Uno studio rivela i 10 rimedi omeopatici più utilizzati nelle allergie

Pubblicato il 12/02/2009

Categorie: Ricerca Omeopatica

Autori: Roberto Pulcri

Uno studio rivela i 10 rimedi omeopatici più utilizzati nelle allergie

La rinite allergica rappresenta un problema globale di salute, che interessa una percentuale compresa tra il 10% e il 40% della popolazione. In una recente rassegna sulle CAM per le riniti e l'asma, effettuata dalla Associazione "Allergic Rhinitis and its impact on Asthma" (ARIA), l'impiego dell'omeopatia nelle riniti è stato descritto in trial di buona qualità.

Scopo di questo studio pilota è stato quello di valutare dopo tre e quattro settimane di terapia, l'effetto di una terapia omeopatica nel trattamento della rinite allergica stagionale (RAS), tramite il "Rhino-conjunctivitis Quality Life Questionnaire" (RQLQ), che raccoglie 28 domande inerenti sette attività quotidiane modificate dai disturbi nasali ed oculari, valutate con un punteggio da 0 (disturbi assenti) a 6 (massima intensità dei disturbi) espressione di differenti gradi di difficoltà rino-congiuntivale, avvertita dai soggetti esaminati.

Questo studio osservazionale, prospettico, aperto, non comparativo, è stato condotto in Belgio durante la primavera 2006. I criteri di inclusione prevedevano età compresa tra 18 e 65 anni, con sintomi di RAS. I medici omeopati selezionati per il lavoro, dovevano avere almeno 15 anni di esperienza nella pratica clinica dell'omeopatia.

La gravità dei sintomi doveva essere misurata tramite il "Total 5 Symptoms Score" (T5SS), una scala utilizzata come criterio di inclusione attraverso la quale si valutano la rinorrea, gli starnuti, la congestione nasale ed il prurito nasale ed oculare.

I pazienti venivano inclusi se il punteggio del T5SS era almeno di indice 6 su 15, se riferito alle ultime 24 ore, o con indice 15 su 60, se riferito a quattro giorni durante l'ultima settimana. Inoltre almeno uno dei test per i pollini (IgE RAST) doveva essere positivo. I singoli sintomi di rinite sono stati valutati dai pazienti utilizzando la scala a 4 punti di Likert, con punteggio da 0 (assenti) a 3 (gravi), e rifletteva la condizione compresa nel periodo oltre le 24 ore precedenti.

La valutazione dei sintomi dei pazienti, effettuata dai medici, era stata effettuata utilizzando la scala a 6 punti di Likert (-1, peggiorati; 4, guariti). I criteri di esclusione riguardavano pazienti in terapia con antistaminici da almeno 14 giorni e con asma in terapia con altri farmaci oltre che con gli inalanti beta-2-agonisti. Le modificazioni dei punteggi complessivi del RQLQ all'inizio, alla terza e alla quarta settimana di trattamento, sono servite come primo endpoint dello studio.

L'endpoint secondario includeva le modificazioni delle sette attività quotidiane riportate nel RLQL, e le modificazioni dei sintomi valutate dai medici con la scala a 6 punti di Likert, dall'inizio dello studio. Dei 74 pazienti arruolati all'inizio dello studio, 46 hanno completato tutto l'iter previsto. Il punteggio più alto del RQLQ all'inizio dello studio, è stato di 5,50, il più basso di 1,21 (media 3,40).

Dopo la terza e quarta settimana di terapia omeopatica i pazienti avevano riportato un significativo miglioramento nella loro qualità di vita; dopo tre settimane il punteggio era di 1,97 (P=0,0001), e dopo quattro settimane di 1,6 (P=0,001).

Dopo tre settimane di terapia omeopatica i pazienti hanno riportato un miglioramento del 38%, mentre dopo quattro settimane il miglioramento era stato del 52%.

I dieci rimedi omeopatici maggiormente utilizzati per i trattamenti sono stati Sulphur (13%), Pulsatilla (8%), Medorrhinum (6%), Tub. aviaire (5%), Natrum muriaticum, Phosphorus, Sepia, (4% ciascuno), Arundo, Calcarea phosphorica, Thuja (3% ciascuno).

Quando i sintomi non miglioravano dopo la prima settimana, i pazienti ricevevano una seconda o una terza prescrizione. In totale sono stati utilizzati 96 medicinali omeopatici, con una media di due per ogni paziente.

Il risultato conseguito del 52% di miglioramento del RQLO è in linea con il miglioramento verificato negli identici studi effettuati su larga scala, sia in Germania (50% di 3981 pazienti) che nel Regno Unito (50,7% di 4627 pazienti).

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