Che cos'è l'Agro-Omeopatia? Facciamo chiarezza

Pubblicato il 25/09/2019

Categorie: Metodologia Omeopatica

Autori: Francesco Di Lorenzo

Che cos'è l'Agro-Omeopatia? Facciamo chiarezza

In occasione della pubblicazione in italiano dell'ultimo libro scritto dal Dott. Radko Tichasky, Fondamenti di agro-omeopatia, è bene far luce sul metodo agro-omeopatico e sulle basi scientifiche cui l'intero impianto metodologico proposto dall'autore si basa.

L'Omeopatia è un metodo clinico-terapeutico messo a punto nell'800 dal medico tedesco Samuel Hahnemann. Può essere applicato, oltre che sull'uomo, anche sugli animali e sulle piante.

Il metodo si basa su almeno tre grossi principi, ma il più importante dei quali è il principio di similitudine. Tale principio consiste nel somministrare sostanze diluite e dinamizzate, le quali, utilizzate in dosi ponderali, indurrebbero lo stesso sintomo che si vuol curare.

L'applicazione del metodo omeopatico in agricoltura può avvenire solo a condizione che l'approccio sistemico messo a punto da Hahnemann venga trasferito con la dovuta accortezza.

Cercare di applicare il metodo omeopatico, pensato primariamente per l'uomo, su sistemi vegetali, senza nessun tipo di adattamento, porta inevitabilmente a grossi insuccessi.

Cercare di paragonare la sintomatologia e l'eziopatogenesi di patologie vegetali a quelle relative a patologie umane, con lo scopo di fare una anamnesi e una gerarchizzazione repertoriale per arrivare a una diagnosi di rimedio agro-omeopatico, è, a mio avviso, del tutto inappropriato.

Organismi vegetali, umani e animali presentano morfologia, anatomia e fisiopatologia a volte molto distanti. Azzardare paragoni tra sistemi viventi filogeneticamente molto lontani, mette a rischio la validità di tutta la metodologia omeopatica.

In ambito agrario un approccio del genere, che potremmo definire antropocentrico, deve per forza di cose essere sostituito da un approccio di più ampio respiro e maggiormente coerente, quale risulta essere quello agroecologico o olistico proposto dal Dott. Radko Tichasky nel suo ultimo libro.

L'oggetto di analisi e di intervento non è più la singola pianta o il singolo impianto agrario, ma diventa l'intera azienda agricola, nelle sue componenti biotiche e abiotiche. Radko Tichasky definisce questa unità Olone.

L'azienda agricola di fatto costituisce qualcosa che va ben oltre il sistema complesso sul quale il metodo Hahnemanniano può agevolmente essere applicato.

L'azienda agricola è un sistema agroecologico aperto, in cui l'uomo interviene esercitando l'attività agricola.

Se nell'applicazione del metodo omeopatico tali premesse non vengono rispettate, il rischio di banalizzare il metodo e fallire nella sua applicazione è altissimo.

È bene però chiarire fin da subito che anche l'omeopatia applicata alle piante non può non basarsi sul principio di similitudine messo a punto da Hahnemann.

Ad esso bisogna però affiancare il concetto di "similitudine metabolica", elaborato dal Dott. Radko Tichavsky sulla base delle evidenze scientifiche pubblicate nel Duke's database dell'USDA.

La similitudine metabolica di Tichavsky si basa sulla presenza di sostanze chiamate metaboliti secondari, presenti sia nelle piante che negli animali superiori e inferiori. È interessante notare che la similitudine metabolica è indipendente sia dall'attuale tassonomia, sia dal DNA degli organismi di appartenenza. Tale similitudine può essere rilevata tra piante e piante, tra piante e animali superiori, tra piante e insetti, tra piante e funghi, etc.

I metaboliti secondari (nei vari regni della natura) sono sostanze biologicamente attive ad altissime diluizioni. Sono sostanze utilizzate dagli organismi viventi in svariati modi: come strumenti di difesa, di comunicazione, di adattamento, etc. Per esempio, le molteplici interazioni allelopatiche pianta-pianta, sono tutte basate su questo principio.

Si può anche arrivare ad ipotizzare che la similitudine metabolica acquisti un ruolo importante anche nel determinare l'organizzazione fitosociologica di raggruppamenti vegetali naturali.

Pare inoltre che i metaboliti secondari non siano espressione diretta del DNA, ma abbiano una forte base epigenetica e quindi fortemente dipendenti dalle condizioni ambientali.

Ecco spiegato il motivo per cui l'intervento agro-omeopatico per la risoluzione di una specifica problematica può cambiare in funzione del sistema agro-ecologico in cui ci si trova ad intervenire.

Da quanto detto si evince come la similitudine metabolica assuma una importanza strategica nel definire il grado di interazione esistente tra due o più organismi all'interno del "sistema" azienda agricola.

Un esempio può chiarire facilmente il concetto.

Qualsiasi parassita per poter individuare e avvicinarsi al suo ospite (di qualsiasi natura esso sia), deve possedere una adeguata similitudine metabolica. Senza la presenza di tale similitudine, il parassita non è in grado di riconoscere e parassitare il suo ospite.

Da un punto di vista fitopatologico ciò significa che gli insetti, per essere in grado di attaccare una pianta, devono necessariamente possedere un determinato numero di semiochimici che permettono loro di ingannare le piante oggetto di attacco.

Dall'altra, le piante oggetto di attacco producono una serie di metaboliti secondari chiamati "Composti Organici Volatili", meglio noti come COV, che da un lato segnalano la loro presenza nell'agroecosistema avvisando la comunità dell'avvenuto attacco, e dall'altro richiamano gli insetti "amici" in grado di aiutarle a liberarsi naturalmente del predatore.

Un esempio di similitudine metabolica all'interno di un agroecosistema può essere il seguente: dalla valutazione dei metaboliti secondari prodotti dall'olivo (Olea europea L.), ci si accorge che ben (44) quarantaquattro di questi sono presenti ed espressi anche in vite (Vitis vinifera L.).

Eppure l'olivo appartiene alla famiglia delle Oleaceae, mentre la vite appartiene alla famiglia delle Vitaceae.

La presenza di un numero così alto di metaboliti in comune tra piante appartenenti a famiglie botaniche molto diverse tra loro è quantomeno sorprendente. La Vite è solo uno di questi casi, molte altre piante presentano metaboliti secondari in comune con l'olivo, benché botanicamente ancora più lontane. È questo il caso della carota.

La carota (Daucus carota L.) presenta ben (38) trentotto metaboliti secondari in comune con l'olivo, nonostante questa sia tassonomicamente e geneticamente molto distante dall'olivo.

La lista potrebbe continuare, tanto da portare l'autore del libro a stilare delle vere e proprie tabelle di similitudine metabolica.

A dimostrazione di quanto detto prima circa interventi agro-omeopatici sistemici lontani dalla logica antropocentrica, è interessante osservare che l'applicazione su piante di olivo di un preparato omeopatico a base di carota, non solo ne migliora i processi metabolici vitali, ma attira molteplici predatori naturali di importanti parassiti dell'olivo come per esempio la Prays oleae (Tignola dell'olivo), un parassita che può causare notevoli danni economici.

Da questo piccolo esempio si evince l'importanza dell'approccio agroecologico dell'omeopatia agraria, in grado di innescare cascate metaboliche all'interno di un sistema agrario.

L'approccio proposto da Radko Tichasky prevede non solo l'uso di sostanze omeopatiche spesso diverse da quelle già presenti e studiate nelle Materie Mediche ad uso umano, ma anche l'uso di corretti interventi agronomici (concimazioni, gestione del suolo, rotazioni, sovesci, sfalci, etc.).

L'agro-omeopatia sistemica prevede quindi interventi strategici e mirati, costituiti dall'utilizzo di sostanze naturali (spesso prelevate dallo stesso ambiente oggetto di analisi) diluite fino ad arrivare a volte a concentrazioni di 1 ppm. Tali interventi non sono mai disgiunti da corrette pratiche agronomiche, le quali spesso costituiscono esse stesse oggetto di intervento.

L'autore invita a riflettere sul significato ecologico delle patologie presenti nell'agroecosistema. Esse rappresentano la reazione che il sistema pone in essere per ritrovare un nuovo equilibrio in seguito ad una azione che ne ha perturbato lo stato precedente.

Pensare pertanto alle patologie vegetali di qualsiasi origine e alle piante infestanti come nemici da combattere a tutti i costi, è del tutto errato. Bisogna invece cercare di individuare la causa che ha portato l'agroecosistema a reagire in quel determinato modo. L'azione agro-omeopatica sulle cause originarie-originanti permette sempre la risoluzione repentina e completa delle problematiche presenti nella azienda agricola.

L'approccio agro-omeopatico sistemico permette quindi la gestione ecologica delle infestanti, delle patologie vegetali di varia origine e natura, tramite la stimolazione della naturale resistenza del sistema agrario.

Pertanto, la metodologia agro-omeopatica permette, tramite la somministrazione di "deboli" segnali naturali di varia origine e natura, di stimolare le difese endogene di tutto l'agroecosistema, in modo tale da renderlo più resistente agli stress biotici e abiotici.

Per esempio, l'autore indica una serie di sostanze che applicate in micro-dose, nei climi aridi e a forte irraggiamento luminoso, agiscono da filtri solari e favoriscono la ritenzione idrica.

Tali sostanze, applicate per via fogliare, consentono alle piante di resistere più facilmente ai periodi di eccessiva insolazione e agli stress idrici prolungati.

La protezione delle piante dagli stress abiotici e la perdita di fertilità del terreno sono problemi molto attuali, ai quali la metodologia agro-omeopatica ad approccio sistemico proposta da Radko Tichasky può dare risposte concrete.

Questo approccio omeopatico alle colture agrarie si conferma pertanto efficace nella risoluzione di problemi che ad oggi non trovano ancora adeguata soluzione.

Inoltre questa metodologia presenta dei costi estremamente ridotti, non presenta né residui né tempi di carenza, ed è totalmente compatibile con tutti i sistemi di agricoltura biologica.

L'autore sarà presente in Italia a partire dal 25 Settembre, in occasione del 74° congresso mondiale di omeopatia, dove interverrà come relatore. Porterà in giro per l'Italia la metodologia da lui messa a punto, insegnando in corsi di formazione dedicati agli esperti del settore, con il patrocinio degli Ordini degli Agronomi e Forestali di diverse regioni.

Per maggiori informazioni contattare la sezione di agro-omeopatia della Scuola di Medicina Integrata di Palermo, di cui sono responsabile, al 3295879967 oppure tramite mail: francescodilorenzo@hotmail.com.

Inoltre è on-line una pagina FB dove sono indicati tutti gli appuntamenti italiani dell'autore: Agro-omeopatia - Scuola di Medicina Integrata.

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