Omotossicologia. Prospettiva per una sintesi della medicina

Omotossicologia. Prospettiva per una sintesi della medicina  Hans-Heinrich Reckeweg   Guna Editore

Descrizione

Questo volume raccoglie una selezione di relazioni e pubblicazioni scritte da H. H. Reckeweg sull'omotossicologia.

Ne è derivato quasi un libro di studio con numerosi capitoli, dove l'omotossicologia vuole essere trasmessa - partendo dai concetti semplici fino ai dettagli specifici - nel modo più completo possibile anche per quanto riguarda i risvolti terapeutici.

Indice generale

Indice
Prefazione all'edizione italiana
Prefazione
Nota dell'autore

CAP. 1 - LE BASI DELL'OMEOPATIA
Scientificità dell'omeopatia
Il concetto di malattia secondo l'Omotossicologia
Il sistema difensivo contro le tossine

CAP. 2 - COS'È LA MEDICINA BIOLOGICA
Il sistema di flusso
Farmacodinamica dei rimedi naturali

CAP. 3 - MEDICUS CURAT, NATURA SANAT. SISTEMA DIFENSIVO ANTITOSSICO E TERAPIA
Il sistema della grande difesa
La funzione del tessuto connettivo
L'infiammazione
Problemi terapeutici

CAP. 4 - IL FENOMENO DELLA VICARIAZIONE TRA STATO DI SALUTE E STATO DI INFERMITÀ
Le vicariazioni sui tessuti dei tre foglietti embrionali. Tavola delle omotossicosi
Il concetto di malattia nell'alternarsi delle fasi
Infiammazione e autoaggressione
Il concetto di malattia e la tavola delle omotossicosi

CAP. 5 - DISPONIBILITÀ BIOLOGICA, OMEOTERAPIA E OMOTOSSICOLOGIA
Disponibilità "biologica" (più precisamente: "chimica")
Problemi di omeoterapia
Ipotesi sul meccanismo d'azione dei nosodi
Omotossicologia e "disponibilità biologica"
Danni per omissione

CAP. 6 - MEDICINA OLISTICA, OMOTOSSICOLOGIA E OMEOTERAPIA
Il problema delle alte diluizioni e delle diluizioni in accordo
Ipotesi sull'azione delle alte diluizioni
Conclusione

CAP. 7 - SINERGISMO COME PRINCIPIO PATOGENETICO, OMOTOSSICOLOGICO E FARMACOLOGICO

CAP. 8 - OMOTOSSICOLOGIA, BIOLOGIA MOLECOLARE E FARMACODINAMICA DEI FARMACI ANTIOMOTOSSICI
Premessa
La classificazione delle malattie secondo le noxae originarie
Fasi di secrezione-escrezione (fisiologica)
La sintesi omotossonica
Le fasi umorali
Le fasi cellulari
Le vicariazioni
La difesa antitossica
Enzimologia, Omotossicologia, Terapia antiomotossica
L'effetto d'inversione
Meccanismo d'azione del farmaco omeopatico
La cellula e le sue strutture
Formazione e struttura delle proteine
Azione degli antiomotossici su geni ed enzimi riparatori
Il codice genetico
Sintesi proteica. Principio di complementarietà
Danni da terapia
La reazione antigene-anticorpo
Terapia antiomotossica

CAP. 9 - NUOVI PUNTI DI VISTA DELLA TERAPIA ANTIOMOTOSSICA NELLE FASI CELLULARI
Effetto inverso, legge del simile (dimostrazione)
Esame dei farmaci
Inibizione mediante feedback
Terapia con i catalizzatori intermedi
Principi basilari dell'ossidazione biologica
Chinoni. Radicali liberi. Gruppi carbonilici
Sviluppo dell'impregnazione
Il test di raggrinzimento
Suggerimenti terapeutici
Discussione

CAP. 10 - LA SINTESI OMOTOSSONICA ED ALTRE VIE DI DISATTIVAZIONE DELLE OMOTOSSINE. LA INDUZIONE TERAPEUTICA DELLE OMOTOSSINE
Il tessuto connettivo

CAP. 11 - PROBLEMI E TERAPIA DELLE FASI DI REAZIONE
Il problema delle fasi di reazione
La terapia delle fasi di reazione
Fasi di reazione mucodermali

CAP. 12 - LA GENESI DELLE FASI CELLULARI
La cellula
Caffeina e processi enzimatici

CAP. 13 - I FONDAMENTI FARMACOLOGICI DELLA TERAPIA ANTIOMOTOSSICA
Agenti chimici e moderna farmacologia
Farmaci, tossicità e guarigione
Meccanismo d'azione della terapia biologica nelle varie fasi tossiche
Basi scientifiche del principio omeopatico

CAP. 14 - SULL'OMEOPATIA CON RIMEDI UNITARI
Sintomi guida e modalità
Colocynthis
Le alte diluizioni
Diluizioni in accordo di potenza
Dolori lancinanti
Bryonia
Arsenicum album
Shock e ferite
Sintomi da tosse
Sudore
Indicazioni istologiche
Circolazione cardiaca
Cactus
Digitalis
Strophantus
Lachesis
Pulsatilla
Nux vomica
Indicazioni psichiche
China
Sepia
Indicazioni ginecologiche
Stati di esaurimento - Terapia con gli acidi
Verruche
Spasmi, coliche
Carbonati
Sali di iodio
Tonsille
Cartella clinica

CAP. 15 - LA TERAPIA CON PREPARATI D'ORGANO DI SUINO SOPRATTUTTO IN RIFERIMENTO ALLE MALATTIE DA AUTO-AGGRESSIONE
Formazione di anticorpi
La terapia autoematica graduale

CAP. 16 - THERAPIA MAGNA STERILISANS O THERAPIA MAGNA STIMULANS?
I batteri nei processi patologici
Simbiosi tra batteri e uomo
Il ruolo dei batteri nell'infiammazione  
Sutossine  
Il batterio come fattore di regolazione  
Endotossine batteriche  
Therapia magna stimulans  
Guarigione mediante un'infezione  
Fasi di compensazione  
Il problema dei foci e le malattie da focolaio  
Il focolaio infettivo  
Endocardite lenta  
I batteri come saprofiti  
II focolaio come "miccia"  
Il focolaio neurale e il campo di disturbo neurale  
Malattie virali  
Il virus come omotossina  
Conseguenze terapeutiche

CAP. 17 - BASI E PRASSI TERAPEUTICHE NELLE FASI NEOPLASTICHE
Fattori della cancerogenesi
Sincancerogenesi
Problemi del sistema immunitario
Metastasi
Problemi di terapia
Difesa immunitaria umorale e cellulare
Principi di terapia
Terapia con nosodi nel carcinoma
Interpretazione del meccanismo di azione
Terapia biologica delle neoplasie pre- e postoperatoria
Schema di terapia (neoplasie)
Terapia standard di routine
Terapia generale
Dieta
Direttive nutrizionali per neoplasie

CAP. 18 - L'OMOTOSSICOLOGIA IN BREVE. GLOSSARIO
Criteri di disintossicazione
Direttive terapeutiche
Divisione biologica
Fasi cellulari
Fasi di compensazione o di deviazione
Fasi umorali
Malattia
Omotossine
Principio di escrezione e principio di condensazione
Retossine o omotossine di riverbero
Sintesi omotossonica
Sistema della grande difesa
Sistema di flusso ed equilibrio di flusso
Vicariazione
Vicariazione progressiva e vicariazione regressiva

Prefazione all'edizione italiana

Il principio della similitudine poi ampiamente adottato dalle vaccinoterapie, l'ammirevole ricerca di dati clinico-terapeutici, definiti e sperimentati con assoluto rigore — in un'epoca in cui la Medicina occidentale si intristiva fra purganti, salassi, clisteri e sanguisugi — non può non attribuire ad Hahnemann il merito della iniziazione scientifico-sperimentale della Medicina moderna.

Indiscutibili successi terapeutici ottenuti con metodi omeopatici consentirono alla fama del grande medico sassone di varcare la soglia della sua terra e diffondersi con rapido successo nella illuministica Francia.

Siamo agli albori dell'800. L'Omeopatia sembra decollare; la sperimentazione clinica dà splendidi risultati terapeutici.

Ma l'espandersi del pensiero medico moderno nel secolo della Chimica (Erlich -Virchov) non può tollerare che l'Omeopatia trascuri il problema di una impostazione biochimica della patologia vissuta, e conseguentemente, di una fisiopatologia che rendesse edotti e fosse substrato di una Medicina altrimenti del tutto empirica.

Siamo d'altronde in pieno furore illuministico e il suo corollario scientifico è il Positivismo.

Da Galileo a Cartesio la cultura del Pensiero filosofico occidentale è decisamente avviata verso un nuovo tipo di speculazione del Sapere.

È la cultura del "Come". Non importa più, in nessun caso, ricercare il "Perché". Tutta la cultura scientifica ne segue l'indirizzo.

Dell'albero della vita si cominciano a studiare, ad una ad una, tutte le foglie, dal loro apparire al loro appassire.

Nasce e si afferma la cultura "descrittiva" del Sapere in antagonismo alla "interpretativa". In questa cultura del "come avvengono le cose" la tappa successiva è "come appaiono le cose" e, infine, "come debbono apparire". Nasce la medicina dell'"artificio". La "Medicina del Percorso"; correttiva negli adattamenti di cammino, modificativa, impositiva, sostitutiva.

La Medicina allopatica è fondamentalmente figlia della impostazione positivistica del Sapere.

L'Omeopatia rimane avulsa da siffatta evoluzione meccanicistica, tecnicistica del positivismo medico il quale, ormai, esaltato dalle sue scoperte, crede ed insegue il mito dell'uomo artificiale.

L'Omeopatia continua a credere nella verità di una Medicina rievocativa delle Leggi naturali e stimolativa delle sue energie. Ma la propria estraneità, storicamente ingiustificabile, al mondo delle scoperte, sempre più esaltanti, della Chimica e della Chimica-Fisica, viene a costituire una yatus, un cono d'ombra nella sua stessa cultura.

Sicché l'aspetto più critico e polemicamente contestato all'omeopatia storica è di essere stata sempre carente di ogni e qualsiasi impostazione di fisiopatologia clinica.

Quando poi sopraggiunsero la batteriologia e la scoperta degli antibiotici sembrò davvero che l'omeopatia fosse condannata ad essere per sempre emarginata, relegata fra i riti storici delle terapie medicamentose prive di valore scientifico.

Ma ecco che, proprio quando parve che l'uso (e l'abuso) di sulfamidici, antibiotici, antiflogistici, lutti in funzione antibatterica, dovessero portare l'Allopatia allo zenit della sua grandezza scientifica, l'osservazione degli effetti tossici che essa ha lasciato dietro di sé, abbondantemente, spalanca le porte ad una nuova dimensione omeopatica, questa volta rigorosamente ed elettivamente ancorata alle Leggi biologiche, chimiche e chimico-fisiche: l'Omotossicologia.

In realtà, raffermarsi della cultura batteriologica e la definizione di una patologia settica ad essa corrispondente, avevano portato ad un concetto di identificazione globale "infiammazione = sepsi'' e la lotta contro il batterio diveniva sempre più spesso lotta contro il suo portatore, reo d'infiammazione.

Il concetto del "simile'' pur così ampiamente e positivamente affermato nel campo delle vaccinazioni, viene ora ad essere completamente ribaltato. Si afferma la teoria dei "contrarii''.

Contrari a chi?

Al batterio, certo; ma solo a lui? O non anche al suo habitat biologico, nel nostro caso, umano?

E l'abbattimento aprioristico di cariche batteriche e dei suoi presunti danni vale sempre i detriti tossici che impregneranno i connettivi per effetto della gelificazione indotta dagli antiinfiammatori?

Qui entra in scena l'Omotossicologia. Essa prende le mosse da una rivisitazione critica della "reazione infiammatoria'' vista non già quale fenomeno patologico legato alla malattia e con questa divenuto, ma come aspetto dinamico di base, della struttura e della funzione biologica. L'infiammazione viene inquadrata nel contesto della reazione organica di difesa attraverso la quale l'organismo assolve ai compiti di tutela della propria integrità strutturale e funzionale; di resistenza ad ogni inquinamento ambientale, di ricreazione costante della propria quotidianità ontogenetica e della stessa secolarità filogenetica.

Nell'alternanza della Commutazione Vegetativa Generale (Hoff), espressione dell'equilibrio metabolico "acido-base" si svolgono nel grande mesenchima organico, i processi fondamentali della combustione di valenze tossiche e del successivo restauro tessutale.

Immagazzinamento, fagocitosi, produzione di fibrille reticolari argentofile sono le tre tappe che il Sistema Reticolo Endotelio mette "fisiologicamente" in essere in questo suo compito costante di purificazione di restauro.

Nello stato di acidosi metabolica il connettivo interstiziale passa nella fase di "sol"; si ha simpaticotonia, liberazione di jaluronudasi, dissoluzione della sostanza basale mesenchimale, idrolisi, iperjonicità, attività istaminica. In questa faseendo o esotossine, organiche, chimiche, fisiche, batteriche, metaboliche, vengono bruciate nel fuoco della infiammazione fisiologica, fagocitate e drenate verso gli emuntori.

Quando il processo di combustione è concluso si passa per automatismo endocrino alla fase alcalina della Commutazione con calo dell'infiammazione, sintesi in graduale aumento, parasimpaticotonia, riorganizzazione del tessuto infiammato con produzione di fibrille reticolari argentofile e condizione definitiva di "Gel".

Questi processi avvengono quotidianamente nel nostro organismo, sono il giorno e la notte del nostro vissuto biologico.

Organi emopoietici, fegato, milza, midollo delle ossa, ghiandole linfatiche sono le sedi dell'infiammazione fisiologica divenute organi (Hueck). Di una infiammazione che Roessle definisce "digestione parenterale" e che Reckeweg chiama "digestione omotossinica".

L'altalena acido-base è dunque espressione di quell'equilibrio di "Flusso" in cui si identifica biochimicamente l'uomo.

Costellazione endocrina, S.R.E., sistema neurale, connettivo primitivo, fegato, rappresentano nel loro insieme quello che Reckeweg definisce "il Sistema della grande Difesa". Esso regola le modalità e l'intensità della risposta reattiva dell'organismo a insulti o sollecitazioni perturbative della propria integrità e della propria identità biologica e chimica.

L'infiammazione rimane dunque la via scelta dall'evoluzione per tutelare e difendere la conservazione ontogenetica ed il progredire filogenetico delle sue strutture e forme di vita. Possiamo dunque dedurre che ogni patologia è espressione di una modalità reattiva della nostra capacità infiammatoria. In definitiva, del nostro potere immunitario.

A questo punto dobbiamo tornare a domandarci: se l'infiammazione è il solo sistema di difesa che noi abbiamo; se essa è il nostro stesso potere immunitario che si difende; se è stata e continua ad essere, per noi e per tutte le altre specie, l'espressione del divenire e dell'affermazione evolutiva, è davvero corretto combatterla?

Tenuto conto che farmaci altamente attivi quali antibiotici, sulfamidici, salicilici, pirazolonici, benzodiazepine ecc., intervenendo bruscamente nella fase essudativa di esordio, dell'infiammazione, vengono automaticamente a determinare il viraggio della commutazione vegetativa dalla fase acidosica alla alcalosica; dalla solubilizza-zione del connettivo infiammato alla sua gelificazione. Si arresta l'infiammazione.

Materiale incombusto, endotossine batteriche, cataboliti, molecole farmacologiche impregnano il connettivo destrutturandone il telaio e impedendone il restauro.

Al posto di una graduale ricostruzione proteica si avrà una sintesi di proteine bruscamente precipitate. Molecole di endotossine batteriche, residui chimici di farmaci ponderalizzati si combinano con le nostre proteine in una falsa molecola proteica a caratteristiche proprie ed aliene. Entrano in scena i "peptidi selvaggi". Sono proteine rovesciate e si presentano come corpi estranei al nostro S.R.E. Apteni farmacologici, inglobati dalle nostre proteine, divengono antigeni capaci di provocare la formazione di anticorpi sensibilizzati verso le nostre stesse proteine.

Esordiscono in tal modo le malattie da autoanticorpi e da auto aggressione.

Nella bella e ammirevole tavola delle omotossicosi di Reckeweg il quadro patologico è così perfettamente delineato. Di ogni foglietto embrionario, poiché è nella loro totipotenza ancestrale la forza reattiva dei tessuti, vengono definite le fasi evolutive della patologia infiammatoria.

Tre fasi umorali corrispondenti alle fasi essudative deH'infiammazione rappresentate da 1° Escrezione, 2° Reazione, 3° Deposito, corrispondono alla fase A della commutazione vegetativa di Hoff.

Seguono tre fasi cellulari corrispondenti alla fase B di Hoff, ovvero di gelificazione alcalosica, rappresentate dall'impregnazione connettivale, dalla degenerazione displastica (autoaggressiva), dal neoplasma.

In queste sei fasi è tracciato il cammino percorso dalla patologia vincente sull'infiammazione, se in evoluzione progressiva; il cammino a ritroso percorso dalla malattia, se e quando l'infiammazione riprenda il sopravvento: e sarà vicariazione regressiva. Ogni momento infiammatorio presuppone una reazione antigene-anti-corpo. Il "Simile", diluito e dinamizzato, fino a spogliarsi della propria ponderali-tà, altrimenti tossica, agisce, in quanto antigene, stimolando una risposta anticorpa-le. Questa eliminerà facilmente l'esigua carica omotossica subponderale per poi, automaticamente, concorrere all'allargamento del ventaglio anticorpale verso la tossina simile, causa della malattia primaria.

La legge del Simile rimane dunque fondamentale nella Omotossicologia. Ad essa si affianca la legge dell'"effetto inverso" di Arndt Schultz. Ogni sostanza farmacologicamente attiva, ad azione tossica, presenta, oltre una propria soglia critica di diluizione, capacità di stimolazione anticorpale specifica.

Paradigmatica in tal senso l'esperienza di Conney e Burns, citata dall'Autore: una carcinotossina, il metilcolantrene, universalmente nota ed usata per riprodurre il cancro nei topi, somministrato, sempre nei topi, in diluizioni omeopatiche D3-D4, determina la produzione nel fegato di un enzima "N-Demetilasi" capace di catabo-lizzare, cioè di distruggere, non solo il metilcolantrene stesso, ma anche tutti gli azocoloranti successivamente somministrati. L'esperienza di Conney e Burns rappresenta la riprova più felice della validità della legge del "Simile" e dell'"effetto inverso", pilastri su cui poggia la terapia omotossicologica.

Il volume è una raccolta ragionata di pubblicazioni fatte in tempi diversi; qua e là si nota l'evoluzione del pensiero dell'Autore.

È un libro che ci porta a riflettere. Ci obbliga a rivedere concetti, e assiomi che forse non ci hanno permesso di sottrarci ad una patologia jatrogena, degenerativa, immunodeficitaria che indubbiamente ha una sua correlazione con la nostra preconcetta posizione di spegnere il "fuoco" tutte le volte che questo si accenda, in un angolo del nostro corpo, come reazióne vitale.

Troppe volte ci siamo affrettati e ci affrettiamo a spegnere il fuoco identificando la guarigione nella fiamma spenta.

Senza domandarci cosa poi succeda, dietro le quinte, di quel "carbone" non bruciato.

Prof. F. Franco

L.D. Clinica chirurgica, Patologia spec, chirurgica, Semeiotica chirurgica, Chirurgia d'urgenza. Università di Cagliari.

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