerali delle piante, possiamo comprendere come il livello dei vari minerali sia più o meno alto nelle piante medesime. Successivamente, si è in grado di confrontare le proprietà medicinali e l'immagine omeopatica del minerale che è più rappresentato in quella pianta con le proprietà e l'immagine della pianta stessa. Oppure, se pensiamo che per un paziente sia adatto un determinato rimedio minerale, ma l'immagine che noi abbiamo di quel minerale non si adatta esattamente al paziente, potremmo, esaminando la tabella relativa al minerale, individuare quali sono le piante che contengono una quota elevata di quel minerale. Oppure, potremmo ricavare l'immagine o gli aspetti di una pianta e del relativo rimedio omeopatico vegetale da quelli del minerale in essa presente. La scelta delle piante è stata fatta in base alla loro disponibilità. La ditta Dolisos ci ha fornito le polveri nebulizzate di 100 piante. L'analisi delle preparazioni di piante essiccate, che è stata eseguita dal laboratorio Omegatech dell'Ohio (Stati Uniti), è consistita nella Spettroscopia ICP (Induced Coupled Plasma). Dopo il capitolo di introduzione, segue l'elenco delle piante in ordine alfabetico (Parte 1). I nomi usati sono quelli utilizzati in Omeopatia. Per le varie piante, si dà notizia del nome scientifico e dei nomi usati in inglese, francese e olandese. I due elenchi sottostanti mostrano i contenuti di ciascuno dei ventidue minerali analizzati insieme alle loro variazioni medie. Le variazioni sono state calcolate come deviazioni standard dalla media di tutte le cento piante. Il primo elenco è stato ordinato alfabeticamente secondo il nome del minerale, mentre il secondo è stato ordinato secondo la deviazione dalla media. La Parte 2 contiene i 22 minerali. Anche questi presentano due elenchi caratterizzati da: il nome della pianta, il contenuto del minerale in oggetto e la sua deviazione. Il primo elenco (pagina sinistra) è stato ordinato alfabeticamente secondo il nome del minerale, mentre il secondo (pagina destra) è stato ordinato secondo la deviazione dalla media.
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Formato: Libro cartaceo – 369 pag.

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Il presente volume si basa su di una ricerca commissionata dalla USL 5 di Pisa alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.Il compito affrontato è stato molto impegnativo. Si trattava di far dialogare il linguaggio umanistico di un sistema di cura dinamico e complesso, quale appunto l'omeopatia, con le necessarie applicazioni e ‘riduzioni' dell'assetto statistico/informatico. Ne è derivato un approccio metodologico del tutto originale che mostra la feconda interdisciplinarietà del gruppo di ricerca e può rappresentare un modello di lavoro esportabile. La scommessa è stata quella di provare ad articolare sistemi operativi molto diversi e di riuscire a renderli compatibili in virtù di una dialettica attenta al rigore epistemologico di ciascun apporto. La necessità di comprendere, e di essere certi di averlo rispettato, il punto di vista omeopatico, ha reso indispensabile l'apporto di Maria Marchitiello anche nella scelta delle modalità e nel controllo degli strumenti applicativi.Lo sviluppo reale della ricerca ha seguito quanto previsto nel progetto iniziale nelle sue linee generali, giungendo alla definizione di una metodologia che presentiamo in questo volume nella consapevolezza che essa, pur nella necessità di ulteriore validazione e sperimentazione, costituisca un risultato comunicabile alla comunità scientifica.Le peculiarità della ricerca, che la condizionano in parte, derivano dal fatto che la gestione dei dati dell'attività clinica – ciò che, in ultima analisi, si vuole valutare – e la sua impostazione, sono avvenute contemporaneamente alla disponibilità di parte dei dati stessi. Se da un lato quindi era chiaro cosa volessimo misurare e come, dall'altro, non ci era possibile sapere (considerati i tempi) se questa impostazione si sarebbe potuta effettivamente mettere in atto, viste le seguenti problematiche/considerazioni:• i soggetti, e quindi le osservazioni di eventi ad essi associati, potevano essere estremamente differenziati tra loro; l'intreccio tra monitoraggio della attività terapeutica e ricerca clinica non permetteva di poter selezionare un gruppo di persone omogeneo da ‘arruolare' per uno studio di tipo clinico standard;• il tempo di osservazione – lo studio partiva contemporaneamente all'attivazione di un ambulatorio e sarebbe comunque stato non sufficientemente lungo;• il numero di soggetti osservabili non era prevedibile; peraltro, a causa di problemi logistici nell'attivazione degli ambulatori, la data effettiva di inizio erogazione di un servizio stabile presso il Centro di Pontedera è del gennaio 2007, più tardi rispetto a quello di Pisa che era attivo già nel 2006; la data di cesura delle osservazioni sarà al 31 luglio 2008;• i dati clinici e di osservazione, pur se provenienti dall'attività di due ambulatori, avrebbero riguardato l'attività terapeutica svolta da un solo medico omeopata. I dati per lo studio di efficacia ed efficienza del servizio omeopatico, non si basano quindi sulla sperimentazione clinica standard (definizione dei criteri di arruolamento, metodo di confronto, analisi dei risultati): tutti i soggetti (ovvero i dati derivanti dalle attività cliniche su questi soggetti) dovevano essere gestiti dal sistema informatico e non potevano essere scelti; sono stati scelti perciò quelli che si sono presentati spontaneamente, e per qualsiasi motivo, ai due ambulatori omeopatici di Pisa e Pontedera. Come vedremo nei paragrafi che seguiranno, partendo da queste considerazioni, e dalla consapevolezza relativa alle problematiche che avremmo potuto incontrare (quelle prevedibili), abbiamo concentrato la nostra attenzione sulla costruzione di un impianto metodologico, che fosse ben strutturato e definito, e che potesse essere testato sui dati derivanti dalle attività di medicina omeopatica della USL 5 di Pisa. Maria Francesca Romano e Maria Marchitiello
[continua]
Formato: Libro cartaceo – 215 pag.
Editore: Edizioni ETS

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La sperimentazione omeopatica di nuovi rimedi permette di ampliare le possibilità terapeutiche del Medico omeopata, arricchendo di riflesso la Materia Medica. Scrivendo questo libro, il Dr. Jeremy Sherr ha voluto prima di tutto riportare la sua esperienza decennale, ma anche stimolare nuovi omeopati in tutto il mondo a seguire il sentiero da lui tracciato. Usando le parole dello stesso autore, sperimentare diverse sostanze direttamente su di sé è il modo "migliore, più vicino e più facile per imparare a padroneggiare la Materia Medica". Nella prima parte del testo il Dr. Jeremy Sherr descrive la dinamica delle sperimentazioni, mentre nel secondo capitolo viene presentata la metodologia da lui usata, scritta con un elevato grado di rigore scientifico e completa di tutti i passaggi. Sono presenti anche delle appendici al libro, comprendenti alcune istruzioni particolari per gli sperimentatori e i supervisori, oltre ad un esempio pratico di una sperimentazione da lui sostenuta. È un testo che si rivelerà estremamente utile per quanti intendano intraprendere la via della sperimentazione di un rimedio omeopatico, soprattutto per lo sforzo che il Dr. Jeremy Sherr ha dedicato per sviluppare un approccio sperimentale patogenetico che superasse le incertezze e le approssimazioni metodologiche di cui spesso in passato erano gravati i proving.
[continua]
Formato: Libro cartaceo – 192 pag.
Editore: Salus Infirmorum

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I Minerali Delle Piante – 2° vol.

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