Lezioni di Omeopatia Classica

I fondamenti teorici dell'Omeopatia alla luce della Scienza e della Psicologia

Lezioni di Omeopatia Classica  Bruno Zucca   Salus Infirmorum

Descrizione

Se stai cercando un libro per cominciare a studiare l'Omeopatia e per capire i fondamenti su cui si basa, Lezioni di Omeopatia Classica rappresenta uno dei testi migliori con cui iniziare.

In questo volume il Dr. Bruno Zucca ha racchiuso la sua esperienza clinica derivante da oltre trent'anni di pratica medica, approfondendo soprattutto il legame tra l'Omeopatia e la Psicoanalisi.

Questo approccio permette di riscoprire l'antica visione Spirito-Psico-Somatica dell'uomo, di cui il pensiero omeopatico è tutt'ora portatore. Consente inoltre un'evoluzione della metodologia clinica omeopatica, soprattutto per quanto concerne la ricerca del Simillimum e il riconoscimento della sua profonda azione curativa sull'organismo.

Il libro è strutturato in tre parti: nella prima vengono esposti i fondamenti teorici dell'Omeopatia Classica Unicista, soprattutto alla luce della scienza e della psicologia. Nella seconda parte viene spiegata la metodologia clinica, con particolare focus sul rapporto del medico con il malato e la malattia. Nell'ultima invece viene mostrato come applicare questo metodo, anche per lo studio dei rimedi omeopatici.

Gli anni di docenza in Omeopatia Classica Unicista hanno dato all'Autore la padronanza e soprattutto la capacità di rendere chiari e trasmissibili questi argomenti, così da rendere questo testo indicato al medico terapeuta, allo studente di Omeopatia che si cimenta per la prima volta con questi concetti, così come agli stessi pazienti che hanno intrapreso un percorso di guarigione omeopatica e sono desiderosi di approfondire la loro conoscenza in materia.

Indice

Introduzione - Ringraziamenti
Prima Parte: I FONDAMENTI TEORICI DELL'OMEOPATIA ALLA LUCE DELLA SCIENZA E DELLA PSICOLOGIA
CAPITOLO 1 - L'unità Psiche-Soma e i sintomi come espressione simbolica di un progetto trasformativo del sé
1.1 - Il corpo senza psiche: breve storia della nascita di una scissione
1.2 - Il recupero di una visione unitaria
1.3 - La concezione di un sé psico-somatico
1.4 - Il linguaggio simbolico dei sintomi
1.5 - La dimensione d'organo
CAPITOLO 2 - L'approccio Psico-Somatico e la Medicina Omeopatica
2.1 - Nevrosi e psicosi d'organo
2.2 - Scissioni biopsicopatologiche verticali e orizzontali
2.3 - La suscettibilità patologica e le strutture difensive
2.4 - Cura del sintomo o della causa?
2.5 - Medicina basata su quale evidenza?
CAPITOLO 3 - La Medicina Omeopatica
3.1 - Olismo e Omeopatia
3.2 - Dalla sperimentazione alla clinica: la teoria omeopatica dei simili
3.3 - L'idiosincrasia
3.4 - L'individualizzazione
3.5 - I miasmi
3.6 - Similitudine e individualizzazione
3.7 - I tre gradi di similitudine
CAPITOLO 4 - Il medicamento energetico e l'Energia Vitale
4.1 - Vis Patogena e Vis Medicatrix
4.2 - La legge di guarigione di Hering
CAPITOLO 5 - Malattia e Salute
5.1 - Il concetto di salute e di malattia
5.2 - La bipolarità psicosomatica come espressione della bipolarità archetipica
5.3 - La causa interna delle malattie: il conflitto esistenziale
5.4 - Concezione statica e visione dinamica della malattia in Omeopatia
CAPITOLO 6 - Omeopatia e Allopatia
6.1 - Omeopatia e Allopatia a confronto
6.1.1 - I simili e i contrari
6.1.2 - La sperimentazione
6.1.3 - La Vis Naturae
6.1.4 - Il concetto di salute e malattia
6.1.5 - La visione olistica e psicosomatica
6.1.6 - I farmaci e la cura
6.1.7 - Chimica o Biofisica: farmaci differenti, effetti differenti
6.2 - Le cause di malattia
6.3 - Malattia: amica o nemica
6.4 - Il paziente: soggetto od oggetto
6.5 - Omeopatia e Agopuntura
CAPITOLO 7 - L'Omeopatia come Medicina psico-bioenergetica
7.1 - Le forze dinamiche del sé e la fisiopatologia energetica
7.2 - Conflitti, difese e scissioni
CAPITOLO 8 - Configurazioni biopsicopatologiche dinamiche
8.1 - La teoria statica dei miasmi
8.2 - La teoria dinamica dei miasmi
8.3 - La difesa primaria e secondaria
8.4 - Lo studio trimiasmatico dei rimedi
8.5 - Le sei strutture difensive
8.5.1 - Struttura difensiva instabile (psorica) = Psora
8.5.2 - Struttura difensiva distruttiva (autolitica e alterlitica) = Sifilis
8.5.3 - Struttura difensiva supercompensatoria (egotrofia manifesta o mascherata) = Sicosi
8.5.4 - Struttura difensiva ipercompensatoria (iperegotrofica)
8.6 - L'applicazione clinica della dinamica miasmatica
CAPITOLO 9 - Gli Archetipi e il Daimon personale
9.1 - Filogenesi e sperimentazione omeopatica
9.2 - L'archetipo personale
9.3 - Il daimon personale come manifestazione dell'archetipo chiave
9.4 - Sè e libero arbitrio personale
CAPITOLO 10 - Omeopatia e Psicoanalisi: analogie e complementarietà
10.1 - Le basi comuni per un dialogo possibile
10.2 - Un nuovo modello di inconscio
10.3 - La suscettibilità patologica
10.4 - Le ricorrenze patologiche e l'inconscio genealogico
10.5 - Il substrato culturale e l'inconscio
10.6 - Riflessioni sugli archetipi e l'archeologia della mente
10.7 - Le molteplici declinazioni della paura di morire e amare e il “rimedio dell'inconscio”
Seconda Parte: LA METODOLOGIA CLINICA IN OMEOPATIA
CAPITOLO 11 - Introduzione alla metodologia clinica in Omeopatia: il rapporto del medico con il malato e con la malattia
11.1 - L'origine spirituale della malattia e la sua natura difensiva dal dolore esistenziale
11.2 - La malattia come opportunità evolutiva
11.3 - Il ruolo della dialettica malattia-salute nella dinamica evolutiva
11.4 - Il simillimum e il percorso di cura
11.5 - L'archetipo del guaritore-ferito
CAPITOLO 12 - La visita omeopatica e la raccolta dei sintomi
12.1 - Il valore caratteristico dei sintomi
12.2 - La visita omeopatica
CAPITOLO 13 - La diagnosi omeopatica: studio del caso e repertorizzazione nel paziente cronico
CAPITOLO 14 - Gradi patologici e osservazioni prognostiche
14.1 - Il decorso clinico dopo il rimedio secondo Masi
14.2 - I quattro gradi patologici del paziente
14.3 - Le osservazioni prognostiche secondo Masi
14.4 - Le coordinate biopsichiche secondo Masi
CAPITOLO 15 - La crisi di guarigione omeopatica
15.1 - La crisi necessaria
15.2 - Reazioni fisiche e reazioni psichiche
15.3 - Aggravamento involutivo e crisi evolutiva
15.4 - Le quattro tappe della crisi di guarigione
15.5 - Il simillimum, la crisi di guarigione e la medicazione psorica
15.6 - Le fasi alchemiche e il percorso di guarigione
CAPITOLO 16 - Soppressione, palliazione e metastasi morbosa
CAPITOLO 17 - I tre gradi di similitudine e i corrispettivi tre livelli diagnostico-terapeutici: sintomatico, simile, simillimum
17.1 - I tre livelli diagnostico-terapeutici
17.1.1 - Primo Livello Terapeutico: cura della sindrome d'organo acuta
17.1.2 - Secondo Livello Terapeutico: cura della sindrome psicosomatica reattiva acuta e cronica
17.1.3 - Terzo Livello Terapeutico: cura del malessere esistenziale all'origine della malattia psico-fisica
17.2 - La cura delle tre ferite: biologica, psicologica e congenita
17.3 - Approfondimento teorico-clinico del primo livello diagnostico-terapeutico
17.4 - Approfondimento teorico-clinico del secondo livello diagnostico-terapeutico
17.5 - Approfondimento teorico-clinico del terzo livello diagnostico-terapeutico
17.6 - Simile e Simillimum
CAPITOLO 18 - La Prescrizione Nell'acuto E Nel Cronico
18.1 - Malattie acute e croniche
18.2 - La prima prescrizione
18.3 - La seconda prescrizione e le successive
18.3.1 - Quando attendere?
18.3.2 - Quando riprescrivere?
18.3.3 - Quando riprescrivere lo stesso rimedio?
18.3.4 - Quando prescrivere un nuovo rimedio?
18.3.5 - I casi difficili
18.4 - Il farmaco placebo
CAPITOLO 19 - La tecnica di cura con le potenze progressive nei malati cronici
19.1 - Le tecniche classiche
19.2 - La terapia nei pazienti cronici
19.2.1 - La cura omeopatica come percorso
19.2.2 - La potenza e l'algoritmo di somministrazione
19.3 - La progressiva saturazione dei livelli energetici
Terza Parte: L'APPLICAZIONE DEL METODO
Introduzione alla Terza Parte: l'importanza di una metodologia clinica in Omeopatia
CAPITOLO 20 - Compendio di Metodologia Clinica Omeopatica
20.1 - La diagnosi di Secondo e Terzo Livello
20.2 - La terapia
20.2.1 - La prescrizione
20.2.2 - La seconda prescrizione e le successive
20.3 - Illustrazione di un caso clinico esemplificativo dell'applicazione della tecnica di cura omeopatica sopra descritta
20.4 - Schemi riassuntivi
CAPITOLO 21 - Schema metodologico per lo studio dei rimedi secondo i tre livelli diagnostico-terapeutici
CAPITOLO 22 - Esempio di applicazione della metodica dinamica allo studio di un rimedio omeopatico: Arsenicum album
22.1 - Studio introduttivo dell'elemento Arsenicum album: anidride arsenicosa
22.1.1 - Chimica
22.1.2 - Utilizzo
22.1.3 - Tossicologia
22.1.4 - Storia e simbologia dell'elemento
22.2 - Impiego omeopatico
22.3 - Sintomi generali e modalità
22.4 - Sindromi fisiche distrettuali
22.5 - Le keynote fisiche di Arsenicum album
22.5.1 - Keynote fisica acuta
22.5.2 - Keynote fisica cronica
22.6 - Primo livello diagnostico-terapeutico: sindromi cliniche acute
22.7 - Temi mentali di Arsenicum album
22.8 - La simbologia di alcuni sintomi patogenetici
22.9 - Secondo livello diagnostico-terapeutico: le keynote vive del rimedio utili per una sua prescrizione come simile
22.9.1 - Il bambino Arsenicum album
22.9.2 - L'adulto Arsenicum album
22.9.3 - Il tipo insicuro e ipocondriaco
22.9.4 - Il tipo egoista, avido e pignolo
22.9.5 - Il tipo altruista e filantropo
22.9.6 - Il tipo rigido e moralista
22.10 - Terzo livello diagnostico-terapeutico: studio analitico del rimedio finalizzato all'individuazione del nucleo tematico più profondo e alla sua prescrizione come simillimum
22.10.1 - Classificazione miasmatica dei sintomi
22.10.2 - Considerazioni sui temi mentali e sulle keynote di secondo livello
22.10.3 - Interpretazione del rimedio: il nucleo tematico principale e la sua dinamica
22.11 - Arsenicum album a confronto con altri rimedi
Principali sali di arsenico utilizzati in Omeopatia
22.12 - A proposito di Arsenicum album ...
CAPITOLO 23 - Esempio di applicazione della metodica dinamica allo studio di un rimedio omeopatico: Agaricus Muscarius
23.1 - Amanita muscaria: la sostanza e le sue proprietà tossicologiche
23.2 - La simbologia dei funghi
23.3 - La simbologia di amanita muscaria nelle tradizioni e nei miti
23.4 - La sperimentazione omeopatica di Agaricus muscarius e le sue tematiche patogenetiche
23.5 - Riflessioni sulle tematiche di Agaricus muscarius
23.6 - La sintomatologia psorica, la ferita psicologica e congenita
23.6.1 - La sintomatologia psorica di Agaricus muscarius
23.6.2 - La ferita psicologica di Agaricus muscarius
23.6.3 - La ferita ontologica comune a tutti i rimedi
23.6.4 - La ferita congenita di Agaricus muscarius
23.7 - Classificazione miasmatica dei sintomi di Agaricus muscarius
23.8 - I sei habitus psicopatologici difensivi di Agaricus muscarius
23.8.1 - Difesa instabile (psorica)
23.8.2 - Difesa supercompensatoria (sicotica)
23.8.3 - Difesa distruttiva (sifilitica)
23.8.4 - Le difese miasmatiche di Agaricus muscarius nell'infanzia
23.9 - Schema riassuntivo della dinamica miasmatica di Agaricus muscarius
CAPITOLO 24 - Il Caso clinico di Mara: il recupero del femminile selvaggio nel processo maturativo e di crescita
24.1 - La prima visita
24.2 - La diagnosi psicosomatica
24.3 - La diagnosi omeopatica
24.4 - Resoconto del follow-up
Dopo 2 mesi
Dopo 4 mesi
Dopo 8 myesi
Dopo 1 anno
Dopo 20 mesi
Dopo 28 mesi
Dopo 30 mesi
Dopo 32 mesi
Dopo 36 mesi
24.5 - Considerazioni su questo caso clinico
Glossario dei termini utilizzati nel testo
Bibliografia
Alcune note sull'Autore
Indice

Introduzione dell'autore

Questo libro nasce da una riflessione critica sulla teoria e la pratica clinica in Omeopatia Classica. La sua stesura è stata dettata dalla necessità di recuperare l'essenza omeopatica originaria.
Il grande valore della Medicina dei Simili è, infatti, oggi disperso nelle prevalenti pratiche complessiste e pluraliste: la crisi che attraversa l'Omeopatia Unicista è testimoniata dall'odierna larga diffusione delle interpretazioni eterodosse dei principi hahnemanniani, riconducibile al prevalere in campo medico di un'ottica culturale e terapeutica basata su concezioni non dinamiche del rapporto malattia-salute.

Secondo l'Omeopatia Classica i processi patologici, così come quelli di guarigione, sono il frutto dell'azione della Vis vitalis e chiedono di essere compresi nelle loro dinamiche bio-psico-esistenziali. La Vis, a sua volta, deve essere guidata da rimedi intelligenti capaci di trasformare la sofferenza in un'opportunità evolutiva. Per Hahnemann, infatti, la Medicina Omeopatica deve curare la causa profonda della sofferenza e aiutare l'uomo a perseguire il suo alto fine trascendente.

Da queste premesse emerge chiaramente quanto la visione omeopatica sia distante dall'imperativo dominante oggi nella Medicina Accademica, quello di 'normalizzare' il paziente abolendo i suoi sintomi per restituirgli la salute perduta. In realtà l'approccio terapeutico allopatico è in grado soltanto di restituire al malato con rapidità l'efficienza perduta, laddove salute ed efficienza non possono essere considerati termini equivalenti.

L'Allopatia è insostituibile nelle situazioni acute più gravi e, per la sua azione sintomatica, nelle patologie cronico-degenerative più profonde; il suo approccio è quindi complementare a quello omeopatico; quest'ultimo è fondato infatti su paradigmi assai diversi e spesso opposti.

Nel percorso curativo allopatico, il Medico diventa a tutti gli effetti complice del meccanismo inconscio di rimozione che accompagna gli eventi patologici: egli infatti non guida il paziente attraverso un cammino trasformativo del proprio modo di rapportarsi alla vita, poiché non cura la causa vera del suo disagio. La stessa pratica omeopatica non sempre fa proprio, fino in fondo, questo assunto e rimane non di rado prigioniera dei criteri diagnostico-terapeutici allopatici, che troppo frequentemente governano l'operato dell'omeopata e lo inducono a inopportune semplificazioni dell'atto terapeutico.

L'omologazione della pratica omeopatica all'attuale filosofia dominante in ambito medico è un pericolo concreto e costituirebbe l'anticamera della sua estinzione. Un patrimonio di conoscenze così prezioso ed efficace rischierebbe di essere relegato nei prossimi decenni in isolati musei testimoniali se continuasse ad essere applicato in maniera riduttiva.

L'Omeopatia Classica contemporanea rinascerebbe e si radicherebbe nella Medicina del nostro tempo se riscoprisse invece la sua essenza originaria spirituale e psicosomatica facendosi contaminare da approcci terapeutici dinamici a lei assai prossimi come, per esempio, quelli psicoanalitici.

La cura omeopatica gode infatti di molti punti in comune con questi percorsi. Entrambe si rapportano alla sofferenza umana con comprensione e si propongono di curarla attraverso un cammino progressivo costituito da crisi di guarigione e tappe di consapevolezza. La rilettura in chiave psicoanalitica junghiana dei fondamenti teorici e clinico-metodologici propri dell'Omeopatia Classica può oggi costituire uno dei punti d'avvio della sua rifondazione. Ritengo questa una necessità storica imprescindibile che, se attuata, restituirà qualità all'arte terapeutica omeopatica e al suo insegnamento alle nuove generazioni di medici.

Anche la Psicoanalisi junghiana potrà trarre da questo confronto un importante stimolo grazie alla riscoperta delle comuni origini alchemiche. Il percorso che conduce all'oro degli alchimisti, il lapis philosophorum che illumina le coscienze e consente il contatto con il Sé, ha molte analogie con la ricerca del Simillimum e col cammino omeopatico di guarigione. Il Simillimum, del resto, come la pietra dei filosofi attiva nel paziente il “guaritore interiore”. Il rimedio omeopatico dell'inconscio è infatti costituito da una frequenza elettromagnetica capace di attivare per biorisonanza l'omologa frequenza dell'archetipo personale: in questo modo, il lapis suddetto perde il suo significato astratto acquistando la valenza di un catalizzatore terapeutico concretamente simbolico.

Uno dei temi centrali su cui questo libro chiama al confronto le diverse Scuole Omeopatiche Uniciste è quello inerente due aspetti intimamente connessi tra loro:
- la necessità di una obiettività diagnostica in Omeopatia,
- la finalità terapeutica che con essa si desidera conseguire.

Per quanto riguarda il primo punto occorre definire un criterio di studio della Materia Medica che valorizzi le potenzialità terapeutiche dei rimedi oltre l'approccio sintomatico (Primo Livello diagnostico-terapeutico) o di semplice correzione degli habitus reattivo-comportamentali biopsichici (Secondo Livello diagnostico-terapeutico). Questo progetto di studio e revisione è stato proposto per la prima volta da Alfonso Masi Elizalde al cui contributo teorico-clinico questo libro è ispirato. Senza l'individuazione del nucleo tematico profondo e della sua bipolarità archetipica, i medicamenti omeopatici non possono essere compresi nella loro essenza e prescritti per la cura del malessere esistenziale dell'uomo. A questo scopo sono inoltre fondamentali una concezione dinamica dei miasmi e un'adeguata metodologia clinica.

Il secondo aspetto, quello relativo all'obiettivo terapeutico, è strettamente legato al livello prescrittivo che si intende utilizzare. L'ambizione massima di ogni omeopata deve essere infatti quella di prescrivere il Simillimum ai suoi pazienti (Terzo Livello diagnostico-terapeutico). L'interrogativo essenziale a cui questo libro cerca di dare una risposta è pertanto il seguente: quale obiettivo terapeutico si intende perseguire col farmaco regio dell'inconscio? Per rispondere a questa domanda è fondamentale stabilire i parametri che definiscano un paziente veramente guarito miasmaticamente. La guarigione profonda si colloca infatti ben oltre i risultati clinici e le positive sensazioni riferite dal malato: il senso di benessere, così come il miglioramento del quadro nosologico, appartengono frequentemente anche a situazioni in cui il paziente è stato in realtà soppresso e sicotizzato da un rimedio Simile. La condizione sicotica viene infatti frequentemente scambiata per guarigione; i tratti comportamentali e i vissuti caratteristici di questo habitus patologico coincidono infatti con la psicopatologia culturalmente dominante nella nostra epoca. Essa seduce e pervade gli stessi omeopati, che talvolta si avviano all'arte terapeutica senza un'adeguata formazione metodologica e privi dell'esperienza che solo un percorso di cura omeopatico personale può loro fornire.
Molti casi clinici che vengono proposti come testimonianze di importanti guarigioni sono spesso frutto di spettacolari soppressioni operate con rimedi Simili e non dovrebbero per questo essere pubblicati come esempi vivi di un determinato medicamento, semplicemente perché non lo sono: sono invece il frutto di brillanti sicotizzazioni di cui Paziente e omeopata sono complici inconsapevoli, per cui descrivere e interpretare i rimedi avvalendosi di questi esempi clinici è fuorviante.

La rifondazione dell'Omeopatia passa pertanto da una rivisitazione della Materia Medica e dall'imprescindibile ridefinizione di una metodologia clinica che delinei i parametri attraverso i quali deve essere valutata l'effettiva medicazione della ferita psorica ovvero della specifica predisposizione congenita alla sofferenza che caratterizza ogni individuo.

Lo sviluppo della Materia Medica dalle poche decine di rimedi studiati da Hahnemann alle varie migliaia di oggi offre all'Omeopatia contemporanea un notevole potere curativo. Gli omeopati delle origini erano costretti a prescrivere assai frequentemente rimedi Sintomatici o Similari a causa della limitatezza del loro bagaglio terapeutico. L'omeopata di oggi può, se supportato da un'adeguata formazione, arrivare in molti casi a individuare il Simillimum del proprio assistito.

La grande espansione quantitativa della Materia Medica non è stata però accompagnata negli ultimi vent'anni da un adeguato affinamento della metodologia clinica. Senza un corretto approccio metodologico le enormi potenzialità terapeutiche dei rimedi rischiano di restare inespresse. L'Omeopatia Unicista rischierebbe di diventare un'arma terapeutica spuntata se rimanesse prigioniera dei personalismi creativi di ognuno; essa finirebbe per essere inghiottita dal mercato del “naturale” ed essere confusa con le altre pratiche mediche alternative.

L'intento di questo libro è quello di stimolare un dibattito nella Comunità Omeopatica e di contribuire così alla ridefinizione di un modello terapeutico condiviso ed efficace. Questo confronto è urgente e necessario, affinché l'attuale soggettivismo venga sostituito da una pratica omeopatica matura, consapevole e imperniata su di una rigorosa metodologia. Un razionale terapeutico comune potrebbe consentire a dieci omeopati chiamati a curare lo stesso paziente di gettare le basi per una discussione in cui si parli la stessa lingua e di arrivare eventualmente, in luogo dei dieci differenti trattamenti attuali, anche alla medesima conclusione diagnostico-terapeutica.

Occorre che nuove generazioni di omeopati si appassionino alla ricerca del Simillimum grazie ad un insegnamento in cui il rimedio omeopatico dell'inconscio ritrovi un ruolo centrale.
L'esperienza didattica da cui nasce questo libro, quella del Centro Studi La Ruota di Milano, si colloca all'interno di questo progetto.

Infatti, assistiamo oggi ad un diffuso scoramento tra le fila dei vecchi omeopati unicisti delusi dalle difficoltà dell'impresa 'alchemica' alla quale inizialmente si erano votati. Molti di noi si sono troppo presto adagiati su pratiche terapeutiche di ripiego gettando la spugna a favore di approcci medici naturali assai meno efficaci dell'Omeopatia Classica. Altri si sono liberati dalle metodologie omeopatiche tradizionali per aprire nuovi varchi, ma finendo poi per proporre la sensazione soggettiva di benessere del paziente come obiettivo terapeutico, qualsiasi essa sia, sicotizzazione inclusa.

È necessario che la prassi omeopatica superi la sua attuale polarizzazione sui due opposti versanti:
- quello di una concezione magico-miracolistica del rimedio unico da un lato e dall'altro
- quello di un pragmatismo clinico esasperato che applica al ribasso le sue potenzialità di cura in senso sintomatico e quindi soppressivo.

L'idealizzazione dell'azione terapeutica del Simillimum, spesso descritta come rapida e risolutiva, si scontra infatti con la pratica medica quotidiana dove questa aspettativa infondata viene quasi sistematicamente delusa. Tutto questo genera poi compensatoriamente la necessità di trovare soluzioni rapide e sintomatiche alla sofferenza del paziente. La concezione mitica del Simillimum ha contribuito del resto a non farlo riconoscere come tale neppure all'omeopata che con bravura l'ha prescritto; la sua azione curativa non può infatti essere valutata con parametri esclusivamente medici, poiché i processi trasformativi che esso promuove sono assai simili a quelli psicoanalitici. Il rimedio profondo agisce frequentemente in punta di piedi, muovendo energie sotterranee e promuovendo, nell'essere umano che ne beneficia, maturazioni lente e faticose. La vera guarigione coincide spesso con la scoperta di un punto di vista sulla realtà assai diverso dalla esaltante inflazione psichica dell'io che molti di noi si aspettano.

È tempo che l'obiettività diagnostica e terapeutica in Omeopatia diventi un progetto comune da perseguire con determinazione e coraggio. Solo grazie ad una metodologia condivisa che superi la frammentazione attuale, la vera Omeopatia può evolvere: i mille rivoli non hanno la stessa forza del torrente.

Dr. Bruno Zucca

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