Due casi clinici omeopatici risolti con la somministrazione di Tarentula hispanica

Pubblicato il 13/11/2018

Categorie: Casi Clinici

Autori: Massimo Mangialavori

Fonte: Il Medico Omeopata - Rivista

Due casi clinici omeopatici risolti con la somministrazione di Tarentula hispanica

CASO CLINICO N° 1

Donatella 32 anni, parrucchiera, è una ragazza molto magra, carina che veste in modo sportivo. Si dimostra molto disinvolta nel dialogo, fino ad essere logorroica e spesso parla così velocemente che non mi è facile seguirla. Usa prevalentemente espressioni molto dirette, talvolta da maschiaccio, dandomi l'impressione di chi vuole fare sfoggio di una certa libertà di espressione, un po' al di sopra delle righe considerando la media delle pazienti che vedo.

Inoltre accenna a parecchi argomenti: uno dopo l'altro e senza approfondirne nessuno, nemmeno dopo una mia esplicita richiesta di chiarimenti.

Siede comodamente e spesso si appoggia con entrambe i gomiti sulla scrivania, ma si muove a scatti, con gesti veloci e nervosi.

Riporta spontaneamente:

Tre anni fa ho avuto una congiuntivite virale e da allora non sono stata più bene. In seguito ho iniziato ad avere delle vertigini... mi sentivo e mi sento ancora ondeggiare... mi sento di cadere se faccio una passerella... se poi vedo sotto scorrere dell'acqua mi sembra di caderci dentro ...

Ho spesso dei mal di stomaco, penso sia dovuto al fatto che da allora mangio sempre molto in fretta, ... e poi mi gira la testa ... mi resta l'aria qui (indica l'epigastrio) e devo fare molti rutti per mandarla via ...

Ho anche degli annebbiamenti alla vista ... mi viene un dolore dorsale, tra le scapole e mi arriva in cima alla testa e poi mi si annebbia la vista. È l'occhio destro quello che mi dà più fastidio ...

Sento spesso degli scricchiolii all'articolazione della mandibola e mi viene spesso un ronzio all'orecchio sinistro quando poggio la testa sul cuscino ...

Ho un dolore come da mestruazione all'ovaio sinistro quando ho il mestruo ... ma il fatto è che io non ho l'ovaio sinistro.

Quando avevo 23 anni fui operata d'urgenza per una cisti dermoide e mi asportarono anche metà dell'ovaio destro e già che c'erano anche l'appendice così evitavo di operarmi più avanti.

Sono stata anche operata a 26 anni di ernia epigastrica, che avevo dalla nascita. A 30 anni mi hanno operato di ragadi anali ... non avevo forti dolori ad andare di corpo ... ma sentivo un male terribile durante i rapporti ... anche adesso non mi è passato del tutto ed a volte è un trauma incredibile anche pulirmi se sto in piedi, ... devo restare seduta sul bidè e lavarmi con molta acqua calda.

Il mio problema principale ora è che cado dal sonno ... ci sono certi momenti della giornata che proprio non mi reggo in piedi e non so com'è ma mi si chiudono gli occhi ... in qualsiasi circostanza e la cosa mi spaventa un po'...

Chiedo spiegazioni.

Non c'è niente da spiegare ... mi succede e basta!

Mio marito dice che se facessi qualcosa di meno forse sarei meno stanca e che ho solo bisogno di un po' di SANO riposo come tutti gli essere umani ... ma lui non capisce niente. Questa è la mia vita e non la sua e lui non può, NON DEVE dirmi cosa IO DEVO FARE!

Domando che tipo di sintomi accusasse prima dell'asportazione dell'ovaio.

Ho sempre avuto le mestruazioni dolorose e sono state irregolari fino a dopo l'intervento ... potevano venirmi due volte in un mese e poi ritornarmi dopo cinque o sei mesi. Erano molto dolorose il primo giorno e mi sparivano tutti i mali se restavo a sedere, ma appena mi alzavo in piedi erano guai. Di solito i dolori erano all'inizio o alla fine del ciclo.

Domando cosa fosse capitato prima dell'intervento.

Stavo facendo l'amore ed ebbi un dolore terribile ... sulle prime ho pensato che fosse perché ero mestruata ... ma poi il dolore aumentava e se riprovavo dovevo interrompere perché era troppo forte. Dopo qualche giorno sono andata in ospedale e mi hanno operato d'urgenza. Mi hanno detto che era una cisti colore cioccolato e forse è per questo che io amo il cioccolato!

Chiedo spiegazioni.

Io mi alzo anche la notte a mangiare la cioccolata ... fino da bambina ... non mi piacciono tanto i dolci: ma la cioccolata è una libidine.

Domando che altri cibi la attirino.

Io mangio pochissimo ... ho sempre mangiato molto poco ... penso di non avere bisogno di mangiare tanto per vivere. Quando ero piccola era una lotta con i miei genitori perché non mangiavo mai ... mi sapeva fatica masticare ... penso. Ho preso il biberon per anni e poi volevo sempre spremute o altre cose liquide perché il sedermi a tavola era per me una perdita di tempo .... avevo molte cose più importanti da fare che perdere tempo con il cibo.

Anche ora sarei una ottima astronauta, mi nutrirei di pillole e frullati senza alcun problema ... per me mangiare è un optional ... anche la cioccolata la preferisco in pasta: amo la nutella ed in particolare le creme di gianduia e di nocciole ... se è cioccolata troppo dura ed amara mi fa schifo!

Domando se abbia mai notato particolari avversioni verso alcuni cibi o bevande.

È sicuro che se mangio il mascarpone e se soprattutto ci bevo dietro lo champagne mi vengono delle coliche da morire. Il vino mi dà poi subito alla testa, anche solo l'odore mi fa stare male e poi non digerisco niente se ci bevo dietro del vino.

Domando come vadano le funzioni intestinali.

Ho spesso delle coliche e poi dei periodi di stitichezza ... anche il mio intestino è come il mio umore: molto molto irritabile.

Chiedo spiegazioni.

Io sono una pane al pane e vino al vino. Mi incazzo con niente, specie a casa con mio marito ed i figli. Ma anche in negozio mando a quel paese le mie clienti se me le fanno girare. Sono una spiccia, scattosa ... non devono pestarmi le zampe altrimenti mordo!

Domando cosa le pesti le zampe.

Tutte le cose che sento poco rispettose della mia persona: io sono io e non intendo essere calpestata da nessuno!

M'informo circa il suo rapporto con il lavoro.

Frenetico! Totalizzante ... ma la mia vera passione è il ballo. Amo ballare da quando sono piccolina ... se sento un po' di ritmo non riesco a stare ferma, quando vado a ballare se qualcuno non mi invita dopo pochi minuti la sento nelle gambe ... come una frenesia: ... è più forte di me.

Le chiedo per quale motivo debba aspettare di essere invitata.

Perché se ballo da sola mi scateno, invece se sono in gruppo o siamo in due mi regolo su quello che fa quell'altro, anche se mi sento sempre un po' limitata, ma correrei il rischio di sembrare una esibizionista.

Per me la musica è un'esperienza intera!

Chiedo spiegazioni in merito all'interezza dell'esperienza.

La musica è un'esperienza intera, completa ... nel resto della mia vita ho spesso la sensazione di non vivere fino in fondo quello che vorrei ... non c'è mai abbastanza tempo, mentre lì c'è tutto ... è tutto lì nello stesso tempo, è difficile da spiegare ... ma sento che è così. Corro tutto il giorno perché voglio viverla fino in fondo questa vita ... quando ballo me ne dimentico, ma poi ho capito che non è così perché ballare è il mio giusto ritmo ed il resto della vita intorno che è diverso dal mio ritmo. Quando siamo tutti e due sulla stessa lunghezza non sento più la differenza ...

Pensando al rimedio chiedo una conferma con una domanda diretta e m'informo circa il suo rapporto con il fumo. Donatella si stizzisce e non vuole dirmi molto.

Ero una accanita fumatrice, ma smisi per una promessa fatta a mio padre, è una cosa personale.

I sintomi riportati da Donatella mi sembrano molto caratteristici del rimedio. Mi sembra di riconoscere i temi più caratteristici di quella che considero la famiglia omeopatica dei ragni.

L'iperattività piuttosto infruttuosa: anche se Donatella di fatto è riuscita, lavorando moltissimo, a gestire un buon lavoro, è comunque caratteristico dei pazienti-ragni dovere investire molto di più di quanto non facciano in modo molto più efficace altre persone.

La tendenza a lamentarsi continuamente, a proiettare all'esterno, a colpevolizzare la famiglia e poi la società che la circonda per le sue sofferenze.

Il bisogno di restare in modo caparbio dentro quell'ambiente che la fa soffrire ammalandosi ed esibendo i suoi mali. Il rapporto con il cibo, considerato un optional, un cibo da astronauta, qualcosa lontano dal piacere del sedersi a tavola e condividere uno dei più antichi e profondi rituali di accoglimento, dipendenza, socializzazione e nutrimento. L'atteggiamento posturale, la gestualità, la mimica, lo scarso senso di armonia e coordinazione motoria.

Resto colpito in modo particolare dall'atteggiamento autoreferente che mi sembra molto più estremo in Tarentula rispetto agli rimedi vicini: ... perché ballare è il mio giusto ritmo ed il resto della vita intorno che è diverso dal mio ritmo. Quando siamo tutti e due sulla stessa lunghezza non sento più la differenza ...

Inoltre, facendo riferimento ad altri casi trattati con successo, mi sembra che la sensazione di doversi limitare, di essere costretta da modelli sociali con i quali confrontarsi continuamente per poi lamentarsi di non sentirsi rispettata, sia ancora molto più evidente in Tarentula che negli altri ragni: Tutte le cose che sento poco rispettose della mia persona: io sono io e non intendo essere calpestata da nessuno!

Dulcis in fundo un'altra caratteristica di Tarentula che la distingue dai suoi cugini ragni, ma che la rende più vicina a Buthus australis, è la netta attitudine a vendicarsi dei torti che sente di avere subito dopo avere fatto di tutto per meritarseli": ... Ma anche in negozio mando a quel paese le mie clienti se me le fanno girare. Sono una spiccia, scattosa ... non devono pestarmi le zampe altrimenti mordo!

Buthus però di solito consuma la sua vendetta come un piatto freddo, in modo molto più elegante, elaborato, spesso intellettuale e decisamente più autolesionista. Tarentula di solito è molto più diretta, immediata, primitiva, persino goffa nella sue irrinunciabili vendette; l'autolesionismo di Tarentula è comunque meno profondo, anche sul piano squisitamente clinico.

Prescrivo Tarentula 30 CH.

Seconda Visita

Rivedo Donatella a distanza di circa due mesi.

Non ho quasi più il senso di vertigine, non mi sento più ondeggiare come prima e posso camminare tranquillamente sulle passerelle senza la paura di cader in acqua. Mi è sparito completamente il ronzio all'orecchio ...

La cosa che noto maggiormente è la diversità dello stare in mezzo alla gente ... è come se prima fossi stata più impaziente ... mi è anche comparsa una strana tranquillità sul lavoro ... prendo le cose con più filosofia e riesco anche a tirare tardi con una cliente senza stressarmi troppo.

La cosa che più mi disturba e che non mi diverto come prima quando vado a ballare e sono anche andata qualche volta a giocare a carte con le mie amiche invece di uscire in discoteca ... Mi sento più stanca di alzarmi al mattino ... come se avessi meno carica di affrontare la giornata .. mi accorgo che faccio meno cose ma questo non mi disturba: è come se mi fossi impigrita e non mi importasse di esserlo.

Noto anche una certa rilassatezza a livello sessuale ... prima ero molto attiva quando avevo le mestruazioni, mentre adesso mi sento meno carica e non ho più tanto la necessità di scaricarmi facendo del sesso.

Domando qualcosa di più preciso sulla sua vita sessuale.

Era un problema con mio marito all'inizio ... lui non voleva avere rapporti con le mestruazioni, ma io mi sento molto più carica e disinibita in quel periodo ... e poi è l'unico modo per farmi stare tranquilla: altrimenti sono una mina inesplosa e guai a chi mi tocca!

È una cosa strana ... perché quando mio marito mi avvicina lo mando via, ma in realtà lo vorrei più insistente e più brutale, se si può dire. Lui invece è molto dolce e carino, e mi sta bene, ma il sesso non è fatto di sole carezze: io ci metto tutta la mia carica e la mia energia. Forse perché quando eravamo più giovani era il periodo più sicuro per non avere figli, o forse perché con il ciclo sono nervosa ed ho bisogno di scaricarmi ...

Chiedo qualcosa circa il suo rapporto con i bambini.

Io ho una figlia di 3 anni ed ho tanto paura di perderla, ma non la tratto troppo bene perché sono una mamma troppo ansiosa e poco materna.

La mia pancia non va d'accordo con i bambini e l'idea di avere qualcosa dentro di me non mi aggrada molto. Mia figlia ci chiede un fratellino da tanto tempo ... ha solo dei cugini grandi ... ma io non mi sento ancora pronta. Quando restai incinta non la avevamo cercata ed io dovetti lottare contro me stessa per accettare la mia pancia gonfia e quella cosa lì dentro: come una rana viva ... Mi dava fastidio anche l'idea di dovere mangiare per lei ... e non potere seguire i miei ritmi.

Domando come va con il sonno.

Mi sento meno attiva, ma il sonno è diverso da prima ... non ho più la sonnolenza, non ci avevo pensato. Ora mi alzo un po' con calma ma non ho più voglia di dormire tutto il giorno ... mi bastano le mie cinque-sei ore di sonno e sono a posto ... per tutto il giorno.

Chiedo qualcosa sul suo rapporto con il cibo.

Anche quello è un po' diverso ... mi è passata la smania per la cioccolata, ma non tollero affatto il vino ... ho riprovato e mi blocca la digestione: dopo devo vomitare! Ho bevuto dello champagne e mi è venuta la diarrea e poi mi vengono le coliche se mangio il brodo, non mi era mai successo, prima ci vivevo con il brodo. Mangio, però, sempre in fretta ... ed il cibo per me è sempre un optional.

Domando come vadano gli scrosci articolari.

Non me ne sono più accorta e quindi penso di non averli avuti.

Consiglio a Donatella di aspettare perché mi sembra che la sua reazione al rimedio sia stata buona, ma lai insiste di volere continuare con la cura con qualcosa di più forte. Il suo punto di vista, considerando i risultati, è che: Se è possibile darmi qualcosa per farmi stare ancora meglio e subito non vedo cosa ci sia da aspettare ...

Le consiglio di continuare con Tarentula 35 K.

Terza Visita

Rivedo Donatella su sua richiesta a distanza di quattro mesi.

Stavo benissimo e poi ... mi hanno sfrattata dal negozio ... solo per una questione di puntiglio della padrona ... ed ora mi trovo ad avere avviato una attività e la figlia della padrona ci aprirà la sua: FREGANDOMI TUTTE LE CLIENTI. Il nostro è un piccolo paese e non c'è posto per due come in città ... mi tocca di ricominciare daccapo in un altro paese ... Questo non lo tollero. Non è per dovere rifare tutto da zero, ma per il gesto e la cattiveria che mi hanno fatto. Avevo assunto la figlia della padrona che è una che non sa fare niente ... le ho messo in mano un mestiere e questa mi ricompensa così ...

Mi faccio paura da sola perché se la incontro per la strada la ammazzo, l'altro giorno stavo per metterla sotto in macchina e poi ho pensato a mia figlia. Avevo già progettato di fare un altro figlio per accontentare la mia bambina ed ora ... Devo essere sincera, mi sono già vendicata ma non è abbastanza per quello che mi ha fatto.

Domando, se lecito, in cosa sia consistita la sua vendetta.

Mio marito fa l'idraulico e mi ha spiegato una serie di cose ... Dovevo lasciare il negozio la scorsa settimana e le ho riempito le tubature idrauliche del negozio e dell'aria condizionata con un acido ad azione molto lenta ... tra qualche settimana sarà costretta a rifare tutto l'impianto e sembrerà un difetto causato dall'impianto elettrico: non resterà un pezzo di tubo sano e dovrà rompere e rifare tutti i pavimenti. Sarà costretta a chiudere per almeno un mese!

Chiedo che effetto le faccia avere messo in atto la sua vendetta.

Sicuramente non bello, ma era il minimo che potessi fare ... L'impianto si era già rotto lo scorso anno e lo fece mio marito senza farle pagare niente visto che il negozio lo gestivo io ... avevo chiesto un contributo di buona uscita, ma non ho la possibilità di pagare un avvocato buono come il suo ...

Per tante altre storie ci esco rimettendoci un sacco, troppo ...

Domando cosa la abbia spinta a farsi visitare ancora.

Ho iniziato con le mestruazioni abbondanti qualche tempo fa e mi durano anche 20 giorni e poi mi vengono delle perdite schifose che mi continuano fino all'arrivo delle mestruazioni ... perdo sempre qualcosa: o sangue o muco ... ma penso di avere perso dell'altro e più importante in questi mesi.

Domando chiarimenti.

Ci avevo messo l'anima in quel negozio ... l'ho creato io ed al mio paese dove tutti mi credevano una poco di buono: è stato uno smacco troppo grande.

Sono dimagrita 5 chili per la rabbia. Già mangiavo poco prima, adesso mangio ancora di meno e volevo fare un altro figlio ... mi ha sconvolto tutti i miei progetti.

Prescrivo Tarentula 200 CH.

A distanza di dieci giorni Donatella viene ricoverata d'urgenza per un sospetto addome acuto comparso improvvisamente mentre era in pizzeria con gli amici un Sabato sera. Dopo qualche giorno di osservazione viene dimessa con una dubbia diagnosi di sospetta incarcerazione di un'ansa intestinale. Alla dimissione dall'ospedale comincia un nuovo flusso mestruale che si presenta con tutte le caratteristiche di una metrorragia che si protrae per dieci giorni, nonostante l'assunzione ripetuta del rimedio e di un antiemorragico che la paziente decide comunque di prendere perché troppo spaventata. Dopo circa dieci giorni l'emorragia si arresta e Donatella dichiara di sentirsi molto meglio, nonostante sia diminuita ulteriormente di peso ed abbia perso una notevole quantità di sangue. Contrariamente ai mesi precedenti non compare la leucorrea a fine ciclo.

Quarta Visita

Rivedo la paziente a distanza di circa trenta giorni dall'episodio.

Mi sento molto meglio ed ho già recuperato quattro chili.

Credo di avere in parte pagato per la cattiveria che ho commesso, ma soprattutto ho eliminato tanta rabbia e dolore.

Mi sembra di sentirmi più tranquilla ora e mi sento anche più fiduciosa.

Nel frattempo ho preso un altro negozio ed ho deciso comunque di regalare a mia figlia ed a noi due un nuovo fratellino.

Le chiedo cosa le faccia credere che sarà un maschio.

Può essere soltanto maschio dopo quello che ho passato ... non ho motivo di partorire una femmina ora ... è più impegnativa l'idea di un maschietto e penso che sarò tanto brava da riuscirci. Sto ascoltando tutti i giorni un po' di musica jazz e country ... si balla diversamente dalle cosa frenetiche che ballo di solito ed è più adatta, quindi, a concepire maschi.

Domando cosa intenda per donna-isterica.

Una di quelle che prima pensano con l'utero e poi con i sentimenti ... solo alla fine con la testa ... Mi sento cresciuta, o meglio che sto crescendo ... non ho più bisogno di svenire in pizzeria e fare credere a tutti che soffro così tanto ...

Penso che mi vuole bene mi vuole bene lo stesso anche se non sono malata ed anche se mi viene la pancia grossa con un ranocchio dentro. Mio marito lo sento vicino ed anche i miei genitori me lo hanno dimostrato. Me lo hanno sempre dimostrato ma per me non era mai abbastanza.

Comunico a Donatella che non ritengo opportuno prescrivere un rimedio e le consiglio di tenermi aggiornato sull'evoluzione della sua situazione: questa volta accetta di buon grado.

Dopo quattro mesi Donatella resta incinta.

Prescrivo ancora Tarentula 200 CH per pochi giorni ai primi sintomi di vomito gravidico in quanto Donatella è spaventata dall'idea di perdere peso e che questo possa danneggiare in qualche modo il bambino.

L'effetto del rimedio è praticamente immediato e molto duraturo, tanto da dovere ripetere solo due assunzioni nell'arco di tre mesi per sintomi che riappaiono a distanza, ma in modo molto meno intenso.

Donatella trascorre una bella gravidanza e non vuole sapere di che sesso sarà il nascituro. Partorisce in casa, a termine un bel maschietto. Da allora seguo regolarmente Donatella e la sua famiglia e non ho dovuto ripetere altri rimedi nell'arco di circa quattro anni.

Solo in seguito a qualche sintomo influenzale più inabilitante ho ripetuto Tarentula e sempre con buoni risultati.

 

CASO N° 2

Raffaella di 20 mesi, sindrome di Down.

Al momento della prima visita la bambina è in terapia con GARDENALE, NOPROM ed altri farmaci di cui i genitori non ricordano i nomi. La piccola sembra molto tranquilla ed attenta all'ambiente circostante: si guarda intorno per buona parte della visita e dimostra di essere socievole nei confronti degli estranei, sorride spesso quando viene stimolata e dimostra attenzione ai giochi ed ai colori che le propongo. I riflessi sono nella norma e si muove bene, ha iniziato a camminare verso il 16° mese ed attualmente sembra molto autonoma. Raffaella è figlia unica ed i genitori mi danno l'impressione di avere molto da elaborare rispetto all'esperienza di una figlia con questo tipo di problema.

Il padre in particolare resta seduto distante e mi guarda imbronciato per tutta la durata della consultazione, mentre la madre sembra più disponibile ma poco convinta sulla possibile efficacia di una terapia omeopatica. In generale ho la sensazione che i genitori siano molto più orientati ad una possibile soluzione farmacologica del problema della piccola.

Infatti fino ad ora hanno pellegrinato da molti colleghi fino ad approdare ad un conoscente del padre che ha suggerito una terapia, piuttosto discutibile, considerando soprattutto la completa assenza di sintomi neurologici di Raffaella.

La madre in particolare mi parla della bambina come se fosse molto più adulta ed indipendente di quanto non sia in realtà. Per tutta la durata della visita provo una sensazione di disagio e concludo con la netta sensazione di non essere riuscito ad agganciare la coppia, mentre con la bambina non ho avuto nessuna difficoltà a visitarla e tanto meno a mettermi in relazione proponendole qualche gioco o avvicinandomi per accarezzarla.

Riporta la madre.

È sempre piena di catarro: da pochi mesi dopo la nascita ha cominciato ad avere un raffreddore che non le è ancora passato. Da qualche settimana ha spesso la tosse e non migliora neanche con la terapia antibiotica e l'aerosol che ci ha consigliato il pediatra.

È molto vivace ed è difficile farla dormire: da quando cammina corre per casa fino ad oltre mezzanotte, ma una volta addormentata continua a dormire fino al mattino anche se fa il diavolo a quattro nel letto, la trovo sempre scoperta ed ho notato che si muove molto nel sonno finché non riesce a scoprirsi.

Domando di che umore sia di solito la piccola.

Quando la sgridiamo si mette giù e si nasconde con il viso, spesso si butta per terra poggiando e nascondendo la testa nella piega del braccio. Mi sembra una bambina molto permalosa. Cerca di solito un angolo isolato della casa per andare a giocare da sola, questo capita spesso quando non riusciamo più a seguirla perché siamo esausti ... vorrebbe sempre attenzione e sempre giocare ... ma arrivati a sera io sono molto stanca e mio marito pure.

Allora Raffaella si cerca un angolino tranquillo e si nasconde a giocare da sola e se andiamo a cercarla lei non vuole più rivolgerci attenzione, fa la permalosa e la risentita. Si siede spesso per terra e non vuole i pantaloncini e se può si toglie anche le mutandine: le piace stare a contatto del pavimento con le gambine e possibilmente con il sederino nudi. Le piaciono gli ambienti freschi ed abbiamo visto che non sta volentieri in spiaggia ed al mare diventa nervosissima. Ama giocare con l'acqua, però, ... è l'unica cosa che la convince a venire in spiaggia.

Chiedo che tipo di reazione manifesti ad eventuali rimproveri.

Vuole stare da sola e non vuole più essere presa in braccio, almeno finché non le è passato.

Domando che reazione abbia ad altri stimoli dell'ambiente.

Le piace moltissimo la musica e la ricerca: balla spesso davanti alla televisione.

Chiedo come sia il rapporto con il cibo.

Non ha mai voluto assaggiare la frutta, tranne la banana, ma per due volte ha avuto una febbre alta, fino a 40°, dopo avere mangiato le banane, per cui sto attenta a darla con moderazione. In quelle occasioni ne aveva mangiate anche quattro o cinque di fila. È golosissima di prosciutto crudo, specie se è salato ed è stitica fin dalla nascita. Ha sempre fatto delle feci caprine, a palline dure e molto scarse ... ha iniziato ad evacuare meglio da dopo la terapia con il GARDENALE. Chiede moltissimo da bere ed ha sete, soprattutto la sera dopo cena, ma penso che sia dovuto alla quantità di prosciutto che mangia ed al fatto che devo stare attenta al sale in casa perché appena può lo va a leccare.

All'esame obiettivo Raffaella presenta una candidosi del cavo orale diffusa soprattutto alle guance, la lingua è molto arrossata con diversi puntini bianchi. Domando alla madre se si erano già accorti di qualcosa di simile in passato.

Ha avuto spesso il mughetto, dai primi giorni di vita. Io faccio delle toccature con il violetto di genziana, ma dopo la terapia con il GARDENALE la situazione è molto peggiorata.

Domando a che scopo stia seguendo la terapia con il GARDENALE.

Stiamo facendo seguire la bambina da un centro specializzato per la terapia di questi bimbi e ci hanno detto che la cura che fa è un protocollo americano che stanno sperimentando da tempo con ottimi risultati. Anche io ero un po' perplessa visto che la bambina non ha avuto mai nessuna malattia, ma mio marito ci tiene molto perché ha una grande fiducia in un suo amico che lavora in questo centro.

Ritengo più opportuno non contraddire i genitori di Raffaella anche se illustro loro le mie difficoltà nel seguire un caso in cui non mi è possibile osservare al meglio i sintomi più autentici del paziente. Propongo pertanto una terapia di "appoggio" a quella farmacologica, ma senza assumermi la minima responsabilità sull'esito della terapia stessa, riservandomi, in futuro, di decidere se continuare a seguire il caso.

Prescrivo poco convinto una dose di NATRUM MURIATICUM 200 K.

Dopo qualche giorno mi telefona la madre riferendomi che Raffaella sta molto meglio con la tosse ed il catarro e che mangia con più appetito.

Ricevo un'altra telefonata dopo quasi un mese in quanto i sintomi di catarro e tosse si sono ripresentati con le stesse modalità.

Prescrivo NATRUM MK e dopo pochi giorni la situazione si normalizza.

Seconda Visita

Rivedo Raffaella a distanza di tre mesi dalla prima visita. La situazione rispetto alla visita precedente non è cambiata. Il padre questa volta vorrebbe addirittura restare fuori con la bambina fino al momento in cui devo visitarla sul lettino. Non mi è facile fargli comprendere che ho bisogno anche di osservare la piccola. Parla ancora la madre.

È ancora piena di catarro, la tosse ed il raffreddore migliorano per qualche giorno e poi ritornano. Dopo la dose M la bambina è stata bene per quasi un mese, ma ora sta di nuovo come prima. Però abbiamo notato che ha delle reazioni diverse rispetto a qualche mese fa: non si butta più per terra quando la sgridiamo, adesso ci mette meno tempo per ritornare da noi a fare la pace. Prima andava a nascondersi negli angoli più spesso, ma è scontrosa quando è nervosa e ci manda via se sta giocando da sola: non vuole essere disturbata.

Ha cominciato a mangiare anche dolci, ma il prosciutto resta sempre il suo cibo preferito. Ha cominciato ad andare a letto verso le 22 ed non ha così tanta voglia di giocare fino a tardi. Prima faceva impazzire me e mio marito e voleva tenerci in piedi fino a tardi.

Domando come va il mughetto.

È scomparso dopo la prima dose 200 e la pelle della bimba è meno secca in generale. Ma ora ha spesso gli occhi agglutinati al mattino e fatica ad aprirli ... il mattino sembra essere un momento critico per lei: è sempre più nervosa.

M'informo circa la sete.

Beve sempre tantissimo, ma mi è difficile controllare che non mangi il sale di nascosto.

Mi resta difficile comprendere come a quell'età Raffaella sia capace di procurarsi il sale in maniera indipendente. Vuole sempre un po' di acqua, certi giorni mi chiede da bere anche ogni 30 minuti e bere anche più di un bicchiere.

Chiedo alla madre come stiano andando i controlli al "centro specialistico":

I medici sono contenti, dicono che Raffaella è molto sveglia e che può sopportare anche una dose più elevata di GARDENALE per la sua età ed il suo peso corporeo.

Cerco di essere più incisivo della volta scorsa in merito alla terapia suggerita e ribadisco la mia posizione di terapia di "appoggio". Comunico alla madre che se con la prossima terapia non noterò dei sostanziali cambiamenti preferisco non occuparmi più del caso. La madre è visibilmente contrariata e cerca di fare appello al mio spirito umanitario dicendomi anche che i genitori dei bambini Down sono in balia di tante teorie e medici che spesso sono in contrasto fra loro e non è facile scegliere fra le varie proposte, per cui la loro strategia è cercare di fare coesistere quello che loro reputano più adatto.

Rispondo che devono e dovranno comunque operare molte altre scelte nel corso degli anni, su tante altre cose che riguardano il futuro della bambina e che non mi sembra corretta la loro richiesta: visto che mi domandano di seguire Raffaella come medico personale e che mi ritengo responsabile della paziente di fronte ad una patologia acuta.

Decido di continuare per il momento con NATRUM MURIATICUM XMK in attesa di nuovi sviluppi. Dopo pochi giorni Raffaella sta di nuovo meglio e questa volta il miglioramento è più duraturo; nel frattempo, però, richiedo alla madre di portarmi la bambina in visita per brevi e più frequenti controlli in quanto preferisco accertarmi di persona su quello che viene riportato.

I genitori restano dell'avviso di continuare la terapia allopatica, ma la madre comincia manifestare qualche disaccordo con il marito.

Terza Visita

Rivedo Raffaella dopo cinque mesi dalla prima visita.

Dopo la 10M la bambina è stata molto meglio: non ha più avuto catarro e le sono usciti otto dentini. Respira molto bene e non le cola più il naso. Prima le lacrimavano spesso gli occhi ed ora non succede più. Si sveglia, però, con gli occhi sempre appiccicati ed è nervosissima al mattino. Ha una crosticina gialla intorno agli occhi: difficile da staccare. È sempre scoperta la notte e si agita tantissimo nel suo lettino, se riesce si toglie le calze anche di notte.

Sbava tantissimo ed ha spesso le mani in bocca. Però controlla meno bene i muscoli della testa (in realtà quelli del collo) e comincia a tenere la lingua di fuori. Tante volte la sgrido perché la tenga dentro, mi hanno consigliato di farglielo notare, ma vedo che non mi dà retta e dopo un po' protrude nuovamente la lingua. Non lo aveva mai fatto e non è molto carino da vedersi.

Domando come reagisca Raffaella a questi rimproveri.

Adesso quando è ripresa sembra che non se la prende più. Ma è strana ... si isola tantissimo, specie quando fa qualcosa che sa non deve fare: si nasconde e non si fa sentire. Passa delle ore intere in un angolino o dietro una poltrona, oppure sotto il letto e gioca da sola.

Chiedo se abbiano notato altro.

È diventata sensibilissima ai rumori, si mette a piangere quando mio marito usa la sega o il trapano in casa. Lui è un patito del bricolage e fino ad ora Raffaella non si era mai lamentata: da circa un mese non tollera i rumori continuativi ed acuti ... ieri ha pianto appena ho acceso la lavastoviglie. Si aggrappa a me e vuole essere presa in braccio, come se avesse paura e poi si mette a piangere ed indica il con il dito la provenienza del rumore.

Domando se abbiano notato qualcosa di nuovo nel suo rapporto con il cibo.

È sempre golosissima di prosciutto crudo, ma mangia più volentieri tutta la frutta e non solo le banane. Ha sempre moltissima sete, ma non va più a pizzicare il sale. Andava meglio di corpo, quasi tutti giorni, e senza fare la cacca come una capretta, ma dopo un iniziale miglioramento con il GARDENALE, mesi fa, ha ricominciato ad essere stitica. Non ha più avuto il mughetto, ma ha la bocca piena di bollicine nella zona dove il ciuccio tocca la pelle.

L'unica cosa che purtroppo noto obiettivamente è uno stato di maggiore torpore della bambina: Raffaella è senza dubbio meno vivace, ma perché sembra sedata e non tranquilla. Osservo ancora una profusa salivazione che non mi sembra essere solo in relazione con la dentizione in quanto Raffaella tiene quasi costantemente la lingua protrusa, inoltre la saliva è bollosa e l'aspetto della facies ricorda quella di BUFO.

Comunico ai genitori di non potere fare altro per la bambina se decidono di continuare la terapia allopatica, li invito a pensarci con calma ed a farmi sapere cosa decidono.

Il padre di Raffaella assume una colorazione paonazza, mentre la madre sembra in dubbio se prendersela di più con me o con il marito.

A distanza di quattro mesi mi telefona la madre comunicandomi di avere dato una dose di NATRUM 50M dopo avere consultato un altro collega che si dimostrava d'accordo con la prescrizione e che era disposto a seguire la bambina nonostante l'altra terapia. Rispondo che sono contento di notare tanto accanimento nel desiderare di continuare una terapia omeopatica, ma mi farebbe più piacere osservare da parte dei genitori anche un po' di fiducia nella terapia stessa.

Dopo pochi giorni mi richiama il padre di Raffaella dichiarandosi disposto a ritentare con la terapia omeopatica. Gli faccio notare che non si tratta di ri-tentare, semmai di cominciare.

Domando cosa li abbia spinti a questa decisione. Il padre risponde che Raffaella sembra intontita e che riesce loro sempre più difficile stabilire una buona comunicazione con la bambina.

Richiedo almeno un anno di tempo per potere osservare con calma l'andamento della terapia e chiedo di rivedere la bambina dopo due mesi dalla sospensione del GARDENALE e degli altri farmaci.

Quarta Visita

Alla successiva visita la madre mi riporta:

La bambina è sempre più chiusa ... alla minima contraddizione si chiude in un angolo e non ci parla per dei giorni. Vuole sempre andare a nascondersi e gioca da sola per ore e non vuole essere disturbata. Si è fatta un suo angolino con un tappeto e dei libri che delimitano il suo spazio all'interno del quale lei gioca e non vuole che nessuno si avvicini, altrimenti diventa molto nervosa ed aggressiva, arriva anche a morderci se insistiamo.

Domando se il rapporto con la musica sia sempre come tempo fa.

Balla spesso e le piace la musica ma non vuole che balliamo con lei, sembra che voglia soltanto farsi guardare ... ma solo quando sente la musica di certe pubblicità o altre musiche ritmate, altrimenti la musica che ascoltiamo in casa la infastidisce molto e si può anche mettere a piangere. Anche i rumori non li tollera, al punto che mio marito si è fatto una piccola officina in garage per potere lavorare indisturbato. Quando sente passare un motorino per la strada mi salta subito in braccio ed urla.

È sempre golosissima di prosciutto ma non va più a mangiare il sale. È sempre patita per le banane. Beve sempre tantissimo: specie la notte.

La notte si scopre sempre e cerca di togliersi le calze, se le metto la tutina è capace di svegliarsi e non dorme finché non la svesto.

Considero alcuni sintomi repertoriali che mi confermano l'ipotesi di alcuni concetti fondanti per Lycosa tarentula e mi rendo conto di quanto sia stata superficiale e preconcetta la mia precedente prescrizione di Natrum muriaticum, anche se il rimedio ha forse sortito un buon effetto come sintomatico.

Come spesso accade, per nostra fortuna, una prescrizione superficiale può aiutare comunque a superare alcune patologie ed a legittimare la teoria della cipolla che in questo caso, ad un'osservazione più approfondita, è diventata però un ortaggio alquanto differente. Infatti, a mio avviso, nel caso di Natrum muriaticum uno dei temi fondanti è la sensazione di fondo di essere incompreso con la necessità di cercare di costruire rapporti estremamente selettivi, mettendo a dura prova gli eventuali partner nel tentativo di essere capiti al di là delle loro apparenze.

I ragni, e Tarentula in modo particolare, esibiscono in modo plateale la loro sofferenza: hanno bisogno di un pubblico. La danza di Tarentula non è come quella di Natrum muriaticum, di Sepia o di Medusa. In quest'ultimo caso si tratta di una dimensione molto intima, di un rapporto del corpo con sé stessi. Di solito è una musica sentita come qualcosa di romantico, melodico, malinconico ... non proprio l'isterica, scomposta, quasi selvaggia esibizione di Tarentula.

Anche il bambino Natrum subisce il rimprovero come un gesto di incomprensione che non viene facilmente elaborato, qualcosa che finisce per sommarsi alle simili esperienze che nel tempo diventano funzionali alla sua finissima strategia di evitamento e di precisa selezione dei rapporti.

Tarentula subisce il rimprovero quasi come un gesto persecutorio rispetto al quale struttura una strategia poco elaborata, immediata e tesa e restituire in maniera amplificata la sua rabbia ai colpevoli. Nel tempo Tarentula evita i rapporti in maniera molto differente costruendo ed allargando il suo teatro verso tutta la società che lo circonda.

Mi sembra ovvio, che soprattutto in un caso del genere, non sia possibile considerare le evidenti difficoltà della bambina avulse da quelle dei suoi genitori: viene spontaneo chiedersi chi ha maggiore bisogno di essere curato e per che cosa. Ma dovendomi e potendomi occupare allora solo di Raffaella ho tenuto in considerazione alcuni aspetti che potrebbero essere utili per abbozzare qualcosa di più sull'ambiente in cui può crescere e svilupparsi una strategia difensiva che noi chiamiamo Tarentula. Non ho nessuna intenzione di entrare nell'annoso ed insolvibile problema di quanto sia più rilevante tra la struttura genetica e quella dell'ambiente. Personalmente ritengo questa dicotomia un esercizio intellettuale che non ci aiuta a comprendere l'essere umano in una visione dinamica ed unitaria.

Riporto solo alcuni dei noti sintomi repertoriali dell'analisi di questo caso: Decido pertanto di prescrivere TARENTULA HISPANICA MK.

Ricevo dopo circa venti giorni una telefonata della madre che mi comunica la ricomparsa del mughetto e l'intensa ipersensibilità ai rumori che porta spesso Raffaella a piangere. In pochi giorni la situazione si normalizza.

Quinta visita

Rivedo Raffaella dopo tre mesi dalla prescrizione di TARENTULA.

La bambina è molto più vivace, ma senza essere terribile come prima. Abbiamo raggiunto un buon compromesso con i medici che la seguivano che alla fine hanno accettato la nostra decisione di sospendere la loro terapia, ma ci hanno chiesto di potere comunque continuare a seguire la bambina. Anzi mi sembravano quasi contenti perché l'hanno messa nel gruppo di controllo della loro casistica.

Raffaella è vivace ed ora gioca bene anche con i suoi compagni all'asilo.

Le abbiamo fatto cominciare un corso di nuoto e si diverte tantissimo ed ha una ottima acquaticità, tanto da nuotare meglio di tanti altri bimbi. Non ha più avuto il mughetto né lo scolo oculare, siamo andati al mare ed è rimasta volentieri in spiaggia. Tiene bene dentro la lingua ed è senz'altro più attenta ed ho sguardo più sveglio.

Faccio notare alla madre che quanto mi riporta in buona parte dipende dalla sospensione del GARDENALE e lei risponde prontamente:

Ma ho letto qualcosa sull'uso omeopatico della TARENTULA e sono d'accordo con la prescrizione ... mia figlia ha ora un atteggiamento diverso nei confronti della musica. Non si irrita più quando sente una musica che non le piace e non balla subito appena sente la pubblicità della Coca-Cola.

Le piace moltissimo la musica e canta e balla volentieri tutte le musiche che le proponiamo noi e le sue maestre. Non ha più pianto al minimo rumore ed ha assunto un atteggiamento diverso nei confronti dei nostri limitati rimproveri.

Mi congratulo con la madre per la fiducia dimostrata nell'omeopata e nell'omeopatia. Noto una situazione di imbarazzo della donna che sembra non capire se si tratta di una battuta o di una affermazione seria. Chiedo chiarimenti in merito alle reazioni ai rimproveri.

Si ritira ancora ... ma sembra più fiera che risentita, anche perché poco dopo ritorna e si comporta come se niente fosse successo e se la facciamo ragionare ha imparato a dire va-bene. È diventata un po' aggressiva con il cuginetto. Lo spinge e lo butta per terra quando si sente poco ascoltata. Comunque è molto affettuosa quando lo vede piangere, a dire il vero è molta affettuosa con tutti i bambini dell'asilo, stando a quanto dicono le maestre. Bacia ed abbraccia i suoi compagni e vuole baciare solo i maschietti sulla bocca.

Domando come si comporta all'asilo.

Le maestre dicono che è più disponibile a giocare in compagnia ma dopo un po' si stufa e preferisce giocare da sola. Anche a casa ci cerca ma ha comunque bisogno dei suoi spazi. I medici che la seguono dicono che sia un grosso progresso il fatto che ci faccia entrare nel suo tappetino a giocare con lei, anche se bisogna chiederglielo ... altrimenti si arrabbia.

Chiedo qualcosa in merito al rapporto col cibo.

Ha smesso di cercare le banane, ma è ancora golosa di prosciutto.

Beve, però, molto meno di prima e non cerca più il sale e neanche il prosciutto salato, preferisce quello dolce. L'intestino va benissimo, non è mai stata così regolare.

Noto ancora che Raffaella tiene bene la bocca chiusa e dimostra nettamente una migliore coordinazione nei movimenti. La bambina è stata tranquilla a giocare dietro l'angolo dell'armadio del mio studio ed ogni tanto faceva capolino con la testa per farmi un sorriso.

A distanza di circa cinque mesi ricevo una telefonata della madre in quanto Raffaella è tornata dall'asilo con la febbre a 40° e le tonsille molto ingrossate.

Consiglio di ripetere TARENTULA MK e la sintomatologia regredisce in poche ore per ripresentarsi a distanza di due giorni.

Prescrivo nuovamente TARENTULA 10MK in quanto la ripetizione della M non sortisce un buon effetto: la bambina guarisce velocemente.

Non sono riuscito a sapere qualcosa di più preciso circa possibili circostanze accessorie, ma sembra che il rapporto con il padre non sia molto facile. Infatti la madre insiste per avere un altro bambino mentre il padre sembra non volerne sapere.

Ma a distanza di un anno nasce un fratellino e Raffaella sembra molto contenta del nuovo arrivato: non manifesta particolari gelosie ed aiuta volentieri la madre nell'accudire il piccolo.

Fino ad oggi Raffaella sta crescendo bene e risponde prontamente al rimedio che ho dovuto somministrare in qualche occasione.

L'unico problema di cui si lamentano a scuola è che vuole baciare i maschietti sulla bocca.

Prodotto Consigliato

Perle di Materia Medica Omeopatica

Lo trovi anche in: Materia Medica Omeopatica

Pagine: 72, Tipologia: Libro cartaceo, Editore: Salus Infirmorum
Prezzo 11,40 € invece di 12,00 € Sconto 5%
Disponibilità Immediata. Pronto per la spedizione

 

Altri articoli dello stesso autore

Riflessioni omeopatiche su alcune piante grasse: le Cactaceae

Lo trovi in: Rimedi Omeopatici

Autori: Massimo Mangialavori

In questi ultimi dieci anni, per scelta o per incoscienza, ho pensato di tentare di trattare pazienti affetti da patologie cosiddette terminali. I motivi di questa scelta possono essere tanti. Mi piace pensare che credo nelle…

Materia Medica Omeopatica e casi clinici di Aranea diadema

Lo trovi in: Casi Clinici

Autori: Massimo Mangialavori Hans Zwemke

Per Aranea è molto importante definire la propria identità. In generale i soggetti Aranea sembrano essere meno isterici degli altri ragni. L'impressione di non essere stati compresi e apprezzati per cosa e chi essi siano è più mar…

La famiglia dei ragni in Omeopatia. Temi e caratteristiche

Lo trovi in: Metodologia Omeopatica

Autori: Massimo Mangialavori Hans Zwemke

Breve presentazione del libro di Massimo Mangialavori ed Hans Zwemke sulla famiglia dei ragni, secondo il peculiare metodo di studio pluridisciplinare dei rimedi omeopatici. Vengono riportati i principali temi comuni della…

I ragni in Omeopatia: caratteristiche e temi ricorrenti in Tarentula hispanica

Lo trovi in: Rimedi Omeopatici

Autori: Massimo Mangialavori

Tarentula hispanica resta il punto di riferimento per una descrizione generale di questo gruppo di rimedi. Alla stessa stregua di Lachesis per il serpenti, di Lac caninum per alcuni latti o di Calcarea carbonica per lo studio dei…

Allium sativum, un caso clinico omeopatico (con Repertorio finale)

Lo trovi in: Casi Clinici

Autori: Massimo Mangialavori

I visita Gennaro è un ex-imprenditore di 65 anni: simpatico, con un buon senso dell'humor e dai modi garbati, mi sembra la classica persona che ci tiene ad apparire "corretta". Elegante e curato nel suo aspetto, usa un buon …

Tommaso, un bambino pestifero! Un caso clinico omeopatico di Mephitis putorius

Lo trovi in: Casi Clinici Omeopatia per Bambini

Autori: Massimo Mangialavori

Tommaso è bambino di cinque anni, un vero terremoto dallo sguardo molto vivace. Avverto la sua presenza già dalla sala d'attesa: un grande trambusto seguito dai rimproveri della madre che culminano in un sonoro schiaffo quando T…

Un caso clinico omeopatico di Hepar sulphur

Lo trovi in: Casi Clinici

Autori: Massimo Mangialavori

Franca di 35 anni fa l'impiegata. Si presenta come una donna trasandata: i capelli non sono curati e pettinati male, il viso senza ombra di trucco neanche per coprire l'evidente eruzione a farfalla, le unghie sono di diversa…

Materia Medica e caso clinico omeopatico di Heloderma

Lo trovi in: Casi Clinici

Autori: Massimo Mangialavori

L'animale - Nella "Historiae animalium et mineralium novae Hispaniae", pubblicata nel 1651, F. Hernandez dette per la prima volta notizia di una grossa lucertola di 3 piedi di lunghezza, tozza, a mascelle forti, protetta da una…

Disclaimer

Le informazioni contenute in questo articolo sono puramente divulgative. Tutte le eventuali terapie, trattamenti o interventi energetici di qualsiasi natura che qui dovessero essere citati devono essere sottoposti al diretto giudizio di un medico. Niente di ciò che viene descritto in questo articolo deve essere utilizzato dal lettore o da chiunque altro a scopo diagnostico o terapeutico per qualsiasi malattia o condizione fisica. L'Autore e l'Editore non si assumono la responsabilità per eventuali effetti negativi causati dall'uso o dal cattivo uso delle informazioni qui contenute. Nel caso questo articolo fosse, a nostra insaputa, protetto da copyright, su segnalazione, provvederemo subito a rimuoverlo. Questo sito non è da considerarsi una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con una frequenza costante e prestabilita. Gli articoli prodotti da noi sono coperti da copyright e non possono essere copiati senza nostra autorizzazione