Dati contro l'Omeopatia manipolati e nuove evidenze scientifiche di efficacia

Pubblicato il 24/09/2018

Categorie: Attualità

Autori: F.I.A.M.O. (Federazione Italiana Associazioni e Medici Omeopati)

Dati contro l'Omeopatia manipolati e nuove evidenze scientifiche di efficacia

Mentre fa sempre più parlare il terremoto che sta scuotendo la Cochrane, una nuova importante ricerca scientifica condotta da un gruppo di scienziati e pubblicata su "Scientific Reports", rivista del gruppo Nature, conferma l'efficacia delle ultra-diluizioni omeopatiche, ma passa sotto completo silenzio. Intanto, in Australia alcuni studiosi ammettono: "Contro l'omeopatia dati falsati, i report ostili sono frutto di manipolazioni".

 

Milano, 24 settembre 2018 - Pochi giorni fa Peter Gøtzsche, socio fondatore della Cochrane Collaboration, membro del board e direttore del Nordic Cochrane Centre di Copenaghen, è stato a sorpresa espulso dal network in considerazione di sue posizioni considerate eccessivamente critiche circa il rischio di ingerenza dell'industria farmaceutica sul mondo della ricerca.

Nel frattempo, un'altra notizia - in questo caso riguardante le medicine complementari - rischia di scuotere il mondo della scienza; alcuni studiosi australiani hanno dichiarato: "Contro l'omeopatia, dati manipolati". Il massimo organo di ricerca medica in Australia, il Consiglio Nazionale per la Salute e la Ricerca Medica (NHMRC) ha infatti dovuto ammettere, nell'ambito di un'indagine del Senato Australiano, "di non avere seguito le linee guida o gli standard scientifici riconosciuti" nella revisione delle prove di efficacia sull'omeopatia, che generò un report critico su questa medicina, e peraltro di aver applicato lo stesso approccio anche alle revisioni di altre terapie di origine naturale.

"The Homeopathy Review" è stata la prima delle 17 revisioni condotte dall'NHMRC tra il 2012 e il 2015 e utilizzate per giustificare la rimozione del rimborso dell'assicurazione sanitaria privata per questo tipo di terapie. L'NHMRC ha sorprendentemente ammesso che i criteri utilizzati per la selezione degli studi da comparare sono stati "modificati in itinere, e anche mesi dopo il completamento della ricerca generale della letteratura". "Abbiamo quindi l'ammissione, sotto giuramento, che invece di usare metodi scientifici comunemente accettati, il team di revisione NHMRC non solo ha inventato i metodi lungo il percorso, ma lo ha fatto anche dopo che le prove da analizzare erano già state raccolte e valutate", ha affermato la Dottoressa Petrina Reichman, medico e Vicepresidente della Australian Homeopathic Association.

Secondo Reichman si tratta di "uno scandalo serio e di altissimo livello, che rivela in che misura il team di revisori manipolava il metodo di valutazione da applicare, anche dopo aver raccolto e valutato gli studi da sottoporre a disamina".

Questa discutibile procedura a opera del NHMRC ha fatto sì che 171 dei 176 studi inclusi nello studio sull'efficacia dell'omeopatia venissero classificati - a posteriori - come "inaffidabili" e quindi stralciati dall'analisi e ignorati; i risultati della revisione erano quindi basati solo su 5 studi. Se fossero stati utilizzati metodi scientifici standard normalmente accettati, il team di revisione avrebbe dovuto segnalare che 88 dei 176 studi complessivi analizzati avevano riportato risultati statisticamente positivi, e che molti di questi studi erano stati condotti con elevata qualità metodologica, con risultati conclusivi nettamente differenti da quelli poi artatamente diffusi per attaccare l'omeopatia.

Sempre in questi giorni, è stato pubblicato su "Scientific Reports", rivista del prestigioso gruppo Nature, un nuovo studio scientifico sull'omeopatia: "Ultra diluizioni di Rhus Toxicodendron hanno attenuato le citochine pro infiammatorie e i mediatori ROS del dolore neuropatico nei ratti", argomento solo apparentemente tecnico e considerato "per addetti ai lavori".

I ricercatori hanno dimostrato non solo l'efficacia del farmaco omeopatico, con effetti biologici statisticamente significativi nell'alleviare il dolore neuropatico negli animali da laboratorio, ma che l'azione indotta è stata simile all'effetto del "Gabapentin", farmaco convenzionale molto usato, con la differenza sostanziale che il farmaco omeopatico è risultato privo di effetti collaterali, e quindi più sicuro.

Come si legge nell'introduzione all'articolo dei ricercatori, il dolore neuropatico rappresenta una diffusa condizione clinica, e vi è una continua ricerca di nuovi trattamenti per il trattamento di questa complessa patologia, che si manifesta con anomalie sensoriali come disestesia, iperalgesia, allodinia e sviluppo spontaneo del dolore. I pazienti sofferenti di dolore neuropatico sono in crescita in tutto il mondo con l'aumento della popolazione anziana, una maggiore sopravvivenza alla chemioterapia antitumorale e un progressivo aumento dell'incidenza del diabete mellito, ma nonostante l'emergere di nuove tecnologie, la scoperta di farmaci e i progressi nel campo delle neuroscienze, la gestione del dolore neuropatico con rimedi sicuri ed efficaci è ancora un problema irrisolto.

"Questa ricerca è solo l'ennesima conferma dell'efficacia della medicina omeopatica, utilizzata da una popolazione mondiale sempre in continuo aumento, come dimostrano le più recenti indagini statistiche - hanno dichiarato congiuntamente i Presidenti delle undici associazioni e società scientifiche di medicina complementare più rappresentative in Italia - una medicina che continua a raccogliere continue prove cliniche di efficacia e testimonianze reali dei benefici sui pazienti, ma che - come dimostra la manipolazione dei dati avvenuta in Australia - viene osteggiata da personaggi senza scrupoli disponibili a qualunque cosa piuttosto che accettare le evidenze".

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