Si intende portare alla attenzione un caso clinico che mette in luce come non sempre sia necessario dimostrare di essere grandi Omeopati, semmai più interessante valorizzare il metodo e l’approccio ad un caso clinico critico sopratutto quando il Veterinario allopata si arrende. Qui subentra il nostro supporto da terapeuti “non convenzionali” che in qualche modo acquisisce un ruolo che potremo definire sociale inesistente nell’ambito veterinario, un problema da non sottovalutare e che dovrebbe coinvolge l’intera categoria. Da tenere presente che il Veterinario Omeopata rappresenta l’ultima figura medica a cui ci si affida nella speranza di ottenere un supporto terapeutico e morale che, al di là di possibile polemica, non può e non deve essere sminuito da un punto di vista professionale.
MATERIALI E METODI
Il caso che segue appare emblematico di come si possa affrontare una situazione difficile soprattutto quando i proprietari sono intenzionati ad evitare un accanimento terapeutico ritenuto inutile e si rivolgono al Veterinario Omeopata in ultima istanza. Lola è un cane femmina, sterilizzata, di 12,5 anni di età e circa 20 Kg di peso.
15.09.16
Viene in visita con diagnosi di cardiopatia severa. Il referto rilasciato dai colleghi riporta la presenza di un grave rigurgito mitralico a jet centrale con segni di sovraccarico e rimodellamento dell’atrio sx, ascite, edema degli arti. In verità si tratta di una insufficienza cardiaca congestizia dx che giustifica il quadro idropico generale. La terapia prescritta prevede: Vetmedin® 5 mg 1 cps die; Fortekor flavour® 20 mg 1,5 cps die; Diuren ®20 mg 3 cps al die; Prilactone ®40 mg 1 cps die per 10 gg. Lola ha manifestato il problema circa 9 mesi prima quando improvvisamente si è accasciata a terra, da quel momento sono seguiti gli accertamenti diagnostici. In visita presenta ascite, respirazione addominale pari a 18 respiri al minuto, in precedenza sottoposta ad addominocentesi dai colleghi con asportazione di circa 3 litri di liquido.
Descritta dai proprietari socievole con tutti gli altri animali e con persone estranee alle quali fa feste per poi allontanarsi di lì a poco. Le piace il contatto fisico, quando un familiare è ammalato le resta accanto, mentre quando Lola non sta bene, preferisce isolarsi. Non troppo ubbidiente, se sgridata abbaia e tiene il muso, stessa cosa quando le somministrano la terapia. Paura dei petardi, fuochi di artificio e tira per tornare a casa. Le piace mangiare, dormire e camminare anche con il brutto tempo. Non le piace essere lavata ed entrare in acqua o per lo meno deve essere lei a deciderlo. Caratterialmente piuttosto testarda, selvaggia e rustica, comunque poco delicata, ama la compagnia ma ricerca anche la tranquillità e la solitudine.
Freddolosa, cerca angoli freschi in estate e fonti di calore in inverno, ama stare sdraiata al sole, non risente del tempo umido. Dieta a base di crocchette a base di pesce e carne con verdure, ultimamente meno vorace del solito. Beve molto preferendo acqua corrente, specie dopo il pasto ed al rientro dalla passeggiata. Ha presentato vomito e diarrea in seguito alla terapia dei colleghi. In studio appare sicura di sé, per niente intimorita anche se tenderebbe ad allontanarsi al momento della visita clinica, alla fine si sdraia a terra con la testa rivolta al muro. Sempre presente ed attenta anche se tranquilla. In funzione dei sintomi oggettivi e degli elementi acquisiti si procede alla Repertorizzazione con RadarOpus.
RISULTATI
Follow-up una settimana dopo
Appetito ripristinato e robusto, sete normale, più lucida e tonica nel complesso, i proprietari si stupiscono della sua forza e tenacia manifestata anche in passeggiata, ha salito tre rampe di scale di corsa. Ascite stabile.
Follow-up due settimane dopo
Sempre arzilla, appetito mantenuto anche se mangia meno di prima, pochi gg fa ha fatto 3 Km di passeggiata senza fermarsi mai, leggero aumento della ascite. Aur- phos 3 LM SID per 5 gg poi BID per 2 settimane.
Follow-up tre settimane dopo
Evidente miglioramento dello stato energetico, sempre attiva, decide lei la destinazione quando è fuori e non tornerebbe più a casa, non ha il fiatone, sale 60 gradini senza risentirne, appetito vorace. Ascite ridotta, edema agli arti scomparso, non c’è tosse, la respirazione appare più regolare.
Follow-up 4 settimane dopo
Sempre attiva e testarda, per visitarla deve essere bloccata, appetito altalenante, sempre molto attiva in passeggiata, aumento della ascite. Aur-phos 5 LM BID per 7 gg
Follow-up 5 settimane dopo
Si decide di procedere all’ addominocentesi (prelevati 300 ml circa di liquido peritoneale).
Follow-up 7 settimane dopo
Il cibo non sembra più la sua priorità, sete aumentata, dopo addominocentesi si presenta edema al lato sx del muso che rientra in 48 ore. Sempre contenta di uscire, respirazione addominale, ascite aumentata. Si procede ad una nuova addominocentesi per ridurre la respirazione addominale. Aurphos 7 LM SID per 14 gg
Follow-up 8 settimane dopo
Il quadro resta stabile, ascite aumentata, compare la tosse. Aurum phos 7 LM BID per 14 gg
Follow-up 9 settimane dopo
Lola esce in giardino spontaneamente poi si accascia a terra e si spegne spontaneamente.
DISCUSSIONE
In questa evoluzione si è assistito ad un progressivo miglioramento delle condizioni generali con maggiore capacità oggettiva allo sforzo fisico da parte di Lola, ciò le ha consentito di mantenere uno stile di vita invidiabile senza rinunciare alle sue camminate, mentre i proprietari sono rimasti piacevolmente stupiti della reazione immediata alla terapia omeopatica che sembrava averle donato serenità ed uno spirito combattivo di qualche tempo prima. La gestione della terapia omeopatica e la scelta di cambiare la diluizione è stata gestita in funzione del quadro clinico riscontrato ad ogni seduta, mentre l’addominocentesi si è resa necessaria per consentire a Lola di respirare meglio oltre ad evitarle un ingombro eccessivo.
In questo caso la discussione non verte tanto nella domanda se si potesse fare di più o meglio di quanto è stato fatto; è evidente che si tratta di un lesionale grave. Qui occorre mettere in chiaro che le possibilità del Medico Omeopata e comunque della terapia omeopatica non sono illimitate, ci sono limiti invalicabili oltre i quali non si può pensare di andare. Lo scopo resta quello di affrontare le problematiche cliniche anche gravi cercando di trovare le soluzioni ideali per accompagnare i nostri pazienti nel loro percorso di malattia con le migliori prospettive possibili, i proprietari ne erano del tutto consapevoli. Non è pensabile immaginare che la guarigione sia un premio destinato a pochi eletti, piuttosto anacronistico come ideale destinato a sciamani, guaritori o altro. La Medicina Omeopatica da una parte ci gratifica quando otteniamo risultati soddisfacenti o addirittura insperati, dall’altra ci esorta a mantenere i piedi ancorati a terra.
CONCLUSIONE
Riteniamo che presentare casi clinici come questi possa essere di stimolo a colleghi Veterinari Omeopati Neofiti che non devono abbattersi o demordere di fronte alle difficoltà che si incontrano nel quotidiano. Il Veterinario Omeopata non è dotato di poteri sovraumani, semmai deve riuscire a dedicarsi ai problemi reali che incontra adottando le armi terapeutiche in dotazione e sfruttando tutto il suo bagaglio di conoscenza e di esperienza acquisito sul campo. Questa è la professione omeopatica che pratichiamo nel quotidiano in ambulatorio, questi sono i casi che molti clienti ci chiedono di affrontare al fine di evitare un inutile accanimento terapeutico comunque ritenuto talvolta troppo aggressivo. Cerchiamo di svolgere questo ruolo professionale con senso di responsabilità e sopratutto con dovere etico anche se non siamo riconosciuti ufficialmente dagli organi competenti, inoltre mai illudere il proprietario a guarigioni insperate o fasulle, l’immortalità non è di questo mondo, benvenuti sul pianeta Terra.
BIBLIOGRAFIA
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