Un medico omeopata scrive al prof. Garattini

Pubblicato il 13/07/2008

Categorie: Attualità

Autori: Francesco Siccardi

Un medico omeopata scrive al prof. Garattini

La medicina omeopatica, sta riscoprendo un rinnovato interesse in questi ultimi tempi, soprattutto, da parte dei pazienti stessi. Forse che tutte le azioni diffamatorie messe in atto stiano provocando una sorta di riscoperta mediatica ?

In particolare mi riferisco all'articolo apparso sulla rivista "Espresso" dove il Prof. Garattini ha riportato un fatto di malasanità imputandolo, senza alcun dubbio, all'omeopatia, riferendosi al caso, della ragazzina di 16 anni di Firenze, deceduta perché l'insulina, a lei indispensabile in terapia, le era stata sostituita con una mega dose di vitamine, affermando che questo episodio luttuoso era stato provocato da un trattamento omeopatico, quando invece è stato appurato trattarsi di una terapia, prescritta da una terapeuta non medico, a base di sostanze che peraltro nulla hanno a che fare con un medicinale omeopatico.

Per la stima che nutro verso il Prof. Garattini, come farmacologo della prassi medica ufficiale mi meraviglia constatare la enorme superficialità come uomo di scienza qual è senz'altro, e come abbia approcciato il caso e ne abbia dedotto le circostanze e conseguenze, che oltre a non rispondere a verità, lo hanno portano a delle affermazioni gratuite su una terapeutica che mi dispiace verificare, ancora una volta, non conosce

Al prof. Garattini voglio precisare quanto segue:
- nessun medico omeopata oserebbe sospendere la somministrazione di insulina a nessun paziente con un diabete di siffatta tipologia, come la povera ragazza ne era affetta;

- in nessun corso di medicina omeopatica si insegna che un qualsiasi rimedio naturale può sostituire l'insulina in un diabete insulino-dipendente;

- che tutti i medici che praticano la medicina omeopatica sono medici laureati in medicina e chirurgia e che pertanto, conoscono la patologia e la farmacologia, sicuramente non al suo livello, ma comunque quel tanto che basta, per sapere che l'insulina in questo genere di pazienti è insostituibile;

- che, LA MEDICINA OMEOPATICA NON HA NULLA A CHE FARE CON UNA PRESCRIZIONE DI VITAMINE (SIA IN MINI CHE IN MAXI DOSE!).

- che la medicina omeopatica segue la legge di similitudine, usa rimedi tratti dai tre regni della natura (animale, minerale e vegetale) che vengono diluiti e dinamizzati (a tal riguardo si documenti sulla fisica quantistica) e, per ultimo, ma non come importanza, ogni sostanza è SPERIMENTATA SULL'UOMO SANO. Cioè, per essere più comprensibili, somministrando una sostanza , diluita e dinamizzata (rimedio), ad una persona in un buon stato generale di salute psico-fisica, riscontreremo dei sintomi che riscontrati per similitudine sul malato, verranno in quest'ultimo sanati dalla stessa sostanza (rimedio). La conferma sperimentale e clinica avviene da più di 200 anni.

- che, mi consenta, un uomo di scienza come Lei, dovrebbe essere più cauto e non così perentorio nelle affermazioni se prima non ci si cura di accertare i fatti;

- che 12 milioni di pazienti si curano e hanno trovato beneficio con la medicina omeopatica, è un fatto non più opinabile;

- che noi medici omeopati esaminiamo e curiamo malati che spesso hanno fatto uso indiscriminato di farmaci, a volte prescritti da stimatissimi primari e professori che hanno seguito alla lettera i protocolli del Ministero di Sanità;

- che tutti i medici e i farmacisti, formatisi in omeopatia, hanno fatto questa scelta in piena autonomia, frequentando corsi e studiando la materia, a proprio rischio e responsabilità

- che il medico omeopata è un medico a tutti gli effetti (con tutte le responsabilità civili e penali), essendo la medicina omeopatica un atto medico sancito dalla FNOMCEO (federazione nazione ordini medici chirurghi e odontoiatri) dal Maggio 2002 a Terni ;

- che anche la scienza ufficiale non può negare le proprie responsabilità nei fallimenti;

- che quando muore una ragazzina per un atto irresponsabile di un non medico diventa fin troppo facile far ricadere la responsabilità su una metodica che preordinatamente si vuole denigrare;

- che, come diceva il nostro grande e ancora insuperato maestro Dr. Samuel Hahnemann: "Il non voler apprendere un'arte che può guarire un paziente è un atto delittuoso";

- che, se vuol continuare a disquisire sulla medicina omeopatica, almeno abbia la compiacenza di fare lo sforzo di informarsi e leggere e comprendere con umiltà di uomo di scienza, con mente serena e scevra da pregiudizi, volta solo al benessere dei pazienti, alcuni testi fondamentali quali: Le malattie croniche e l' Organon dell'Arte del Guarire di S. Hahnemann e Le lezioni del Kent;

- che per poter discutere, nel bene e nel male, di qualsiasi argomento, il presupposto è conoscerlo e vagliarne poi la validità, ripeto con mente libera e scevra da condizionamenti;

- che le sue dure parole non corrispondono alla condizione di salute e benessere che si riscontra nei pazienti dopo le cure omeopatiche;

- che, a tal proposito, si informasse e si documentasse e se volesse frequentare apprezzati corsi di medicina omeopatica hahnemanniana sarebbe gradito ospite e avrebbe l'opportunità di vagliare personalmente casi e risultati clinici in quanto, noi medici omeopati, oltre a fare la necessaria e indispensabile diagnosi di malattia procediamo anche a fare la diagnosi di malato, cioè inserire quel determinato sintomo in un'economia più ampia che è l'essere umano in sofferenza, caratterizzato da un dinamismo vitale di ippocratica memoria.

Con la speranza di vederla ad un tavolo di dibattito aperto in nome della salute del paziente,

Le porgo distinti saluti.

 

Dott. Francesco Siccardi

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