Materia Medica Omeopatica

Materia Medica Omeopatica  Joseph Amédée Lathoud   Salus Infirmorum

Descrizione

Quella scritta da Joseph Amedee Lathoud, medico omeopata francese, è da anni la Materia Medica punto di riferimento per la formazione omeopatica, non solo in Francia ma anche in Italia e nel resto del mondo.

Quali sono i suoi maggiori pregi?

Prima di tutto la grande sintesi e chiarezza dell'Autore, ma anche la sua capacità di aver creato una trama fisio-patogenetica che leghi insieme i numerosi sintomi, integrandoli con informazioni provenienti da Materie Mediche di altri famosi omeopati come Kent, Farrington, Lippe, Nash, Jahr, Boeriche e molti altri. I sintomi sono stati anche adeguatamente gerarchizzati evidenziando in corsivo quelli più importanti.

Per ogni rimedio viene descritta inizialmente l'azione generale, permettendo così di farsi subito una idea della sfera d'azione, poi si evidenziano le caratteristiche omeopatiche, identificando ciò che è indispensabile per la prescrizione, oltre a descrivere la costituzione ed il tipo sensibile.

Ogni rimedio viene poi descritto in dettaglio seguendo la suddivisione repertoriale, con all'inizio i sintomi mentali e successivamente i vari apparati ed organi. Ciò che ne risulta alla fine è una rappresentazione quasi umana, come se un malato fosse davanti a noi e ci raccontasse i suoi sintomi.

Il testo è anche ricco di quadri clinici differenziali che permettono al Lettore di affinare la capacità di analisi dei sintomi del paziente, non associando automaticamente un sintomo ad un rimedio, ma ampliando e raffinando la propria capacità di diagnosi omeopatica.

Nel complesso l'opera di Lathoud è una delle più complete, famose e autorevoli "summa" delle principali Materie Mediche omeopatiche, che permette un'agile consultazione dei sintomi caratteristici dei rimedi e in particolare delle relative diagnosi differenziali.

Possiede inoltre una notevole validità didattica che può servire come base affidabile per gli studenti che iniziano ad affrontare le iniziali difficoltà dello studio dell'Omeopatia.

Indice dei rimedi

Abrotanum
Aceticum acidum
Aconitum napellus
Actaea racemosa
Aesculus hippocastanum
Aethusa cynapium
Agaricus muscarius
Agnus castus
Allium cepa
Aloe socotrina
Alumina
Ambra grisea
Ammonium carbonicum
Ammonium muriaticum
Anacardium orientale
Antimonium crudum
Antimonium tartaricum
Apis mellifica
Apocynum cannabinum
Argentum nitricum
Arnica montana
Arsenicum album
Arsenicum iodatum
Arum triphyllum
Asa foetida
Aurum metallicum
Baptisia tinctoria
Baryta carbonica
Belladonna
Benzoicum acidum
Berberis vulgaris
Borax
Bromium
Bryonia alba
Bufo rana
Cactus grandiflorus
Calcarea carbonica
Calcarea fluorica
Calcarea phosphorica
Camphora officinalis
Cannabis indica
Cannabis sativa
Cantharis vesicatoria
Capsicum annuum
Carbo animalis
Carbo vegetabilis
Causticum
Chamomilla vulgaris
Chelidonium majus
China officinalis
Cicuta virosa
Cina
Clematis erecta
Cocculus indicus
Coccus cacti
Coffea cruda
Colchicum autumnale
Colocynthis
Conium maculatum
Croton tiglium
Cuprum metallicum
Digitalis purpurea
Drosera rotundifolia
Dulcamara
Eupatorium perfoliatum
Euphrasia officinalis
Ferrum metallicum
Fluoricum acidum
Gelsemium sempervirens
Glonoinum
Graphites
Hamamelis virginica
Helleborus niger
Hepar sulphuris calcareum
Hydrastis canadensis
Hyoscyamus niger
Hypericum perforatum
Ignatia amara
Iodium
Ipecacuanha
Kali bichromicum
Kali carbonicum
Kali iodatum
Kali muriaticum
Kali phosphoricum
Kali sulphuricum
Kalmia latifolia
Kreosotum
Lachesis mutus
Ledum palustre
Lilium tigrinum
Lycopodium clavatum
Magnesia carbonica
Magnesia muriatica
Magnesia phosphorica
Manganum metallicum
Mercurius vivus
I principali sali di mercurio
Cinnabaris
Mercurius corrosivus
Mercurius cyanatus
Mercurius dulcis
Mezereum
Millefolium
Moschus moschiferus
Muriaticum acidum
Naja tripudians
Natrum carbonicum
Natrum muriaticum
Natrum sulphuricum
Nitricum acidum
Nux moschata
Nux vomica
Opium
Petroleum
Phosphoricum acidum
Phosphorus
Phytolacca decandra
Picricum acidum
Platina
Plumbum metallicum
Podophyllum peltatum
Pulsatilla pratensis
Pyrogenium
Ranunculus bulbosus
Rhododendron chrysanthum
Rhus toxicodendron
Rumex crispus
Ruta graveolens
Sabadilla officinalis
Sabina
Sanguinaria canadensis
Sarsaparilla officinalis
Secale cornutum
Sepia officinalis
Silicea
Spigelia anthelmia
Spongia tosta
Stannum metallicum
Staphysagria
Sticta pulmonaria
Stramonium datura
Sulphur
Sulphuricum acidum
Tarentula hispanica
Terebinthiniae oleum
Thuja occidentalis
Veratrum album
Zincum metallicum

Prefazione Dr. Henry Duprat

Vivo piacere e grande onore suscita in me Lathoud affidandomi il compito di presentare la sua opera ai Lettori. Vivo piacere, perchè la collaborazione che mi lega a Lathoud nella redazione del ‘Propagateur de l'Homèopathie' mi ha fatto apprezzare tutta la sua comprensiva amicizia e mi ha fatto vivificare il ricordo della iniziale collaborazione che, nella stessa rivista, mi unì così strettamente per 9 anni al mio caro e mai abbastanza rimpianto amico Jules Gallavardin. Il compito di questa prefazione è inoltre un onore per il valore dell'opera che debbo presentare, del nome che l'Autore si è fatto nell'Omeopatia francese e del gran numero prevedibile di Lettori e studiosi che cerco di introdurre a queste pagine.

Etichetta vorrebbe che nella prima pagina di un libro di clinica si dichiarasse che questo testo “risponde ad un bisogno”. Questo è talora vero, spesso probabile, ma frequentemente, occorre riconoscerlo, è del tutto fuori luogo! Quanto al lavoro di Lathoud posso, in piena coscienza, affermare la necessità della sua venuta nel mondo omeopatico francese … in attesa che traduzioni in varie lingue gli permettano di varcarne le frontiere.

Certo, non mancano Materie Mediche in lingua francese. Senza dire, beninteso, delle opere del nostro maestro Hahnemann già tradotte, ricordo il manuale di Jahr, la traduzione degli ‘Antipsoriques' di Boenninghausen, la ‘Sistèmatisation' di Teste, l'opera di Espanet; più recentemente, la Materia Medica di Pierre Jousset, il ‘Formulaire' di Sieffert e infine, recentissimamente, gli eccellenti manuali di Chiron e di Gilbert Charette. Dire dunque che il libro di Lathoud risponde ad un bisogno potrebbe sembrare una mancanza di stima nei confronti degli Autori appena citati o almeno insinuare che l'utilità del loro lavoro si è limitata a fornire importante materiale per la compilazione del trattato che presento oggi. Questo è ben lontano dal mio pensiero. Le opere sopra citate, scritte con coscienza e talento, mantengono tutto il loro valore in mano al medico, in particolare le ultime due.

Se, a fianco dei suoi fratelli maggiori, il lavoro di Lathoud occupa un posto legittimo e indispensabile, è a causa del suo personale stile di presentazione della materia e del fatto che riunisce nel modo più completo il materiale patogenetico e il maggior numero di rimedi che vi sono studiati. Inutile dire che Lathoud ha obbedito alle stesse esigenze dei suoi predecessori, sforzandosi di preservare il Lettore dall'essere sommerso da una massa di sintomi insufficientemente gerarchizzati e ispirandosi strettamente al precetto necessario dell'individualizzazione, precetto che, pena il fallimento e la corruzione dottrinaria, deve presiedere sempre all'uso clinico della Materia Medica omeopatica. Questo suo trattato rappresenta un complemento importante per il medico che ha trovato dei quadri clinici solidi nei lavori di Chiron e Charette.

Parlo di “quadri” e ritengo il termine giusto perchè si tratta di un'autentica armata di sintomi e segni.

Gli innumerevoli elementi di una patogenesia integrale acquistano valore individuale solo grazie ai sintomi principali che conferiscono loro una forma e una coesione, nonchè al “genio del medicamento” che li polarizza, li orienta e li anima. E' questo lavoro d'analisi e di sintesi, quella passiva e plastica, questa attiva e animatrice, che Lathoud è riuscito a darci nella sua Materia Medica.

Questo libro realizza ancora un desideratum spesso espresso tra i medici omeopati. Vedere riuniti in uno stesso lavoro e in bell'ordine i dati che si trovano sparsi in molte eccellenti opere di Materia Medica, particolarmente le opere di lingua inglese, nessuna delle quali offre quel “tutto” agognato.

Questo lavoro di ricerca, di accostamento e di controllo incrociato, Lathoud lo risparmia da ora in poi a molti medici che intraprendono lo studio dell'Omeopatia.

Nella sua redazione, l'Autore non perde mai di vista il fatto che descrivendo un rimedio deve vederlo e lo vede veramente, come un tipo umano, come un malato che si racconta davanti a lui, con tutti i suoi caratteri individuali sia generali che particolari e questo senza trascurare l'indicazione necessaria delle corrispondenze alle categorie nosologiche. E' proprio questo che depista gli allopati che ci leggono senza una sufficiente iniziazione, sbalorditi dalle nostre palpitanti descrizioni al punto da ritenerle come delle farmacodinamiche di fantasia. Con il pretesto della fedeltà alla realtà scientifica si ritrovano smarriti dalla visione dell'individuo malato e ritrovano la sicurezza solo in presenza degli apparati organici considerati in maniera avulsa dal tutto o delle entità morbose viste separatamente dal malato. Strana illusione che fa loro avvertire il reale nell'artificioso e nell'astratto (l'organo separato, la malattia) e li fa gridare all'immaginario quando li si pone in presenza del malato che è, intanto, pur sempre l'oggetto stesso della scienza medica.

Tuttavia, numerosi richiami vengono lanciati alla Scuola Ufficiale al fine di indirizzare l'attenzione clinica verso questa verità: “Non ci sono malattie, ci sono solo malati”.
Affermare questa verità significa allo stesso tempo valutare e confrontare le Farmacodinamiche allopatiche e omeopatiche. Cosa di più freddo, di più inanimato, di più ingrato per uno studente, che un trattato di Farmacodinamica allopatica, nel quale lo studio dei farmaci, eseguito soprattutto sull'animale, viene stabilito solo in ragione delle loro corrispondenze organica o nosologica, delle loro proprietà lassativa, antidiarroica, cardiotonica, alterante, stimolante, antispastica, ecc. e nel quale non si intravede mai disegnarsi un malato? Cosa invece di più vivo che una patogenesia ben ordinata e gerarchizzata di Materia Medica omeopatica in seno alla quale ogni medico privo di preconcetti vede emergere questo o quest'altro dei suoi pazienti, attuale o remoto?

Se dunque alcuni di coloro che ci criticano pretendono di non comprenderci quando ci leggono, è perchè dimenticano che la terapia si rivolge all'uomo malato, non ad un organo, ad un tessuto, ad un microbo o ad una diagnosi astratta!

Tale è dunque la Materia Medica omeopatica che delinea in un profilo umano tutta la documentazione della sperimentazione farmacodinamica. Essa deve essere studiata, compresa, applicata dall'omeopata che ha la nobile pretesa di realizzare una terapia efficace e vera e dico vera perchè non si accontenta di alleviare o guarire un epifenomeno patologico, ma un essere vivente nella sua interezza.

Ahimè! Se un epifenomeno patologico è cosa semplice e presto definita, un malato è cosa molto complessa e diversa! Così pure la scienza farmacodinamica allopatica facilmente e in breve può essere padroneggiata, in economia di tempo e di applicazione. Lo studio della Materia Medica omeopatica è, al contrario, un'impresa senza fine, il che, lungi dallo scoraggiare lo studente e il medico, deve al contrario infondere loro quell'ardore sempre desto che suscita la scoperta indefinita e l'arricchimento sempre possibile. Uno dei nostri Autori ha detto molto giustamente che il vero medico omeopata non passa un solo giorno senza studiare un capitolo di Materia Medica e che al termine della propria esistenza dovrebbe essere la sua ultima lettura. Beninteso, non si tratta di un'autodidattica egoistica e puramente intellettuale: ad ogni passo nuovo nella conoscenza della materia, l'opera di guarigione diventa più sicura e più bella. Questo merita qualche sforzo, se non il fervore di tutta una esistenza medica.

A nome di tutti i suoi Lettori presenti e futuri, mi congratulo e ringrazio in anticipo il mio amico Lathoud perchè coopera, fin da ora a questa realizzazione meravigliosa, donandoci un trattato al contempo denso e chiaro e che anima da un capo all'altro l'autentico spirito dell'Omeopatia.

Dr. Henry Duprat

Recensione di Nunzio Chiaramida

Arriva finalmente in libreria la edizione italiana di una delle materie mediche di riferimento sulla quale si sono formati molti omeopati italiani, finora costretti a consultare le precedenti edizioni francesi. Si tratta della Materia Medica di Joseph Amedee Lathoud, cavaliere della legion d'onore francese che studiò prima a Grenoble e poi a Lione, diventando un punto di riferimento per le associazioni mediche omeopatiche assieme a Antoine Nebel e a Henry Duprat, che ha curato la prefazione della materia medica stessa.

Lathoud e Duprat agli inizi del secolo scorso assieme a Jules Gallavardin, figlio di Jean Pierre, l'autore del classico Psychisme et Homeopathie, animavano una rivista di omeopatia, Propagateur de l'Homeopathie, in cui diffondevano la cultura omeopatica in qualità di principali rappresentanti della Società Rodaniese di Omeopatia, da una cui costola si formerà il gruppo di omeopati che farà capo a Pierre Schmidt con il suo Groupement Hahnemannian du Lyon.

La materia medica di Lathoud è un testo fondamentale di riferimento che è oltremodo da apprezzare per lo sforzo di grande sintesi e di chiarezza. Partendo dalla necessità di trovare una trama fisiopatogenetica che leghi insieme i numerosi sintomi della materia medica come ad esempio accade nella classica materia medica fisiopatologica di Charette, Lathoud si spinge ancora più in là cercando di integrare i contributi che provengono dalle materie mediche cliniche inserendo citazioni dalle materie mediche di numerosi omeopati a partire da Kent fino ad arrivare a Farrington, Lippe, Nash, Jahr, Boericke, e molti altri, sempre ricercando un nesso che colleghi tra loro i vari sintomi dei singoli rimedi. Per ogni rimedio viene descritta inizialmente l'azione generale, permettendo di farsi subito una idea della sfera d'azione del rimedio e delle condizioni cliniche in cui può essere utile.

Successivamente si evidenziano le caratteristiche omeopatiche del rimedio identificando ciò che è indispensabile per la prescrizione oltre a descrivere la costituzione ed il tipo sensibile in particolare per quanto riguarda i rimedi policresti. Ogni rimedio viene poi descritto in dettaglio seguendo la suddivisione repertoriale con all'inizio i sintomi mentali e successivamente i vari apparati ed organi. Lo sforzo dell' analisi e successiva sintesi, cercando di riunire in un insieme organico ciò che è presente in molte materie mediche, permette di dipingere il rimedio come se fosse un personaggio in carne ed ossa, come appare evidente, ad esempio, nella descrizione della giornata tipica di monsieur Lycopodium, riportando per intero un articolo di Gailhard, che descrive mirabilmente il personaggio tipico a cui può essere utile il rimedio.

Un altro pregio del testo consiste nel fatto che quando illustra i sintomi classici dei rimedi, Lathoud non risparmia le diagnosi differenziali che si ritrovano come piccole miniere di informazioni nella descrizione dei sintomi dei singoli rimedi. Ad esempio descrivendo un sintomo classico come il dolore all'ovaio sinistro migliorato dopo le mestruazioni in Lachesis sono riportati i principali rimedi che causano dolore ovarico con la relativa diagnosi differenziale e così per molti altri sintomi riportati nella descrizione, come la loquacità, il desiderio di alcool, la sonnolenza dopo mangiato, la gelosia che vengono confrontati con analoghi sintomi prodotti da altri rimedi, semplificando notevolmente il lavoro degli omeopati.

Si riesce attraverso il testo, dunque, ad affinare la capacità di analisi dei sintomi del paziente, non associando automaticamente un sintomo ad un rimedio, ma ampliando ed affinando la propria capacità di diagnosi omeopatica. Lo stesso sintomo con una sfumatura differente può condurre a rimedi molto diversi e questo può essere causa di fallimento nella prescrizione e proprio per questo le diagnosi differenziali così ricche nel testo sono estremamente utili ed affidabili. Lathoud ha effettuato, inoltre, un lavoro notevole, analizzando i sintomi presenti nelle materie mediche più importanti e riuscendo in pieno a creare una sintesi ed un quadro organico permettendo di visualizzare il rimedio come un personaggio vivo e reale. In questo modo si riesce a cogliere in tempi brevi il quadro clinico tipico del rimedio che emerge dalle descrizioni delle più importanti materie mediche disponibili all'epoca della pubblicazione del testo, che vengono citate citate correttamente dall'autore, semplificando notevolmente il nostro lavoro.

Riusciamo, infatti, ad avere grazie a Lathoud la sintesi del lavoro di numerosi e attendibili omeopati del passato, la cui consultazione richiederebbe molto più tempo. Le descrizioni dei sintomi presenti nel testo, spesso riprendendo direttamente le parole dei testi classici, sono estremamente affidabili e costituiscono un punto di riferimento saldo per la prescrizione. Emerge nel testo in ogni caso la particolare attenzione per le modificazioni tissutali patogenetiche indotte dai rimedi, che è sempre stata presente nella scuola omeopatica francese. Infatti nella descrizione dell'azione generale del medicamento presente all'inizio di ogni rimedio sono illustrate le modificazioni a livello degli organi e dei tessuti riprese direttamente dalle patogenesi e dal lavoro di omeopati come Espanet, Teste, Charge' oltre a Hughes ed altri, che assieme alle descrizioni della costituzione e del temperamento sensibile permettono una visione globale e completa del rimedio stesso.

Le azioni dei rimedi sui tessuti ed apparati vengono poi riprese e descritte dettagliatamente assieme ai sintomi caratteristici nelle singole sezioni degli organi ed apparati divise secondo lo schema del repertorio di Kent. Non manca comunque la descrizione dei sintomi mentali che vengono definiti attraverso la citazione di omeopati illustri come Kent, Nash o Farrington, solo per citarne alcuni. Il testo è dunque un ottima materia medica con un notevole equilibrio tra la clinica e la fisiopatologia, non trascurando la descrizione dei sintomi mentali caratteristici. La materia medica di Lathoud ha, dunque, una notevole validità didattica e può servire come base affidabile per gli studenti che iniziano ad affrontare le iniziali difficoltà della materia medica attraverso un lavoro di sintesi ed integrazione di numerose materie mediche.

Inoltre il testo può servire come riferimento per gli omeopati più esperti per andare a consultare in modo agile i sintomi caratteristici dei rimedi ed in particolare le relative diagnosi differenziali che il Lathoud descrive mirabilmente nel testo permettendo di affinare sempre più la capacità diagnostica e terapeutica. La veste grafica ed editoriale della Salus Informorum è come al solito molto curata. Potrebbe essere auspicabile, se non aumentasse troppo le dimensioni del libro, che in una prossima edizione siano inseriti in modo sistematico anche gli schemi e/o tabelle a cui la casa editrice ci aveva abituato in altri testi e che, relativamente alle diagnosi differenziali, potrebbero ulteriormente arricchire il libro.

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