Grillo vs Omeopatia. Ma Beppe, non si era detto di combattere le fake news?

Pubblicato il 14/08/2018

Categorie: Attualità

Autori: Michele Toffolon

Grillo vs Omeopatia. Ma Beppe, non si era detto di combattere le fake news?

(foto: Getty Images)

Sarà il caldo di agosto, sarà che il Grillo che ha fatto più parlare di sé ultimamente è il nostro Ministro della Salute (Giulia Grillo), fatto sta che il noto comico di casa nostra (Beppe, appunto) ieri ha detto la sua sull'Omeopatia. Come se ce ne fosse bisogno.

Il ritornello è sempre lo stesso che ci sentiamo ripetere da anni, "Non è scientificamente dimostrata l'efficacia".

Come mandare al vento centinaia di studi scientifici e oltre 200 anni di pratica clinica Omeopatica svolta da centinaia di migliaia di medici in praticamente tutti i Paesi del mondo. Ma il pozzo dei luoghi comuni a cui Grillo attinge non si esaurisce qui: improvvisamente i Medici Omeopati che la prescrivono sono stati "declassati" a "guaritori". Sei anni di laurea di Medicina, da quattro a sei anni di specialistica, da uno a tre anni di Scuola di Omeopatia (minimo) sono improvvisamente evaporati come neve al sole.

Evidentemente poi deve essersi dimenticato che a Terni il 17 maggio 2002 il Convegno Nazionale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici ha sancito che l'Omeopatia, come altre otto Medicine non Convenzionali, è da ritenersi a tutti gli effetti atto medico. O che a maggio 2018 "la classe medica tedesca abbia confermato l'utilità terapeutica dell'Omeopatia".

O che a ottobre 2017 i medicinali omeopatici sono stati equiparati in tutto e per tutto ai farmaci e le aziende del settore sono state obbligate a depositare i dossier per la registrazione dei prodotti e richiederne l'Autorizzazione all'Immissione in Commercio (la famosa AIC). Sostenere quindi che "non possono essere definiti (farmaci)" è quantomeno singolare.

In mezzo a tutto ciò, Grillo dispensa saggi e utili consigli ai farmacisti, facendo capire loro che sarebbe  sconveniente suggerire a un paziente un bravo Medico Omeopata a cui potersi rivolgere. Anzi, è un atteggiamento che sconfinerebbe quasi "nell'illegalità"!!

Ma non è finita qui: dalle pagine del suo blog ha constatato che le persone hanno difficoltà a "comprendere il significato della parola scientifico". Quindi cosa facciamo? Aiutiamo le persone a formarsi approfondendo l'argomento e comunicando informazioni corrette così che possano sviluppare un pensiero critico e possano prendere delle decisioni (per quello che compete loro) in autonomia per il proprio benessere e quello dei loro cari? Giammai!

Sia chiaro, è doveroso e auspicabile che lo Stato agisca per preservare il cittadino da medicinali dotati di azione terapeutica non comprovata. E a garanzia di questa azione ci sono anche i farmacisti, l'unica figura all'interno del personale sanitario con competenze specifiche per la distribuzione dei farmaci.

Chiedere quindi "la sospensione della vendita di prodotti senza che ne sia stata scientificamente comprovata l'efficacia" è sicuramente corretto, MA non si può applicare in alcun modo ai medicinali omeopatici, in quanto lo stesso Stato li considera 'farmaci'. Le farmacie quindi non "confondono i cittadini", ma sono al loro servizio.

Non dimentichiamo poi che in un Paese moderno e civile è vero che lo Stato ha il compito di proteggere la popolazione e garantire il commercio di medicinali idonei a questo nome, ma ogni cittadino deve avere anche il diritto di curarsi come desidera, anche perché la libertà di scelta terapeutica e di espressione sono garantite dalla nostra Costituzione (almeno finché non verrà modificata!).

Inoltre, non capisco a chi possa interessare eliminare l'Omeopatia, che non è controindicata in alcuna patologia, età o condizione di vita e non ha alcuno degli effetti tossici che caratterizzano invece la terapia farmacologica (negli USA i farmaci uccidono quasi 300.000 persone all'anno).

In conclusione, ringraziamo Grillo per il suo buon cuore, che emerge nuovamente quando consiglia almeno di bagnarsi la testa con "l'acqua fresca". Dite la verità, era da un po' di tempo che non ci sentivamo ripetere questa frase, forse il più famoso cliché al mondo sull'Omeopata.

Su questo punto ha già risposto magistralmente il Dr. De Giorgio qualche anno fa nell'articolo "L'omeopatia è veramente acqua fresca?".

Considerata "l'estate afosa", non credo serva sprecare altre parole per commentare l'uscita del comico nostrano. Ah, Beppe, mi dispiace ma questa non faceva ridere.

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