Terapia omeopatica in un caso di neoplasia esofagea nel gatto

Pubblicato il 05/11/2021

Categorie: Omeopatia per Animali

Autori: Luca Pecchia

Fonte: Il Medico Omeopata - Rivista

Terapia omeopatica in un caso di neoplasia esofagea nel gatto

Le patologie neoplastiche negli animali da compagnia possono evolvere in modo asintomatico o sviluppare sintomi fisici ad andamento lento e progressivo. Questo è il caso di Tommy, gatto di razza europea maschio 12 anni, sterilizzato: la Tomografia Computerizzata (TAC) individua un problema esofageo. Un sintomo poco rilevato in oncologia veterinaria, ma specificatamente trattato in oncologia umana è il dolore fisico. L’animale a differenza dell’uomo, non è in grado di esprimersi verbalmente, ma spesso atteggiamenti e comportamenti del paziente inducono a pensare che questo sintomo soggettivo sia all’ordine del giorno ancor più se la patologia è di natura neoplastica. In alcuni casi non potendo effettuare la chirurgia né utilizzare la chemioterapia, la terapia convenzionale antidolorifica rappresenta per il medico veterinario l’unico traguardo auspicabile. Lo scopo è di migliorare la qualità di vita del paziente, il caso clinico di Tommy rappresenta una reale dimostrazione della potenzialità di una medicina non convenzionale come la medicina omeopatica in un ambito così specifico.

MATERIALI E METODI

Il caso clinico

MOTIVO DELLA VISITA

Il primo incontro con Tommy avviene nel mese di febbraio del 2015, i proprietari lamentano episodi di cistite, disoressia, perdita di peso, rigurgiti, vomito post prandiale. Durante la giornata il gatto si isola, non interagisce con i proprietari, resta buona parte del tempo accucciato, occhi semichiusi, sembra particolarmente sofferente, il gatto ha il diabete mellito ed è sottoposto a terapia insulinica. Vista l’età suggerisco di far eseguire analisi del sangue per verificare le condizioni renali ed epatiche oltre la situazione glicemica del paziente.

VISITA CLINICA E ANALISI DEL CASO

Molto interessanti sono l’osservazione clinica diretta in ambulatorio e la fase d’interrogatorio omeopatico e la fase d’interrogatorio. Entrambi permettono di estrapolare una serie di indizi riguardo le abitudini del gatto, il modo di relazionarsi con gli estranei, gli atteggiamenti al di fuori dell’ambiente domestico. Il trasportino rappresenta uno dei punti dolenti di Tommy, il suo stato di ansia aumenta ogni qual volta deve andare dal veterinario. Il trasporto in auto rappresenta un ulteriore elemento di disagio psicofisico, un miagolio costante fino a destinazione. Il gatto durante la visita clinica, manifesta una particolare diffidenza nei miei confronti, confesso di aver faticato parecchio durante le manipolazioni cliniche. Tommy sembra gradire poco il contenimento, respiro frequente, deglutizione continua, preferisce restare incollato alla sua padrona, il contatto con lei attenua il suo stato di ansia. Tommy è descritto come un gatto frettoloso, mangia e beve velocemente, ed è una cosa che ha sempre fatto fin da piccolo. Ogni volta che manifesta conati, rigurgiti o vomito post prandiale, è molto spaventato e resta immobile con lo sguardo fisso, appare scosso emotivamente. In casa è un soggetto abitudinario, l’ambiente domestico è il suo regno, controlla tutto e tutti, predilige lo stesso alimento tutti i giorni ed esige il rispetto degli orari alle ore 06.00 per esempio è categorico che la ciotola sia riempita. Soggetto moderatamente affettuoso, sicuramente schivo con gli estranei si relaziona con i padroni a modo suo, è lui che alla stessa ora tutti i giorni va in cerca di loro per ricevere le attenzioni desiderate.

PRESCRIZIONE FARMACOLOGICA

L’insieme degli elementi raccolti durante la visita ambulatoriale e la fase d’interrogatorio permettono la raccolta di alcuni sintomi omeopatici. Dal programma computerizzato (RADAR) emergono numerosi rimedi, ma la totalità dei sintomi comportamentali e fisici del gatto mi induce a rivolgere la mia attenzione in particolare ad un medicamento omeopatico unitario ARSENICUM ALBUM, la posologia è in scala LM sotto forma di gocce da somministrare in plus. Il rimedio è somministrato in gocce nella ciotola dell’acqua bid per 30 giorni, il trattamento insulinico non è sospeso.

FOLLOW UP

Il paziente risponde bene alla terapia low dose, smette l’isolamento, si muove con maggiore indipendenza, riprende a mangiare con regolarità, riduce gradualmente i sintomi gastrici fino ad eliminarli del tutto. Anche lo svuotamento vescicale si regolarizza. La proprietaria, visto il graduale miglioramento clinico di Tommy, di sua iniziativa decide di sospendere il trattamento omeopatico senza contattarmi. A marzo 2015 Tommy manifesta una rapida recrudescenza dei sintomi: conati di vomito, rigurgita cibo ed acqua, smette completamente l’assunzione volontaria di solidi e liquidi, riprende a isolarsi, posizione perennemente accucciata con occhi semichiusi, facies sofferente. Resta immobile e anoressico per 48 h, i proprietari preoccupati decidono di portarlo in clinica veterinaria. I colleghi suggeriscono il ricovero immediato, Tommy non sopporta la lontananza da casa ma è una decisione indispensabile per il suo bene. In clinica è sottoposto ad una serie di accertamenti previa sedazione: analisi del sangue radiografia toracica, flebo ed alimentazione forzata. La radiografia toracica evidenzia piccole lesioni nodulari a carico del parenchima polmonare anche se Tommy non manifesta disturbi respiratori. I rigurgiti e il vomito postprandiale frequente indirizzano i colleghi verso un esame più specifico: ecografia addominale.

Per definire meglio il tipo di lesione è necessaria la tomografia computerizzata, mediante la quale si individua una massa in corrispondenza del tubo esofageo. Si preferisce eseguire un esofago-gastro-duodenoscopia per evidenziare meglio la massa, tale tecnica diagnostica permette l’esplorazione diretta del tratto digestivo superiore. E’ l’esame di elezione quando si sospetta una neoplasia a carico dell’apparato digerente, l’esame strumentale mette in luce una stenosi del 90% di un piccolo tratto del lume esofageo, come si può osservare dalle immagini, viene fatto un prelievo bioptico in sede. La diagnosi clinica come si evince dai referti è di neoplasia mesenchimale maligna esofagea. Si tratta di un evento raro negli animali da compagnia, questo tipo di tumore può essere di origine primaria, peri esofagea o di natura metastatica.

SCELTA TERAPEUTICA

Lo sconforto dei proprietari è inevitabile, conoscono molto bene Tommy, il ricovero, la sedazione, gli accertamenti diagnostici, le manipolazioni cliniche, l’alimentazione forzata, il distacco da casa hanno creato un forte trauma psico emotivo nel gatto. La situazione clinica è preoccupante, non di meno la gravità della diagnosi, memori del nostro primo incontro e dell’esito positivo della terapia omeopatica intrapresa, nell’occasione si mettono in contatto con il sottoscritto dicendomi che l’Omeopatia aveva fatto stare bene la prima volta Tommy perché non tentare ancora. Nel mese di marzo 2015 ho l’occasione di rivedere il gatto in ambulatorio. Acquisisco la cartella clinica ed i referti del caso, il comportamento di Tommy durante la seconda visita clinica è una fotocopia del nostro primo incontro. Nell’occasione resto particolarmente colpito da una frase della proprietaria: ogni cosa che inghiotte Tommy sembra si depositi sul fondo dell’esofago, è come se quest’organo fosse chiuso e non volesse far passare nulla. Secondo quelli che sono gli insegnamenti del Dr Hahnemann la proprietaria riferisce spontaneamente lo sviluppo dei disturbi dell’animale e quanto notato in lui. E’ compito del veterinario omeopata sentire ed annotare le risposte al fine di ottenere un quadro fedele della malattia. La frase descritta è illuminante perché ricordo di averla letta in Pocket Manual of homeopathic Materia Medica del Dr William Boericke, tradotta in italiano dal dr Roberto Petrucci. Essa conferma perfettamente la prima prescrizione omeopatica del mese di febbraio: Arsenicum Album.

PRESCRIZIONE FARMACOLOGICA

Medicamento omeopatico unitario: Arsenicum Album LM1 in gocce da somministrare in plus, posologia 8 gocce bid per 30 giorni.

FOLLOW UP

La situazione di Tommy migliora gradualmente nel giro di pochissimo tempo, il paziente riprende a muoversi per la casa, abbandona l’isolamento e lo stato di sofferenza fisica, si relaziona di più, si avvicina al cibo, assume volontariamente la sua razione: conati rigurgito e vomito sono solo un ricordo lontano. A distanza di un mese non ricevo più notizie, preoccupato telefono per accertarmi della situazione, il dubbio è che Tommy possa non avercela fatta. Con grande gioia scopro che tutto procede per il meglio, il gatto continua ad assumere la sua terapia omeopatica aumentando ogni mese la potenza del rimedio su scala LM. Il gatto ha ripreso le sue antiche abitudini, si alimenta alla stessa ora, gioca, è sereno e cerca le coccole quando vuole lui, i proprietari sono entusiasti della scelta terapeutica. La proprietaria vista la distanza dal mio ambulatorio non vuole stressare il gatto, mi aggiorna ogni mese con telefonate e mail nelle quali mi riferisce della condizione di Tommy, e mi invia le foto ed i filmati del suo gatto. I mesi passano e chiedo alla signora di poter effettuare un esame di controllo per vedere dopo un certo periodo che assumeva il rimedio la situazione a livello esofageo, magari con una ecografia di controllo. Mi dice che il gatto sta così bene, che non vuole effettuare ulteriori accertamenti, è anche passata in clinica per ritirare dei referti, i colleghi sono rimasti meravigliati dalla notizia che il gatto era ancora vivo, e gli hanno detto che è stata molto fortunata.

Il gatto ha convissuto a lungo con la sua patologia, nonostante la prognosi fosse di soli tre mesi di vita, la proprietaria mi ha inviato le foto fino all’ultimo mese, Tommy si è spento in modo sereno a febbraio del 2017, dopo due anni dalla diagnosi. La signora ancora oggi mi chiama, ad un anno di distanza, per salutarmi e ringraziarmi anche se il suo gatto non c’è più, e queste cose mi accadono solo quando utilizzo l’Omeopatia nella mia pratica clinica.

CONCLUSIONI

Il medicamento omeopatico unitario, prescritto e somministrato in diluizione LM, è stato in grado di modificare oltre ogni aspettativa, il quadro clinico di un gatto anziano, diabetico, affetto da cancro esofageo. Il ripristino delle funzioni vitali di Tommy, classificato inoperabile e con prognosi infausta (tre mesi di vita) dalla medicina convenzionale, non è dovuto alla rimozione meccanica della neoplasia locale, bensì alla capacità del medicamento omeopatico di interagire sull’intero sistema PNEI (psico-neuro-endocrino-immunologico) del paziente.

BIBLIOGRAFIA

  1. W. BOERICKE-Materia Medica Omeopatica-traduzione del Dott Roberto Petrucci, 2004
  2. J.H.CLARKE-Dizionario di farmacologia omeopatica clinica-Ipsa Editore, palermo, 1994
  3. F. DEL FRANCIA-Veterinaria Omeopatica e psicopatologia del cavallo-La casa verde per conto di Demetra s.r.l., San Martino di Buon Albergo (VR), 1990
  4. H.DUPRAT- Materia Medica Omeopatica, vol. tre-_Palombi Editori-2013
  5. R.PETRUCCI -pediatria,Temi e concetti in Medicina Omeopatica-Asterias,Milano, 2007
  6. J. SCHOLTEN- Omeopatia e gli elementi della tavola periodica - Salus Infirmorum Editori, Roncade (TV), 2007
  7. F. SCHRORYENS - Synthesis 9.1 in RADAR 10.1 Archibel; 2008
  8. F. VERMEULEN - Materia Medica Omeopatica Sinottica - Salus Infirmorum Editori, Roncade (TV), 2007

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