Tosse con ansia e paura in un cane risolta con il rimedio omeopatico Aconitum

Pubblicato il 19/07/2021

Categorie: Omeopatia per Animali

Autori: Fabio Antonioni

Fonte: Il Medico Omeopata - Rivista

Tosse con ansia e paura in un cane risolta con il rimedio omeopatico Aconitum

Quante volte durante le prime esperienze omeopatiche mi sono sentito criticare dai clienti che si lagnavano del fatto che con qualche goccia di rimedio omeopatico avrei avuto la pretesa di curare i problemi del loro beniamino e poi quello strano gesto di prendere il flacone e sbatterlo sul palmo dell’altra mano, bastava dire che andava agitato, tutto qui! Dopo qualche giorno tornavano asserendo che quel flacone aveva sortito un effetto curativo inaspettato e forse sarebbe stato il caso di non sospenderlo troppo presto. Con il tempo qualche cliente affezionato ha continuato a seguirmi nell’esperienza terapeutica nuova e mi ha sostenuto, altri hanno deciso diversamente. In una situazione simile la proprietaria, dopo esperienze con la medicina tradizionale, ha preferito affidarsi alle mie cure per gestire la tosse di un meticcio di nome Pucci.

MATERIALI E METODI

PRIMA VISITA – 6 Maggio 2003

Pucci è un meticcio di taglia media di 8 aa, maschio, che vive in campagna. Conosco la proprietaria che lavora in una Cooperativa di pulizie e si occupa di Ambulatori Veterinari della città, ma non si fida troppo dei colleghi. Entra col marito e comincia a raccontarmi a raffica i mille problemi di Pucci, uno tsunami di parole che mi sovrasta tanto da non riuscire a capire quale sia il reale motivo della visita. Cerco di convincerla a spiegarmi con calma: E’ da 3-4 gg che PUCCI tossisce in continuazione, non so che cosa gli sia preso, sono molto preoccupata per lui dal momento che non l’ho mai visto stare così male! Chiedo quando abbia avuto inizio il problema e come si manifesti la tosse. Il tutto è incominciato una settimana fa quando è venuto tutto quel freddo intenso ed è anche piovuto e mio marito lo ha portato con lui in campagna e quando è rientrato a casa non l’ha asciugato come faccio io di solito e da quel momento ha incominciato a mangiare sempre meno e poi è comparsa la tosse, sempre, in continuazione e quando attacca non si ferma più e dopo un po’ si mette anche a vomitare. A dire il vero mi sono accorta che lo fa la sera o meglio di notte ed è già diverse notti che non ci fa dormire per questo!

Invito a fornirmi dettagli sul sonno di Pucci. La sera quando andiamo a letto lo portiamo sempre con noi perché dorme in camera in fondo al letto dalla mia parte, anche se adesso mi tocca prenderlo in braccio perché non riesce a fare neanche le scale da solo e poi quando siamo in camera sdraiato lui incomincia ad agitarsi tutto, non sta fermo, è come se fosse spaventato da qualcosa e poi incomincia a respirare così (e lo mima) in maniera ansante e non riesce a dormire e poi incomincia dopo a tossire ed allora io me lo prendo in braccio, lo accarezzo sotto alla gola e un po’ si calma, ma durante la notte ricomincia ad agitarsi e mi tocca stare lì tutta la notte a fare la stessa cosa fino a che non smette. Anche di giorno, ma non sempre, solo quando si agita gli vengono questo attacchi, è come se fosse diventato asmatico, ma più che altro gli viene questo strano respiro, è come se ansimasse, io ho paura che mi muoia! Dopo una pausa riprende il suo frenetico eloquio. E poi non mangia più e poi si mette a vomitare, mi ha anche sporcato tutta casa e non riesco dormire, mi devo alzare presto alla mattina per andare al lavoro, mio marito se la prende con me per via del cane e bla bla bla…

Alla visita clinica rilevo quanto segue:

  • temperatura rettale 39,8°T
  • tachicardia (stato aritmico)
  • intense palpitazioni cardiache
  • agitazione, nervosismo
  • espressione ansiosa
  • difficoltà respiratoria

Il cane appare molto agitato, cuore tachicardico ed aritmico, respira mantenendo la bocca spalancata come se volesse ingurgitare più aria possibile, il respiro è ansimante, l’espressione ansiosa con muscoli della faccia tesi, alla palpazione della gola accenna a tossire subito e la signora mi fa notare che la tosse assume quella caratteristica. Consiglio accertamenti radiografici per escludere un’insufficienza cardiaca congestizia ed ecocardiografia presso la Clinica Veterinaria del collega con il quale collaboro che formula la diagnosi clinica lasciando a me la scelta della soluzione terapeutica. Le indagini hanno rilevato un quadro di stenosi tracheale in sede prossimale che spiegherebbe la comparsa della tosse, si esclude l’edema polmonare anche se le pareti bronchiali appaiono ispessite a seguito di probabili esiti di vecchie bronchiti croniche, stato enfisematoso. Pucci ha in precedenza sofferto di forme bronchiali, trattato più volte da altri colleghi con le solite terapie tradizionali.

Esami ematocrito ed ematochimici:

  • BUN 11,0 mg/dl (7-27)
  • Creat 0,72 (0,5-1,8)
  • Lipa 687 U/I (200-1800)
  • TP 7,44 g/dl (5,20-8,20)
  • Hct 48,1% (37-55)
  • HGB 16,5 g/dl (12-18)
  • MCHC 34,3 (30-36)
  • WBC 21,3 (6-16,9) >
  • Grans 17,2 (3,3-12) >
  • PTL 293 (175-500)

Esame microfilaremia ematica: negativo

In attesa dell’ecocardiografia le cose peggiorano nelle 24 ore successive; la proprietaria mi contatta perché molto preoccupata dal momento che Pucci è come impaurito da qualcosa e particolarmente agitato. La invito a fornirmi altri dettagli con parole sue: Alla sera non so che cosa gli prenda, come ci mettiamo a letto incomincia ad agitarsi tutto, non sta fermo un attimo ed incomincia a tossire, è impaurito, è come se da un momento all’altro avesse, non so se sia possibile, (dopo una breve pausa si mette a ridere) paura, non so come dire, come di lasciarci la pelle, non saprei come spiegartelo ma questa è la mia impressione! Mai tanta spiegazione fu così galeotta. Con questi pochi elementi repertorizzo con RADAR 8.1.

I rimedi che emergono sono i seguenti: acon, arn, ars, bell, cact, caust, graph, kali-c, lach, lyc

Tenendo presente il tropismo cardiaco e la condizione psico- emotiva prevalente di Pucci durante l’attacco tussigeno la scelta ricade su:

ACONITUM NAPELLUS 30 CH - 5 gocce BID per 5 gg

24 ORE DOPO

Il gg dopo la signora mi chiede se avessi messo del sonnifero in quelle gocce perché Pucci come le ha assunte ha smesso di tossire e si è messo tranquillo, ora dorme rilassato, mangia come un lupo ed ha insolitamente ripreso a fare le scale. Dopo una settimana l’ecografista mi conferma che le valvole cardiache risultano normali ma viene rilevata lieve cardiomegalia, nessuna alterazione a carico del tubo tracheale. Pucci da quel momento smette di tossire e riprende la sua vita normale senza presentare sintomi a carattere respiratorio, a detta della signora appare come ringiovanito dalla cura omeopatica. Successivamente avrò modo di verificare le sue condizioni generali in occasione delle profilassi vaccinali periodiche. In verità, a conferma dell’enorme beneficio ottenuto ho verificato se il rimedio a livello repertoriale coprisse adeguatamente tutti i sintomi fisici rilevati in sede di visita clinica.

3 ANNI E 5 MESI DOPO

Pucci viene portato per un problema all’occhio dx dopo una scaramuccia con il nuovo gatto. Presenta una ferita corneale con intenso edema, fotofobia ed iperemia. Aconitum 200 ch - 5 gocce BID al die per 3 gg. La situazione rientra nel giro di 24 ore: Pucci è stato subito bene con quelle gocce mi dice al telefono la signora tempo dopo.

8 ANNI DOPO

Pucci ormai ha raggiunto i 14 aa di età, questa volta la proprietaria lamenta: Non ha dormito tutta notte, non so cosa gli sia successo, si è lamentato tutto il tempo, piangeva e non mi ha fatto dormire e poi non fa la pipì. Alla visita rilevo: rialzo febbrile, opacamento corneale, cataratta, epifora, infiammazione e dolore occhio dx. L’esame delle urine non mette in evidenza alcuna anormalità. Aconitum napellus 200 CH - 5 gocce BID per due gg risolve il panico e la solita agitazione di fondo che accompagna Pucci in situazioni di forte scompenso. Anche in tali circostanze il rimedio ha dimostrato il suo potere terapeutico ripristinando uno stato di equilibrio ottimale.

9 ANNI DOPO

Rivedo la signora per un gatto e mi dice: Sai Fabio che Pucci è ancora vivo ed ha quasi 18 aa, sta bene, mangia come un lupo anche se ha problemi di vista con la sua cataratta, per il resto se non fosse stato per le tue cure … non ci sarebbe più!

RISULTATI

A seguito della prescrizione del rimedio omeopatico sulla base della valutazione dei sintomi oggettivi rilevati, del tropismo organotropico e dello stato emotivo del paziente si è avuta una remissione dei sintomi cardio-respiratori in tempi rapidi a dimostrazione di quanto Aconitum napellus sia un rimedio adatto anche nel cronico in ambito veterinario. Inoltre la validità della prescrizione omeopatica trova conferma nel tempo nelle successive occasioni nelle quali Pucci presenta problemi acuti sempre accompagnati da analogo stato emotivo nei quali dominava: agitazione, inquietudine, insonnia e via di seguito.

A ragion veduta Aconitum napellus può essere considerato il rimedio costituzionale di Pucci, lo ha dimostrato il lungo follow-up e lo stato di benessere che ha accompagnato il cane fino all’età di 18 aa.

DISCUSSIONE

Nel quotidiano non sempre le condizioni di lavoro risultano ideali, il momento più critico coincide con l’incontro con i proprietari preoccupati per la salute del loro animale; spesso hanno bisogno di scaricare l’ansia accumulata prima di rispondere alle tradizionali domande che siamo abituati a formulare da provetti Omeopati. In questo caso la concitazione della proprietaria mi ha fornito lo spunto per pensare al rimedio che alla fine si è dimostrato coerente nell’insieme. Basti pensare all’intensità, all’impeto dimostrato dalla cliente che mi ha travolto di parole, tutto è sembrato coincidere come per un gioco del destino con l’essenza del rimedio che ho deciso di prescrivere. In Omeopatia ogni piccolo segnale per quanto insignificante, rivisitato all’interno di una visione prospettica più ampia, finisce per acquisire un valore aggiunto per il Medico che osserva, in perfetta assonanza con gli insegnamenti di Samuel Hahnemann e del suo Organon.

ACONITUM NAPELLUS

Aconitum napellus nelle Materie Mediche viene descritto come rimedio dell’acuto, il policreste degli eventi improvvisi, del panico, della paura della morte imminente, dell’inevitabile, difficile immaginarlo in un paziente cronico. Ricordo di averlo prescritto a molti animali quale rimedio situazionale dopo il terremoto dell’Emilia Romagna per il terrore di rientrare tra le mura domestiche. La pianta di Aconito, chiamata anche Aconito vulparia, appartiene alla grande famiglia delle Ranuncolaceae è ricca di aconitina ( C34H47NO11) nella radice e nelle foglie, un alcaloide tossico che agisce a livello cardiaco, SNC e periferico. La sua azione è paragonabile a quelle delle neurotossine, capace di attivare i canali del sodio (Na), tossina efficace anche per via percutanea. La dose letale è pari a 2 mg, mentre per la pianta intera ne basta 1 gr per provocare la morte che sopraggiunge per blocco cardiocircolatorio. Esperienza avuta da alcuni legionari di Marco Antonio che affamati si cibarono dei tuberi che assomigliavano alla rapa e delle foglie simili al radicchio e ne morirono come racconta Plutarco, biografo e filosofo greco.

La pianta ha un fusto che può crescere sino a 1,5 mt di altezza con fiori a racemo prediligendo zone rocciose ad altitudini da 500 a 2.000 mt nelle Prealpi ed Alpi, ama il freddo, l’umido, il vento. I fiori sono di colore blu a forma di elmo, ciò ha ispirato molti soprannomi nel mondo pagano: ”elmo di Giove” in Italia, “elmo di Troil” in Danimarca, “elmo di Thor” in Germania; “elmo di Odino” in Norvegia con il potere di donare l’invisibilità o “cappello di ferro” in Inghilterra. Nella cultura cristiana divenne più semplicemente il cappello del monaco mentre nel linguaggio dei fiori simboleggia la vendetta e l’amore colpevole. Ancora suggestiva erba infera utilizzata come ingrediente dalle streghe che si spalmavano sul corpo un unguento il giorno del sabba per volare sul manico della scopa e fare malefici e che dire dei tempestarii, stregoni perseguitati del Medioevo perchè con frasi magiche erano capaci di scatenare le forze della natura contro gli uomini. Ancora Plinio racconta come fosse usata nell’antichità al fine di rendere velenose le spade, le lance o le punte delle frecce. Basti ricordare l’infame destino del centauro Chitone vittima di una freccia avvelenata scagliata per errore dal giovane Eracle.

La mitologia attribuisce la nascita dell’Aconito a Cerbero il cane a tre teste di Ecate come riportato nelle “Metamorfosi” di Ovidio; Ercole lo rapì portandolo alla luce del sole e Cerbero cosparse i campi della sua bava che conteneva i semi della pianta. Nell’uso popolare i contadini usavano i tuberi dell’Aconito mescolata alla carne che cospargevano attorno agli ovili per annientare i lupi, da qui il gergo popolare di “sventura dei lupi”. In Omeopatia il rimedio è stato sperimentato da Hahnemann e gli sperimentatori misero in risalto l’esordio brusco della sintomatologia oltre all’ansia, all’inquietudine, allo stato di angoscia che invade il paziente. In campo veterinario trova utilizzo in tutti quei disturbi che coincidono con stati d’animo nei quali si è passivamente dominati dalla paura, dal terrore, dallo spavento a seguito di eventi traumatici, shock emotivi, eventi stressanti o percepiti come potenzialmente minacciosi, del tutto imprevisti ed imprevedibili (es: fenomeni atmosferici violenti o catastrofici).

Il rimedio è presente nel Repertorio RADAR 10.5 con 7349 sintomi, nel RADAR OPUS segnalato con 7714 sintomi, mentre nel Complete Repertory versione 2005 con 9288 sintomi.

sintomi repertoriali più rappresentativi che coincidono con lo stato d’animo vissuto dal paziente Aconitum corrispondono a quelli rilevati nel caso di Pucci e sono sintetizzati da:

  • MIND: ailments from fear;
  • MIND anguish;
  • MIND: anguish restlessness with;
  • MIND: anxiety evening;
  • MIND: anxiety night, midnight, after;
  • MIND: anxiety cough during;
  • MIND: anxiety sleep going to on;
  • MIND: anxiety trifles about;
  • MIND: carried desire to be carried:
  • MIND: childish behavior;
  • MIND: death sensation of;
  • MIND: emotions respiration, with complaints of;
  • MIND: fear sudden;
  • MIND: fear suffocation of;
  • MIND: fear terror night;
  • MIND: inconsolable;
  • MIND: restlessness internal: GEN cold agg.

CONCLUSIONI

Nella nostra attività professionale occorre sforzarsi di ascoltare l’interlocutore che ci troviamo innanzi. In questo contenitore fatto di frasi, motivazioni, spiegazioni, parole confuse potremo trovare le risposte che cerchiamo. Con pazienza scopriremo che il rimedio omeopatico presenterà enormi similitudini con la situazione ed il clima che si viene a creare al momento della consultazione anche quando non sembra emergere nulla di peculiare ai fini omeopatici; in fondo è come se il rimedio omeopatico facesse sentire la sua presenza. La tipologia del nostro cliente medio non sempre è pronto a comprendere il modello di approccio che adottiamo, talvolta le domande che siamo abituati a formulare possono metterlo a disagio o renderlo impacciato. Occorre sfruttare a pieno ogni minimo segnale che si riesce a captare o percepire al momento, può essere anche un’intuizione, una sensazione, una frase che ci ronza nella mente che può aprire la strada alla soluzione del problema, nulla deve essere trascurato. E’ preferibile lasciar esprimere liberamente i proprietari senza interromperli per smaltire la tensione emotiva accumulata durante l’esperienza di malattia del loro piccolo compagno che può non essere piacevole, ci sono situazioni delicate nelle quali l’Omeopata rappresenta l’ultima possibile speranza. Con pazienza si riesce a dipanare quell’aggrovigliata matassa di informazioni che riceviamo, bisogna saper pazientare sforzandosi, attraverso l’analisi di pochi elementi sostanziali, di poter cogliere l’essenziale!

BIGLIOGRAFIA

  1. W. BOERICKE - Materia Medica Omeopatica – traduzione del Dott Roberto Petrucci, 2004
  2. J. H. CLARKE - Dizionario di farmacologia omeopatica clinica- IPSA Editore, Palermo, 1994.
  3. F. DEL FRANCIA - Veterinaria Omeopatica e psicopatologia del cavallo - La casa verde per conto di Demetra s.r.l., San Martino di Buon Albergo (VR), 1990.
  4. H. DUPRAT – Materia Medica Omeopatica, vol. tre- Palombi Editori- 2013
  5. R. PETRUCCI - Pediatria. Temi e concetti in Medicina Omeopatica-Asterias, Milano, 2007.
  6. J. SCHOLTEN - Omeopatia e gli elementi della tavola periodica - Salus Infirmorum, 2007.
  7. F. SCHRORYENS – Synthesis 9.1- In RADAR 10.1. Archibel; 2008
  8. F. VERMEULEN – Materia Medica Omeopatica Sinottica – Salus Infirmorum, 2007

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