Angelo Micozzi

Medico Chirurgo Omeopata di Roma. Laureato presso l'Università degli Studi “La Sapienza” (Roma), esercita la libera professione di Medico Omeopata a partire dal 1984. E' stato docente in varie scuole e corsi di Omeopatia, oltre che relatore in numerose conferenze. E' anche Autore di numerose pubblicazioni e testi scientifici. Ha curato inoltre la traduzione di svariati testi di Omeopatia, tra cui l'Organon, Materia Medica Pura e Le malattie Croniche di Hahnemann. Dal 2003 dirige la scuola di omeopatia di Catania.

Libri di Angelo Micozzi e Gino Santini

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Questo volume tratta della immunità innata, ossia del complesso di meccanismi, che presiedono alle manifestazioni cliniche infiammatorie. La domanda iniziale è la seguente: che ruolo hanno le infiammazioni nella genesi delle malattie croniche?Non pretendiamo di fornire una risposta precisa a un quesito così importante, ma vorremmo sottolineare la necessità di comprendere alcuni processi fisiopatologici, al fine di ottenere una strategia terapeutica adeguata. In alcuni casi, infatti, nonostante la scelta di un farmaco davvero omeopatico all'insieme dei sintomi, ci troviamo di fronte a una risposta non adeguata, da parte del malato.Muovendo da questa osservazione, si dovrebbe ammettere, che la pervasità dell'ermeneutica tende a indebolire la struttura interna del modello farmacologico e patologico dell'omeopatia. Si badi, che, a nostro avviso, la libertà di interpretare non è sinonimo di vacuità, ma comporta rischio e responsabilità. Proprio per questo, riteniamo utile rivalutare il patrimonio di idee e di osservazioni, implicite nella stesura originaria di Hahnemann, senza pretendere di affermarne l'autenticità a tutti i costi.Il testo si snoda da alcune considerazioni sui sistemi complessi, mutuate da un proficuo e non ancora completo confronto con l'amico Paolo Benedetti, per arrivare a puntualizzare il ruolo di alcuni fenomeni molecolari nel mantenimento (lo abbiamo definito aggiornamento) delle malattie croniche di origine psorica.L'idea di costruttività scientifica assimila il clinico al forgeron di Bachelard, all'uomo fabbro, che esalta il lavoro della tecnica, senza diventarne subalterno Strada facendo, ci siamo resi conto, che gli strumenti di indagine non si identificano con i sistemi indagati Nemmeno si identificano con una presa tattile diretta sulla natura, soprattutto sulla natura dell'uomo, nello stato della salute e in quello di malattia. Per comprendere questo aspetto, è necessario introdurre la nozione di organismo, inteso come organizzazione dell'essere vivente, nei suoi meccanismi fisiologici e patologici. In tal modo, si arriva a considerare meglio la forza vitale, in cui il sistema complesso immunitario svolge un ruolo primario.Nell'ambito del sistema immunitario, il meccanismo dell'immunità innata appare centrale. Capire l'infiammazione significa accedere alla possibilità terapeutica, in omeopatia, di interrompere il fenomeno di aggiornamento/aggravamento delle malattie croniche.Abbiamo definito, per questo motivo, la percezione di materiale estraneo, da parte delle cellule fagocitarie, soprattutto le dendritiche, come un sistema di sensori estremamente fine e lineare, che utilizza una vera e propria grammatica molecolare, della quale i marcatori CD14 e CD11b rappresentano le lettere fondamentali. Forzando la terminologia, abbiamo voluto identificare l'infiammazione con la metafora non cognitiva, distinta da quella cognitiva, rappresentata dalla immunità acquisita. In ambedue i casi, il sistema si auto-organizza, arrivando a uno stato di malattia che, nella sua evoluzione cronica, diventa ineluttabile.La ricaduta di queste osservazioni è essenzialmente pratica, in quanto consente di acquisire un potenziale terapeutico omeopatico a monte del processo infiammatorio e non a valle, come succede per i comuni anti-infiammatori.Nel III capitolo, che tratta delle infiammazioni in generale, sono stati inseriti spunti interessanti sulle infezioni da papillomavirus. Il motivo di questo inserimento sta nella attualità della questione e nella sua intenzionalità terapeutica. Per il resto, il capitolo descrive lo scenario con il quale i protagonisti cellulari e umorali dettano le battute del meccanismo infiammatorio. Tale descrizione potrà essere faticosa, ma permetterà di comprendere il razionale farmacologico di alcune interessanti molecole.Nel IV capitolo si attende alla descrizione delle cellule dendritiche, le quali, a nostro avviso, costituiscono gli elementi centrali di tutto l'asse infiammatorio, con ripercussioni importanti anche nel riconoscimento dell'antigene e, quindi, nella immunità acquisita. Questo aspetto dovrebbe essere valutato in modo appropriato, in quanto tali cellule possono maturare dalla ulteriore differenziazione dei monociti/macrofagi e non solo dal midollo. In appendice, si colloca l'applicazione terapeutica del meccanismo infiammatorio in odontostomatologia.A questo punto il testo compie un salto. Dal V capitolo si vuole focalizzare l'attenzione su alcuni temi specifici, in rapporto alla immunitò innata. Il primo esempio è dato dal processo aterogenetico, con i suoi meccanismi complessi, eppure non complicati se visti nel loro insieme. Si affronterà, tra le altre cose, la sindrome metabolica e il ruolo svolto da alcune molecole nella sua patogenesi.Il VI capitolo è dedicato alle proteine dello shock termico, ossia a un insieme di sostanze, endogene e non, la cui conoscenza permette di comprendere meglio alcune patologie, soprattutto neurologiche, ma anche tumorali.Nel VII capitolo abbiamo voluto introdurre alcune importanti informazioni sulla sostanza P, la quale può essere considerata, secondo alcuni autori, il tramite tra il sistema emotivo/affettivo e il corpo fisico. Senza indulgere nella metafisica, si è voluto introdurre l'argomento con alcune, piccole, divagazioni filosofiche.Infine, l'ultimo capitolo, il cui nodo centrale è costituito dalle nozioni di superantigeni e superallergeni, ossia sostanze in grado di sostenere e aggiornare in modo diretto le malattie croniche di origine psorica. Con questo argomento si cerca di entrare nella divaricazione epistemiologica esistente tra la ricerca di base e la sua applicabilità clinica. Senza la pretesa di riempire tale divaricazione, peraltro evidente nella medicina convenzionale, si è provato a dare spessore all'esperienza del dettaglio.Tornando a Bachelard, dunque, ci si confronta con una conoscenza del mondo apparente, intesa come capriccio e miniatura. Il carattere pigro della rappresentazione miniaturizzata (voluta e pretesa dal meccanicismo riduzionista) non consente di cogliere i dettagli in modo formale: non costruisce, cioè, un modello valido e condivisibile di malattia cronica. Di contro, l'immaginario puramente razionalista di alcune dottrine non convenzionali, rischia di evocare il capriccio interpretativo della realtà, soprattutto in tema di salute e malattia.Per questi motivi abbiamo tentato di perseguire una via inedita, che riuscisse a coniugare, nei limiti del possibile, l'esigenza del dettaglio, con la necessità della forma, come insegna lo stesso Hahnemann nello studio della malattia cronica.Obiettivo di questo libro, dunque, è il ricongiungimento filosofico delle dottrine omeopatiche di base con le informazioni più utili fornite dalla ricerca scientifica, perseguendo un piano di applicazione terapeutica, che può essere interessante nella condizione infiammatoria della malattia psorica. Angelo Micozzi
[continua]
Formato: Libro cartaceo – 162 pag.
Editore: Edi-Lombardo

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Capitolo 1 - Epistemologia generale Fase farmacologicaFase patologicaFase clinica Capitolo 2 - Discorso sul metodo PatologiaFarmacologiaClinica Capitolo 3 - Immunopatologia e omeopatia Stimoli ambientaliRisposta dell'individuo all'ambiente, 28 Parole chiaveChiave di lettura omeopaticaSupporti analitici alla metodologia analogica Capitolo 4 - Organizzazione funzionale del sistema immunitario Anatomia del sistema immunitarioFasi della rispostaAntigeniRecettori BCRRecettori TCRMolecole HLAPresentazione degli antigeniMolecole di adesioneCitochineComplementoLinfociti BLinfociti TMacrofagi e monocitiGranulociti polimorfonucleatiNaturai KillerMarcatori leucocitari Capitolo 5 - Organizzazione funzionale della risposta immunitariaFase infiammatoriaFase di ricognizione cellulareFase effettrice umoraleFase effettrice cellulareImmunoregolazioneTolleranza immunologica Capitolo 6 - Immunofarmacologia omeopatica Introduzione alla farmacologia omeopaticaIntroduzione alla immunofarmacologia omeopatica Capitolo 7 - Materia medica immunofarmacologica Farmaci con similitudine strutturaleAbl probe; Anti-CD49(a-f)/CD29; Bcr probe; C-myc peptide; C-ras peptide Dna placentare; EGF ricombinante; G-CSF ricombinante ; GM-CSF ricombinante IFNa ricombinante; IFNg ricombinante; IGF-1 ricombinante; IL-1a ricombinante IL-2 ricombinante; IL-4 ricombinante; IL-5 ricombinante; IL-6 ricombinante IL-7 ricombinante; IL-8 ricombinante; IL-9 ricombinante; IL-10 ricombinante M-CSF ricombinante; Neuropeptide Y ricombinante; PAF ricombinante; PDFG BB ricombinante; Sostanza P ricombinante; TGFb1 ricombinante; TNFa ricombinante. Farmaci con similitudine patogeneticaAnti-bcl-2; Anti-bcl-6; Anti-ciclina D1; Anti-catena pesante y; Anti-CD3 Anti-CD5 Anti-CD10; Anti-CD23; Anti-CD30; Anti-CD35; Anti-CD44; Anti-CD45RA Anti-CD46; Anti-CD51; Anti-CD62E; Anti-CD64; Anti-CD106; Anti-HLA/A-B-C Anti-HLA/DQ; Anti-HLA/DR; AntÌ-HSP27; Anti-HSP72/73; Anti-lgD; Anti-nm23H1 Anti-oncostatina M; Anti-p21; Anti-p53; Anti-timosina a1; Anti-TGFa 1-2-3. Farmaci con similitudine molecolareAnti-CD4; Anti-CD8; Anti-CD11 b; Anti-CD14; Anti-CD21; Anti-CD54; Anti-C-kit Anti-lgE; Anti-TCRA/Vb9; Anti-TCRA/Vb8; Anti-TCR/Vb5; bFGF ricombinante; Anti-bFGF.   PrefazioneIl variegato mondo della medicina omeopatica si differenzia dalla controparte "convenzionale" non soltanto per una visione forzatamente più ampia e meno settoriale del paziente, ma anche per una fisiologica lentezza di diffusione tra una classe medica tenacemente avvinghiata alle spire rigide e codificate della evidence based medicine; ne consegue che, almeno in questo contesto, la metodologia omeopatica potrebbe guadagnare ben altri apprezzamenti se solo non soffrisse di una cronica mancanza di dati oggettivi e meno empirici. D'altro canto sarebbe quanto meno irriguardoso nei confronti dei pionieri dell'omeopatia rinnegare il valore di un empirismo "eroico" che, dal momento della sua comparsa fino ai giorni nostri, ha dato moltissimo a tale dottrina: le guarigioni conseguite quotidianamente in ambito ambulatoriale non sono prive di significato, tutt'altro. Ma sarebbe un compito a dire poco arduo anche per il più valente clinico universitario diffondere conoscenze, anche minime, relative ad un qualunque settore della medicina, se non esistesse alle sue spalle un vasto movimento di ricerca (sicuramente più prodigo di risorse umane e materiali di quanto accade attualmente in omeopatia) in grado di sfornare a getto continuo ipotesi, dati e risultati su quell'argomento. Per condurre la complicata macchina della ricerca scientifica su strade più vicine all'omeopatia, però, non bastano le buone intenzioni di chi vi si dedica, anche se con genuina e indubbia passione e con risultati altalenanti: chiunque si accosta al complesso e affascinante mondo della ricerca, medico o industria che sia, necessita di una solida base teorica e metodologica in grado di indirizzare con sicurezza gli sforzi su aree promettenti e ricche di aspettative, tra le quali va sicuramente annoverato il settore immunofarma-cologico. A questo proposito è bene sottolineare ancora una volta che le numerose, brillanti ipotesi, prospettate in tale ambito da Angelo Micozzi e finalmente riunite in modo completo e omogeneo in questo testo, costituiscano un solido punto di partenza per chiarire molti rapporti intercorrenti tra omeopatia e ricerca: da un lato la certezza che il metodo accademico può essere proficuamente applicato alla metodologia clinica omeopatica, dall'altro la possibilità di introdurre un approccio decisamente innovativo e scientificamente documentato a molte patologie ad andamento cronico. Da questo punto di vista le pagine che seguono rappresenteranno una piacevole sorpresa e un indispensabile strumento di lavoro per tutti coloro che si occupano di ricerca applicata al settore biomedico di base: una bibliografia estremamente completa e selezionata, un aggiornato riepilogo sulle ultime acquisizioni immunofarmacologiche, una inesauribile fonte di risposte e di soluzioni alle tante questioni irrisolte, grandi e piccole, che affollano la mente del medico quando si trova davanti ad un paziente che richiede il suo aiuto. E se questo libro aiuterà il lettore a trovare la risposta adatta anche solo a qualcuna di queste domande, l'autore avrà sicuramente raggiunto il suo scopo. Gino Santini - Medico Omeopatico
[continua]
Formato: Libro cartaceo – 205 pag.
Editore: Edi-Lombardo

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La formazione del pensiero omeopatico è, a nostro parere, legata ai temi fondamentali della filosofia delle scienze. Per quanto è stato possibile, abbiamo voluto seguire l'asse del razionalismo attivo, o meglio, esplorare la possibilità di coniugazione del metodo analogico con il crescente razionalismo della scienza contemporanea. Senza pregiudizi. Le ricadute cliniche di tale atteggiamento sono state rilevanti, soprattutto per l'ampliamento della capacità di giudizio diagnostico, oltre che terapeutico ... I risultati ci hanno sorpreso, non solo per le conseguenze semantiche, ma soprattutto per i risvolti clinici, nella loro applicazione. Ciò ha significato una diversa concezione del farmaco omeopatico, oltre che un diverso criterio nella sua selezione e nella sua scelta. Un esempio: i farmaci della Materia Medica Pura non hanno lo stesso significato di quelli descritti del Trattato delle Malattie Croniche. Questi ultimi sono, non a caso, definiti antipsorici. Prescrivere un antipsorico, inoltre, presuppone una adeguata conoscenza del metodo utilizzato da Hahnemann per identificarlo. Che significa: conoscenza della malattia psorica, con i suoi sintomi e la sua evolutività storica, insieme all'agente causale, del quale rappresenta l'effetto ... Il nostro impegno muove solo dalla ricerca della verità, qualunque possa essere. Per questo motivo abbiamo voluto solo verificare le affermazioni di Hahnemann, traducendone le parole chiave e confrontandole con le moderne acquisizioni della medicina.
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Formato: Libro cartaceo – 280 pag.
Editore: Edi-Lombardo

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Articoli di Angelo Micozzi e Gino Santini

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Autori: Angelo Micozzi
La psora è stata posta da Hahnemann alla base della metodologia omeopatica ed è in questa veste che ci viene tramandata. Ma cosa intendeva l’ideatore dell’Omeopatia con questo termine? Il significato di questo termine è andato incontro, nel corso dei secoli, a numerose modifiche concettuali, rappresentando un contenitore che di volta in volta veniva colmato […]... [Continua a leggere]
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Il concetto di terreno proposto da Hahnemann ha subito, nel corso del tempo, numerose rivisitazioni sul piano concettuale che, pur mantenendo immutate le caratteristiche fondamentali dell’intuizione iniziale, lo hanno meglio adattato alle nuove conoscenze in campo clinico e scientifico. L’aggiunta della componente costituzionale alla schema metodologico omeopatico offre molti spunti interdisciplinari in... [Continua a leggere]
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Secondo Hahnemann, i sintomi delle malattie acute o croniche derivano dall’alterazione della forza vitalesi potrebbe definire come forza vitale anche e soprattutto la capacità di discriminazione che l’individuo possiede rispetto all’ambiente in cui è inserito. Hahnemann aveva felicemente intuito, più di due secoli or sono, l’importanza di tali concetti. Se la sperimentazione pura deriva dalla... [Continua a leggere]

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