Lettera aperta all'A.I.O.T. in merito al rapporto tra Omeopatia e Omotossicologia

Pubblicato il 02/08/2006

Categorie: Attualità

Autori: Pindaro Mattoli

Lettera aperta all'A.I.O.T. in merito al rapporto tra Omeopatia e Omotossicologia

Approfitto dell'annuncio della conferenza nazionale dell'AIOT per sollevare un problema che circola irrisolto da più di 10 anni nell'ambiente omeopatico italiano. Si tratta del rapporto fra Medicina Omeopatica e Omotossicologia. Premetto che (come ben sa chi mi conosce) da sempre mi batto per la difesa del pluralismoe per la pari dignità delle correnti omeopatiche e omeoterapiche, e che frequento seminari di tutte le tendenze, Omotossicologia inclusa. Sottolineo inoltre che annovero fra i miei amici molti omotossicologi.

Venendo al dunque, da anni l'AIOT presenta l'Omotossicologia con una immagine volutamente ambigua che si sovrappone e confonde con l'immagine della Medicina Omeopatica e ne minaccia costantemente l'identità.

Tale atteggiamento scorretto è stato già individuato da tempo dalla FIAMO che già nel 1994 ha elaborato ed emanato una classificazione delle "omeoterapie" nella quale figurassero ben distinte la Medicina Omeopatica e la Omotossicologia. Questa classificazione ha cominciato a circolare e fortunatamente è arrivata anche alla FNOMCeO che nella delibera del 18 maggio 2002 ha riconosciuto come "atto medico" dove terapie non convenzionali, tra le quali distintamente e separatamente la Medicina Omeopatica e la Omotossicologia. La classificazione è arrivata anche al legislatore che la ha accolta nella proposta di legge. Ma ciò non ha minimamente scosso l'AIOT, che ha continuato imperterrita sulla stessa scorretta strategia di comunicazione.

La Medicina Omeopatica (o "Omeopatia") è correttamente definita e universalmente riconosciuta come metodo clinico e terapeutico basato sulla "Legge dei Simili", sulla somministrazione, "individualizzata" sul paziente, di rimedi "unitari" (monocomponente) il cui potere terapeutico è individuato in base alla "Sperimentazione patogenetica sull'uomo sano".

Il presidente Bianchi afferma che "la Omotossicologia ha sviluppato un suo proprio corpus teorico e metodologico e una sua caratteristica strategia terapeutica". Lo stesso presidente Bianchi, in un recente convegno a Spoleto al quale ero presente, ha definito la Omotossicologia, se ben ricordo, come "utilizzazione delle basse diluizioni a scopo di stimolo su funzioni fisiologiche", non menzionando nemmeno lontanamente i parametri relativi alla Medicina Omeopatica di cui sopra. Per le stesse affermazioni del presidente Bianchi, lo statuto epistemologico dell'Omotossicologia non corrisponde minimamente a quello della Medicina Omeopatica e come già affermato in tante occasioni, ribadisco il concetto che non basta prescrivere un "medicinale omeopatico" (entità puramente farmaceutica, definita semplicemente in base alla fabbricazione: diluizioni progressive alternate a succussioni) per dirsi "omeopati". Quello che conta è lo "statuto epistemologico" con cui si prescrive il medicinale.

La Commissione dell'Ordine dei Medici della Provincia di Perugia, che recentemente ha istituito un registro dei medici che praticano Medicine Non Convenzionali, ha distinto e definito, in pieno accordo fra gli omeopati e gli omotossicologi presenti, le due metodiche, definendo la Medicina Omeopatica come: "metodo diagnostico, clinico e terapeutico,formulato alla fine del XVIII° secolo dal medico tedesco Samuel Hahnemann, basato sulla "Legge dei Simili", che afferma la possibilità di curare un malato somministrandogli, con una prescrizione strettamente personalizzata, una o più sostanze che, in una persona sana, riprodurrebbero i sintomi rilevanti e caratteristici del suo stato patologico, e sulla prescrizione di medicinali mono-componente prodotti per successive diluizioni e succussioni. La Medicina Omeopatica comprende due indirizzi metodologici: la Medicina Omeopatica Unicista e la Medicina Omeopatica Pluralista".

La stessa Commissione ha definito la Omotossicologia (definizione tratta dalla letteratura omotossicologica) come: "metodo diagnostico, clinico e terapeutico, derivato dalla Medicina Omeopatica, formulato nella seconda metà del XX° secolo dal medico tedesco Hans Heinrich Reckweg, che si avvale di una sua caratteristica base teorica emetodologica, diversa da quella omeopatica, e di una sua peculiare strategia terapeutica.La parola Omotossicologia deriva dal concetto di "Omotossina" cioè qualsiasi molecola endogena o esogena capace di provocare un danno biologico all'organismo. L'Omotossicologia interpreta la malattia come espressione della lotta fisiologica dell'organismo che tende ad eliminare le "omotossine" e/o come espressione del tentativo dell'organismo di compensare i danni omotossici subiti".

Per quanto sopra esposto è palesemente assurdo e ingiustificato confondere la Medicina Omeopatica con l'Omotossicologia. Ma l'AIOT non si limita ad affermare cose inesatte e a confondere volutamente le identità della Omeopatia e della Omotossicologia, tende addirittura a scavalcare la Medicina Omeopatica arrogandosi l'identità di "Omeopatia del 2000". Ed inoltre l'AIOT attribuisce all'Omotossicologia anche l'esclusiva della scientificità, affermando che "utilizza i rimedi omeopatici secondo criteri basati sull'evidenza scientifica,.. tiene conto dell'intero processo diagnostico e terapeutico convenzionale. .... " "Il nostro obiettivo è fare definitiva chiarezza tra l'empirismo che connota altre medicine non convenzionali e l'omotossicologia". Queste frasi offendono profondamente la dignità professionale non solo degli omeopati, ma di tutti gli altri medici non convenzionali, e suggeriscono una immagine falsa di tali medici, i quali, tanto quanto gli omotossicologi, a premessa dell'atto terapeutico non convenzionale, effettuano diagnosi nosologiche e prognosi cliniche assolutamente convenzionali. E' palese inoltre il notevole volume di sperimentazioni scientifiche che supportano sia la Omeopatia che le altre terapie non convenzionali. Gli atteggiamenti saccenti e arroganti dell'AIOT si commentano da soli. Ed infine, la confusione fra Omeopatia e Omotossicologia arriva anche a livello della didattica, dal momento che la scuola di Omotossicologia viene chiamata "Scuola di Omeopatia e Omotossicologia", cosicché si dà ad ogni diplomato l'illusione di essere un omeopata. E non credo peraltro che sia nemmeno sufficiente l'anno integrativo di "Medicina Omeopatica Classica" al corso di Omotossicologia per formare medici prescrittori di rimedi unitari, dopo tre anni di clinica dei medicinali complessi.

Vorrei portare ora l'attenzione sulla situazione politica attuale: è palese che è in corso una campagna persecutoria verso tutte le omeoterapie, a livello nazionale e internazionale. Perciò, essendo tutti noi. omotossicologi inclusi, parimenti colpiti, si rende necessario combattere tutti insieme il nemico comune. Ma questo sarà impossibile finché l'AIOT continuerà a mantenere questo atteggiamento così scorretto nei confronti dei colleghi omeopati. Perciò invito l'AIOT:

- ad abbandonare ogni ambiguità ed accettare lealmente e senza riserve la differenza fra Omeopatia e Omotossicologia;
- a desistere definitivamente dal tentativo di invadere l'identità e l'immagine dell'Omeopatia;
- a chiamare la scuola dell'AIOT semplicemente "Scuola di Omotossicologia";
- ad effettuare una corretta pubblicità alle proprie attività, enfatizzando i propri meriti, senza sminuire quelli degli altri.

Invito infine tutti i colleghi, inclusi gli omotossicologi in buona fede, ad appoggiare sulle liste di discussione e sulla stampa specializzata la mia proposta. Questo problema che ho esposto non deve essere lasciato cadere e deve essere risolto al più presto. Ne va della sicurezza e del futuro di tutti noi, omotossicologi compresi.

Dr. Pindaro Mattoli

 

P.S.: scrivo a titolo personale, ma ritengo utile che io presenti il mio curriculum, perché mi occupo da 20 anni di politica omeopatica e quello che dico non è fonte di elucubrazioni personali, ma di preoccupazioni molto sentite, giustificate e condivise.


CURRICULUM PROFESSIONALE

- 11° esponente di una famiglia storica della Omeopatia italiana (9 medici e 2 veterinari, a partire dal Dott. Agostino Mattòli - 1801/1869)
- 1978 e successivi - frequenza seminari di Medicina Omeopatica
- 1982 - laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Perugia
- 1982 - inizio esercizio professionale esclusivo di Medicina Omeopatica
- 1982/86 - Corso di Medicina Omeopatica Costituzionalista del Prof. Antonio Santini
- 1984 - fondatore A.U.M.O. (Ass. Umbra di Medicina Omeopatica) - segretario e poi presidente
- 1986/88 - Corso di Omeopatia Classica Unicista del Prof. Alfonso Masi Elizalde
- 1987/90 - Corso di Omeopatia Classica Unicista del Dott. Eugenio Candegabe
- 1990 in poi - Seminari periodici di Omeopatia Classica Unicista del Dott. Massimo Mangialavori
- 1990 - fondatore F.I.A.M.O. (Fed. Ital. Associazioni e Medici Omeopati)
- 1990/1999 - segretario nazionale F.I.A.M.O.
- dal 1992 - Direttore Dipartimento Scientifico Sez. Reg. Umbria della F.I.A.M.O.
- 1992 - coautore ricerca di laboratorio sull'effetto di medicinali omeopatici ad alta diluizione presso Ist. Biochimica Univ. Perugia (ricerca visibile in www.fiamo.it - ricerca)
- 1995/96 - membro della Commissione per i Medicinali Omeopatici presso Min. Sanità
- 1998/99 - membro Commissione per le Medicine Non Convenzionali della FNOMCeO (Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri)
- 1999/2002 - Presidente nazionale F.I.A.M.O.
- dal 2002 - membro della S.I.P.N.E.I. (Soc. Ital. di PsicoNeuroEndocrinoImmunologia)
- dal 2002 in poi - Coordinatore Comitato Legale F.I.A.M.O.
- dal 2003 - membro della S.I.O.M.I. (Soc. Ital. di Omeopatia e Medicina Integrata)
- dal 2003 - Consulente Legale FE.I.D.I. (Fed. Interassociativa Discipline Integrate)
- dal 2003 - membro del Coordinamento Nazionale della Medicina Complementare, fondato in seno alla UIL F.P.L.
- dal 2003 - membro della Commissione per le medicine non convenzionali dell'Ordine dei Medici della prov. di Perugia.
- dal 2004 - Coordinatore della Sezione Regionale Umbria della F.I.A.M.O.

Questa risposta del Dr. Pindaro Mattoli è avvenuta in risposta alla sottostante comunicazione dell'Uffico Stampa della AIOT (Associazione Italiana di Omotossicologia) di mercoledì 15 febbraio 2006

 

Omotossicologia, l'omeopatia del 2000
Conferenza AIOT, principale società scientifica delle medicine non convenzionali

Milano, 15 febbraio 2006 - L'Associazione medica Italiana di Omotossicologia (AIOT), la più vasta e rappresentativa delle società scientifiche delle medicine non convenzionali con 4.000 soci, si riunisce il 18 e 19 febbraio a Rimini al Grand Hotel per l'XI edizione della conferenza nazionale. Oltre 300 gli iscritti e una trentina i relatori, tra cui i massimiesperti italiani di omotossicologia, definita l'omeopatia del 2000 sia perché utilizza i rimedi omeopatici secondo criteri basati sull'evidenza scientifica, sia perché tiene conto dell'interoprocesso diagnostico e terapeutico convenzionale.

"Il nostro obiettivo - spiega il Dr. Ivo Bianchi, presidente dell'AIOT - è anzitutto fare definitiva chiarezza tra l'empirismo che connota altre medicine non convenzionali dell'omotossicologia. Questa, oltre ad avere sviluppato un suo proprio corpus teorico e metodologico e una sua caratteristica strategia terapeutica, tiene assolutamente conto di tutte le tecniche diagnostiche e terapeutiche 'ufficiali', ponendosi così non come medicina alternativa ma come medicina effettivamente complementare che mette a disposizione dei clinici specifiche opzioni terapeutiche efficaci e prive di effetti collaterali".

I risultati delle ultime ricerche, alcune delle quali pubblicate sulle più autorevoli riviste medico-scientifiche, verranno presentati alla conferenza e si annunciano particolarmente interessanti nel trattamento di alcune diffuse patologie ginecologiche (sindrome premestruale e policistosi ovarica) e oncologiche (danni da chemio e radioterapia) per la cura delle quali i trattamenti tradizionali non hanno pieno successo. I relatori sono

ricercatori e specialisti in tutte le branche della medicina convenzionale che, nella loro prassi terapeutica, affiancano alle cure e alle tecniche tradizionali quelle dell'omotossicologia.

La conferenza serve anche da 'vetrina' per nuovi lavori di ricerca che verranno presentati da alcuni dei medici diplomati alla Scuola Triennale di Omotossicologia e Discipline Integrate che si tiene ormai da 15 anni in 8 delle principali città italiane. A questo appuntamento seguirà, il 20 maggio a Milano e il 27 a Roma il Congresso Nazionale AIOT,massima assise del settore.

Ufficio stampa AIOT

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