Lantanidi Segreti

Le frontiere della terapia omeopatica di alcune nuove patologie moderne

Lantanidi Segreti  Jan Scholten   Salus Infirmorum

Descrizione

Questo libro descrive l'uso dei Lantanidi omeopatici nello stato di salute e in quello di malattia; cioè descrive le persone che si trovano in uno stato Lantanide e il modo in cui possiamo curarli omeopaticamente con questi rimedi tanto sconosciuti quanto meravigliosi.

I Lantanidi sono elementi della Tavola Periodica che vanno dal numero atomico 57 al 73 e sono dotati di intense proprietà elettromagnetiche.

Vengono definiti "segreti" proprio per il fatto che molti di questi elementi sono nascosti in altre sostanze, situazione che chimicamente ha reso difficile il loro riconoscimento e successivo isolamento.

Da un punto di vista omeopatico, il tema principale comune a questi rimedi è quello dell'autonomia, della ricerca della libertà, che li può guidare verso uno sviluppo spirituale e verso l'individualità.

Le persone che rientrano in questo stato di lantanide riflettono fisicamente questo loro isolamento psicologico nel sistema immunitario e nelle patologie autoimmuni. È infatti proprio il sistema immunitario a separare il nostro organismo dalle sostanze esterne (anche patogene).

Come nei suoi due precedenti libri, anche in questo è presente lo stesso sistema logico per mappare i rimedi, utile per trovare delle logiche corrispondenze all'interno della Tavola Periodica (i Lantanidi in questo caso) in modo semplice e funzionale allo scopo, che rimane sempre quello "dell'arte del guarire".

Indice del libro

Prefazione di Rajan Sankaran
Prefazione di Louis Klein
Prefazione di Mieke van Peursem
Annotazioni e spiegazioni

Parte I - INTRODUZIONE
1.1 – Cenni introduttivi
Organizzazione Del Volume
1.2 - Teoria degli elementi
1.3 – Rimedi
1.4 - Linguaggio simbolico
1.5 - Casi clinici
1.6 - Punteggi dei casi e valutazioni
1.7 - Presa del caso
1.8 - I Sette Livelli
1.9 - Omeopatia e Scienza
Scienza
L'Omeopatia come Scienza
Conclusione
1.10 - Omeopatia e classificazioni
Famiglie

Parte II - LANTANIDI IN GENERALE
2.1 - Caratteristiche chimico-fisiche
2.2 - Caratteristiche generali
Diagnosi Differenziale
2.3 - Autonomia
2.4 - Ombra 
2.5 - Potere
2.6 - Rarità
2.7 - Il mito di Eracle
2.8 - Odisseo
2.9 - Mitologia dei Lantanidi
2.10 - Emicrania
2.11 - Dislessia 
2.12 - Sclerosi multipla 
2.13 - AIDS
2.14 - Colite ulcerosa, morbo di Crohn
2.15 - Artrite

Parte III - LANTANIDI SPECIFICI
3.1 - Lanthanum
3.1a - Lanthanum metallicum
3.1b - Lanthanum carbonicum
3.1c - Lanthanum oxydatum
3.1d - Lathanum fluoratum
3.1e - Lanthanum bromatum 
3.2 - Cerium
3.2a - Cerium metallicum
3.2b - Cerium carbonicum
3.2c - Cerium oxydatum
3.2d - Cerium phosphoricum
3.2e - Cerium sulphuricum
3.2f - Cerium iodatum 
3.3 - Praseodymium
3.3a - Praseodymium metallicum
3.3b - Praseodymium carbonicum
3.3c - Praseodymium oxydatum
3.3d - Praseodymium fluoratum
3.3e - Praseodymium sulphuricum
3.3f - Praseodymium muriaticum
3.4 - Neodymium
3.4a - Neodymium metallicum
3.4b - Neodymium carbonicum
3.4c - Neodymium nitricum
3.4d - Neodymium oxydatum
3.4e - Neodymium fluoratum
3.4f - Neodymium phosphoricum
3.4g - Neodymium sulphuricum
3.5 - Promethium
3.5a - Promethium metallicum
3.6 - Samarium
3.6a - Samarium metallicum
3.6b - Samarium carbonicum
3.6c - Samarium oxydatum
3.6d - Samarium fluoratum
3.6e - Samarium phosphoricum
3.6f - Samarium sulphuricum
3.6g - Samarium muriaticum
3.7 - Europium
3.7a - Europium metallicum
3.7b - Europium carbonicum
3.7c - Europium nitricum
3.7d - Europium oxydatum
3.7e - Europium phosphoricum 
3.8 - Gadolinium
3.8a - Gadolinium metallicum
3.8b - Gadolinium nitricum 
3.8c - Gadolinium oxydatum
3.8d - Gadolinium phosphoricum
3.8e - Gadolinium sulphuricum
3.9 - Terbium
3.9a - Terbium metallicum
3.9b - Terbium carbonicum
3.9c - Terbium oxydatum
3.9d - Terbium phosphoricum
3.9e - Terbium sulphuricum
3.9f - Terbium muriaticum
3.10 - Dysprosium
3.10a - Dysprosium metallicum
3.10b - Dysprosium carbonicum
3.10c - Dysprosium nitricum
3.10d - Dysprosium oxydatum
3.10e - Dysprosium fluoratum
3.10f - Dysprosium sulphuricum
3.11 - Holmium
3.11a - Holmium metallicum
3.11b - Holmium carbonicum
3.11c - Holmium nitricum 
3.11d - Holmium oxydatum
3.11e - Holmium muriaticum
3.12 - Erbium
3.12a - Erbium metallicum
3.12b - Erbium carbonicum
3.12c - Erbium oxydatum
3.12d - Erbium Phosphoricum
3.13 - Thulium
3.13a - Thulium metallicum
3.13b - Thulium carbonicum 
3.13c - Thulium oxydatum
3.13d - Thulium fluoratum
3.13e - Thulium phosphoricum 
3.13f - Thulium sulphuricum
3.13g - Thulium muriaticum
3.14 - Ytterbium
3.14a - Ytterbium metallicum
3.14b - Ytterbium carbonicum
3.14c - Ytterbium Nitricum 
3.14d - Ytterbium phosphoricum
3.15 - Lutetium
3.15a - Lutetium metallicum 
3.15b - Lutetium oxydatum 
3.15c - Lutetium fluoratum

Parte IV - SPERIMENTAZIONI
4.1 - Introduzione alle sperimentazioni
4.2 - Teoria dei proving
4.3 - Proving di Lanthanum metallicum
4.4 - Proving di Cerium metallicum (1)
4.5 - Proving di Cerium metallicum (2)
4.6 - Proving di Praseodymium metallicum (1)
4.7 - Proving di Praseodymium metallicum (2)
4.8 - Proving di Praseodymium phosphoricum
4.9 - Proving di Neodymium metallicum
4.10 - Proving di Promethium muriaticum 
4.11 - Proving di Samarium oxydatum (1)
4.12 - Proving di Samarium oxydatum (2)
4.13 - Proving di Europium oxydatum 
4.14 - Proving di Gadolinium metallicum (1)
4.15 - Proving di Gadolinium metallicum (2)
4.16 - Proving di Terbium metallicum (1)
4.17 - Proving di Terbium metallicum (2)
4.18 - Proving di Dysprosium metallicum
4.19 - Proving di Holmium metallicum
4.20 - Proving di Erbium metallicum (1)
4.21 - Proving di Erbium metallicum (2)
4.22 - Proving di Thulium metallicum
4.23 - Proving di Thulium carbonicum
4.24 - Proving di Ytterbium metallicum
4.25 - Proving di Lutetium metallicum
4.26 - Proving di Lutetium fluoratum

APPENDICE
App. 1 - Tavole Periodiche degli elementi
App. 2 - Le Serie
App. 3 - Gli Stadi
App. 4 - Gli Elementi
Bibliografia
Indice Analitico
Indice Generale

Prefazione Dr. Louis Klein

L'introduzione all'uso in Omeopatia dei molti rimedi minerali costituiti dai Lantanidi si deve all'instancabile e geniale spirito pionieristico e al lavoro di Jan Scholten. I suoi sforzi nello studio dei Lantanidi, che in precedenza erano stati anticipati in seminari e conferenze, sono adesso espressi in modo molto efficace in questo libro meraviglioso.

Comunque, ciò non toglie che questo libro sia stato accolto da critiche nate nell'ambito delle controversie che affliggono attualmente la professione omeopatica. Il che riecheggia le controversie che, negli ultimi anni dell'800 e nei primi anni del 900, accompagnarono la scoperta dei Lantanidi e il loro inserimento nella Tavola Periodica.

In Omeopatia, questo continuo conflitto nasce ad opera di individui e gruppi che tentano di definire e circoscrivere l'Omeopatia, come "Omeopatia Hahnemanniana", e che danno un'interpretazione dogmatica alle opere e agli scritti di Hahnemann. Fu Hahnemann che per primo introdusse, nella pratica dell'Omeopatia, rimedi minerali già noti, anche se quello era un momento di grandi mutamenti nella Chimica. Le ragioni alla base della sua scelta erano che quei minerali erano già usati come medicine, anche se ancora allo stato crudo. Queste antiche sostanze minerali hanno costituito le fondamenta della Materia Medica omeopatica classica.

Hahnemann, solo per aver introdotto questo numero limitato di rimedi minerali nella scienza omeopatica allora nascente, ebbe critiche e opposizioni. Utilizzando sostanze di cui già erano noti gli effetti terapeutici, sperava di poter meglio farle accettare dai medici del tempo. Ai giorni d'oggi, questo fatto è stato interpretato da alcuni omeopati come se Hahnemann avesse stabilito che solo quegli antichi rimedi minerali fossero utili nella pratica omeopatica. Questo atteggiamento è semplicemente in contrasto con lo spirito investigativo e l'opera rivoluzionaria di Hahnemann. Finché visse, fu sempre affascinato dalle nuove scoperte, a cui contribuì pure in prima persona, che furono compiute nel campo della Chimica.

Anche i chimici hanno considerato la scoperta degli elementi dei Lantanidi come un fatto controverso.
Per molti ricercatori, che tentavano di riempire gli spazi vuoti presenti nella Tavola Periodica, questo fu un lavoro molto stimolante, dato che molti dei Lantanidi erano nascosti in altre sostanze ed era quindi arduo riconoscerli e isolarli. Il nome Lantanide ha il significato di nascosto e il nome, come Jan ci ha fatto notare, è la chiave che ci permette di utilizzarli. Quando poi questi elementi furono scoperti, ciò generò grande scetticismo tra chi accettava l'esistenza solo di un numero ristretto di sostanze minerali e tra chi si sentiva travolto dalla rapidissima espansione della Tavola Periodica.
Con le conoscenze della Tavola Periodica attualmente a disposizione, Jan Scholten ha permesso all'Omeopatia di assumere un ruolo di primo piano attraverso l'uso di tutti gli elementi della Tavola Periodica come sostanze medicamentose, purché in una adeguata forma energetica o dinamizzata.
Questo ci mette in condizione di disporre di un numero stupefacente di nuovi rimedi minerali e di sali.

Cosa ancora più importante, la scoperta di Jan Scholten, con l'averci rivelato uno schema e una matrice all'interno della Tavola Periodica, ci dà la possibilità di un più ampio modello terapeutico da applicare nella nostra pratica. Questo modello è un varco aperto nella struttura degli Stadi e delle Serie della Tavola Periodica. In questo libro, l'Autore riprende i concetti di questo nuovo modello e addirittura li allarga e li sviluppa. Inoltre, a margine dello studio sui Lantanidi, mette in luce ulteriori aspetti di rimedi e sali già precedentemente illustrati: personalmente, io ho trovato questo di grande utilità.

Molti medici hanno ottenuto ottimi risultati usando queste sostanze nuove e questi nuovi concetti fino al punto che, come accade ormai nella mia attività personale, adesso tutto ciò è diventato parte integrante del nostro lavoro e di come affrontiamo i nostri casi clinici. La scoperta dei Lantanidi come rimedi omeopatici fatta da Jan Scholten ci ha fornito ulteriori strumenti nel combattere e risolvere patologie profonde.

Dopo aver ascoltato le sue prime conferenze sui Lantanidi e, di conseguenza, dopo aver cominciato a prescriverne alcuni, sono rimasto estasiato dai risultati ottenuti in termini di guarigioni. Ora i miei pazienti, i miei studenti e io stesso possiamo soltanto ringraziare Jan Scholten per aver avuto il coraggio di metterci a disposizione il suo lavoro sotto forma di un libro completo e dettagliato.

Dr. Louis Klein

Prefazione Dr. Rajan Sankaran

É senz'altro un piacere e anche un onore scrivere questa prefazione all'ultima fatica di Jan Scholten, i Lantanidi Segreti. Jan è stato un pioniere e ha tracciato un nuovo sentiero nello studio della Tavola Periodica e i suoi libri precedenti, Omeopatia e Minerali e Omeopatia e gli Elementi della Tavola Periodica, sono ormai testi molto usati dai professionisti. In questi libri ci ha dato un sistema logico per ‘mappare', cioè trovare le logiche corrispondenze all'interno della Tavola Periodica in modo semplice, ma al contempo brillante. Ha sviluppato i temi dei vari elementi e molti di questi, fino ad allora sconosciuti, dopo le sue opere sono diventati d'uso corrente e per questo gli siamo molto grati.

La mente investigativa di Jan ora si occupa di esplorare i Lantanidi. Su questo argomento ha molto lavorato e tenuto conferenze per diverso tempo e ora è arrivato il momento della pubblicazione.

É stato per me un grande privilegio essere relatore insieme a Jan in un seminario tenutosi a Mumbai nel gennaio 2002, in cui egli parlava dei Lantanidi.

Ciò che ho imparato dalle parole da lui pronunciate nel seminario è che i Lantanidi hanno la sensazione di dover agire da soli. Di conseguenza, si sentono isolati. Anche gli stessi elementi sono isolati, sebbene siano comunemente presenti in Natura, ad esempio nascosti in minerali. Gli scienziati impiegano tantissimo tempo per separarli e isolarli, dato che sono tra loro legati molto strettamente.
Questi elementi posseggono una qualità segreta: hanno la virtù particolare di mettersi al servizio dell'umanità, di portare benefici alla società. Dover conquistare il sé è il loro istinto fondamentale.
Credono nel principio dell'autonomia, prendono decisioni in proprio e per se stessi.

Devono poter avere controllo all'interno di se stessi. Si identificano con gli uccelli in generale, ma in modo particolare con i rapaci, che sono leader e condottieri. I Lantanidi hanno una profonda azione sugli occhi e la vista: sono in grado di cambiare la gradazione degli occhiali. Le persone che appartengono a questa serie sono sensibili ai computer, ai telefoni cellulari, ai campi elettromagnetici.
Hanno due facce: la dualità è un loro aspetto molto evidente. Si irritano quando non c'è armonia; per esempio, se sono incolonnati nel traffico non riescono a capire perché la gente sorpassi o usi la corsia d'emergenza.
Sono uomini e donne di pace, ma non vogliono essere presidenti.

In occasione di quel seminario, Scholten ci parlò anche delle caratteristiche individuali di ciascun elemento della serie.

Come Promethium, che vuole imparare sempre di più, allargare il suo potere e vuole lavorare insieme agli altri, in cooperazione. Aiuto, apprendimento, allenamento, riscontri ed espansione sono per esso di vitale importanza.

Oppure Samarium, che si assume troppe responsabilità, che pensa solo a lavorare sodo, che non si concede vacanze ed è sempre di fretta.

Europium ritiene di essere bravo, capace di trovare soluzioni per tutto, ma senza trovare adeguati riconoscimenti al suo lavoro. Deve combattere e lottare per avere attestazioni di stima.

Gadolinium occupa la posizione centrale e, quindi, ha a che fare con l'equilibrio.

Terbium ha la sensazione di dover conservare il suo potere. Deve agire, dare sempre dimostrazione delle sue capacità, non mostrare mai alcuna sua debolezza. Ha paura di cadere e di fallire.
Dysprosium deve lottare per difendere il potere acquisito dagli attacchi, deve conservarlo, replicarlo altrimenti sarà attaccato. Mercurius, che si trova sotto di lui, si sente minacciato e attaccato da chi gli sta intorno.

Holmium sente la necessità di ritirarsi, non riesce a conservare tutto il suo potere, deve ritirarsi e mentre lo fa, pensa: "Però, io sono il migliore".

Erbium possiede ormai solo un potere formale, perciò non ha più vere responsabilità, come accade per esempio con la famiglia reale inglese. Si tiene dentro le emozioni e rompe i contatti con gli altri.
La sensazione è quella di non essere più capace di fare niente.

Thulium si sente malissimo, è l'ultima possibilità rimasta per conservare l'individualità. Sente che è arrivato il momento di lasciar andare, di perdere definitivamente il suo potere. Il corpo fisico non ha più alcuna resistenza e siamo allo Stadio 15, che potrebbe essere uno Stadio utile per l'AIDS.

Ytterbium si costruisce fantasie sul potere, sia immaginario che reale, che ha ormai perduto. Potrebbe essere pericoloso giocare troppo, per esempio giocare con il fuoco, perché potrebbero accadere cose gravissime.

Lutetium ha un'autonomia sproporzionata e non ha alcuna vera responsabilità.

Jan, in modo magistrale, ha messo in correlazione i Lantanidi degli Stadi compresi dal 4 al 14, al mito di Ercole e alle sue dodici fatiche ordinategli dalla dea Era. Con grande logica descrive anche le ascese e le discese di questa Serie, in modo analogo a ciò che accade nelle altre Serie.

Sono certo che, come è accaduto per le sue opere precedenti, anche questa sarà di grande utilità al medico omeopata.
Il sorriso sul viso di un paziente guarito è il premio più grande per tanto impegno e lavoro.

Dr. Rajan Sankaran

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