L'omeopatia perde un grande amico, la scienza un grande pensatore e il mondo un uomo libero

Pubblicato il 05/02/2014

Autori: Alberto Magnetti

Fonte: lastampa.it

L'omeopatia perde un grande amico, la scienza un grande pensatore e il mondo un uomo libero

E' morto il Prof. Emilio Del Giudice, fisico, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare

E' morto il Prof. Emilio Del Giudice, fisico, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare

Venerdì 31 gennaio è morto Emilio Del Giudice, grande fisico nucleare italiano che è stato un attivo e aperto ricercatore  anche dei principi del meccanismo d’azione della medicina omeopatica. 

Recentemente era stato invitato assieme al premio Nobel Luc Montagnier e al Prof Vittorio Elia presso l’Ordine dei Medici di Roma per una conferenza sul tema ‘Acqua, veicolo di informazione: nuove frontiere in medicina'

Infatti insieme stavano ponendo le basi per comprendere la modalità di azione della medicina omeopatica, aprendo anche nuove strade da percorrere per la diagnostica e la terapia. 
Il mondo scientifico omeopatico si stringe attorno ai familiari in un ricordo commosso e affettuoso di Emilio. 
Cito un appassionato ricordo in un articolo a firma diel fisico Prof Giorgio Masiero su Critica Scientifica: 

In memoria di Emilio del Giudice
Si è spento venerdì scorso, improvvisamente e prematuramente, Emilio del Giudice, uno dei più grandi fisici italiani. L’ho incontrato l’ultima volta due settimane fa a Milano, ad un seminario sul bosone di Higgs organizzato da Lucia Urbani Ulivi, docente di Filosofia della mente e di Istituzioni di metafisica all’Università Cattolica. La verve esibita da del Giudice anche in questa occasione non poteva a nessuno dei convenuti far presagire l’imminente epilogo. 

È impossibile descrivere a chi non ha conosciuto Emilio la sua personalità mediterranea, profonda e leggera allo stesso tempo, seria e faceta, curiosa e tuttavia mai superficiale. Ma soprattutto umana a 360 gradi, dove la grande preparazione tecnica non faceva aggio – come accade, ahimè, in molti ricercatori dei nostri giorni – ad una cultura umanistica e ad un pensiero interdisciplinare solidi, e a comportamenti etici e sociali con aneliti (utopistici, secondo il pensiero unico dominante) verso una società più giusta, governata da una “repubblica delle lettere”, come platonicamente si esprimeva. Insomma in lui il rigore distaccato dello scienziato si coniugava con la passione dell’uomo integrale. 

A me del Giudice ha insegnato, attraverso le pubblicazioni, i libri e le conferenze, che la rivoluzione quantistica della fisica contemporanea non consiste nell’interpretazione di Copenaghen, stancamente ripetuta nei cliché delle riviste di divulgazione (“e perfino dalla maggioranza dei fisici”, faceva notare con un’occhiataccia, nonostante quella interpretazione fosse ormai “da mezzo secolo falsificata” dai fatti), ma consiste nella caduta del principio galileiano d’isolamento dei corpi, che si rivela nell’entanglement quantistico e nei processi sincronici ad esso collegati. 

La meccanica classica si fondava sul concetto di corpo isolato, qui ed ora, cosicché un sistema complesso si voleva spiegabile con l’aggregazione di monadi microscopiche isolate tra loro, interagenti sotto l’influsso di forze esterne. È il benemerito vecchio metodo riduzionistico che però, come tutti gli strumenti, non va assunto a principio metafisico, ma solo tenuto finché è utile. La spiegazione classica, materialistica e riduzionistica, valida fino all’800, entrò in contraddizione con gli esperimenti atomici all’inizio del secolo scorso, finendo per rivelarsi solo l’approssimazione valida nella scala macroscopica di una teoria fondamentalmente più vera, valida a tutte le scale, dall’infima particella all’Universo intero: la Teoria Quantistica dei Campi.

E questa teoria, oggi la più simile alla cosa, si occupa invece di “campi” appunto, ovvero di oggetti immateriali che si estendono nello spazio e nel tempo, e che nei processi di reciproca interazione, là dove il “fenomeno” si manifesta ai nostri sensi o agli strumenti (che sono protesi potenziate dei nostri sensi), solo là appaiono in forma granulare – i “quanti” del campo –, perché solo là dove avviene lo scambio di energia-impulso il baratto si svolge in unità non suddivisibili. Ma nella sua ontologia fisica invece – cioè nella realtà –, il campo non consiste di materia (inerte, resistente, localizzata ed isolata, come vuole la definizione di materia da Aristotele a Laplace), ma è un’onda infinitamente estesa nello spazio-tempo, con una “fase” di oscillazione, che ne permette in certe condizioni la “risonanza” con altri campi. E la risonanza produce l’esaltazione dei risultati dell’interferenza, in un’armonia letteralmente cosmica. 

La consapevolezza della quantizzazione dei campi non è in contraddizione col realismo come nei primi anni della quantizzazione – quelli anni ’20-‘30 della “Meccanica Quantistica” – avrebbero voluto i nuovi idealisti “danesi”, educati filosoficamente dagli epistemologi del circolo di Vienna, ma al contrario ha dimostrato negli anni maturi (’40-‘50) di esigere un paradigma realistico di interconnessione (e quindi di necessaria solidarietà) globale, tutta opposta alla visione di singole particelle, atomi, cellule, corpi e… individui umani, egoisticamente collidenti in incessanti urti casuali, nei quali a prevalere infine sono sempre i più “forti”, secondo il vecchio principio della selezione naturale. 

Del Giudice ha dedicato tutta la sua vita di ricercatore a mostrare come la condizione di risonanza in cui tutto l’Universo è immerso come un solo corpo e in cui, all’interno, sono immersi il rapporto tra l’uomo e la natura ed i rapporti dei singoli uomini tra loro, implichi anche scientificamente un’etica ed una politica non relative, ma naturali, non individualistiche, ma comunitarie, perché così risultano profondamente iscritte nelle leggi dell’Universo, e non come vorrebbe l’ideologia. Nessun uomo si può salvare da solo, né contro o senza gli altri uomini, né contro o senza il resto del mondo animato ed inanimato.

In questa visione non c’è, se non per la scienza accademica ancella dell’industria o autoreferenziale, quella separazione insuperabile tra l’inorganico ed il vivente, che è l’ultimo frutto avvelenato del liberalismo economico e del positivismo che gli fa da spalla. Nell’ideologia della tecno-scienza baconiana, ciò che viene venduto come progresso del potere dell’uomo sulla natura non è altro che il potere esercitato da pochi uomini sui molti attraverso lo strumento della natura.

Ecco allora che Emilio del Giudice ha affrontato nella sua vita un viaggio scientifico fuori da ogni condizionamento e pregiudizio, un viaggio motivato solo dalla ricerca della verità che lo ha portato dai quark e dalla cromodinamica quantistica all’omeopatia e alla memoria dell’acqua, dalla fusione fredda all’azione dei campi elettromagnetici deboli negli organismi viventi, che sono alla base dei loro complessi fenomeni di autorganizzazione. Quello di del Giudice fu evidentemente un viaggio contro corrente, che gli procurò anche ostracismi e disprezzi, ben diverso dal tran tran pacifico di colleghi più interessati alla loro carriera burocratica che alla verità e accomunati dal tacito patto “vivi e lascia vivere”. 

Del Giudice era un laico, ma niente affatto settario, bensì aperto al mistero sempre con gli occhi spalancati di un bambino. Io da credente spero e prego che egli contempli finalmente in beatitudine e pienezza ciò che ha genialmente intuito nello specchio appannato della ragione terrena.

Altri articoli dello stesso autore

L'Omeopatia alla corte dei miracoli di Piazza Pulita tra saltimbalchi, clown e vecchie ballerine

Autori: Alberto Magnetti

Ho lasciato passare qualche giorno prima di raccontare, con un linguaggio non volgare, l'esperienza di referente per la medicina omeopatica alla trasmissione sull'Omeopatia di Piazza Pulita su LA7 del 1° dicembre a cui sono stato …

La lettera di un medico omeopata a Gramellini

Autori: Alberto Magnetti

La dottoressa Marialisa Angeli ha pubblicato una lettera in risposta all'articolo di Gramellini sul piccolo di Ancona morto per encefalite. Ritengo debba essere letta da tutti e soprattutto da Gramellini.Saint Pierre…

Otite acuta mortale: come usare un grave caso di malpractice per attaccare la medicina omeopatica

Autori: Alberto Magnetti

A seguito del drammatico caso del piccolo di Ancona deceduto per una otite acuta malcurata i mass media hanno trasformato il fatto in un accusa diretta alla pratica dell'omeopatia. Ieri a Palermo un uomo di 38 anni è morto mentre …

L'omeopatia funziona! Ecco gli studi scientifici

Autori: Alberto Magnetti

Il tempo si srotola nel suo divenire e ci porta un sacco di notizie. Ve ne racconto qualcuna.Il dott. Attilio Speciani, allergolo e immunologo clinico, ci racconta in un suo articolo che i farmaci antipiretici e antinfiammatori…

Trolling & Homeopathy, la diffamazione mediatica dell'omeopatia

Autori: Alberto Magnetti

"Calunniate, calunniate: qualcosa resterà" questo sosteneva Francis Bacon filosofo inglese del Seicento. così comincia un articolo di Federico Rampini sul tema del trolling, delle calunnie che impazzano sul web. Continua citando l…

Omeopatia vera “Slow Medicine”. Come sostenere una decrescita felice dei costi sanitari

Autori: Alberto Magnetti

Una realtà: abusiamo di farmaci, esami e di screening, con incremento continuo di ciò che tecnicamente è definita medicalizzazione. In un recente articolo pubblicato su Annals of Internal Medicine si sostiene che un terzo delle in…

Continua ad aumentare il successo dell'Omeopatia tra i cittadini europei

Autori: Alberto Magnetti

Un sondaggio della rivista Altroconsumo tra i cittadini europei ha confermato la tendenza positiva. Mentre in territorio statunitense assistiamo alla class action contro l'azienda farmaceutica omeopatica Boiron per la pubblicità …

Medicinali Omeopatici: dimostrata la riproducibilità in laboratorio

Autori: Alberto Magnetti

Tempo fa avevo pubblicato un articolo dal titolo "Anche i topolini sono sensibili alle medicine omeopatiche" a seguito della pubblicazione, sull'autorevole rivista scientifica Psychopharmacology, di un importante lavoro…

L'omeopatia tra informazione e disinformazione

Autori: Alberto Magnetti

La F.I.A.M.O. (Federazione Italiana Associazioni e Medici Omeopati) incontra i giornalisti al Circolo della Stampa di MilanoL' informazione che leggiamo sulla medicina omeopatica  talvolta  è poco chiara,  crea confusioni e, com…

Oltre la metà dei medici di famiglia è d'accordo sull'impiego della medicina omeopatica nella pratica clinica

Autori: Alberto Magnetti

I risultati di un recente sondaggio del Health Monitor CompuGroup Medical in sinergia con il Sole 24 Ore Sanità. Un recente sondaggio del Health Monitor CompuGroup Medical in sinergia con il  Sole 24 Ore Sanità ha confermato il…

Disclaimer

Le informazioni contenute in questo articolo sono puramente divulgative. Tutte le eventuali terapie, trattamenti o interventi energetici di qualsiasi natura che qui dovessero essere citati devono essere sottoposti al diretto giudizio di un medico. Niente di ciò che viene descritto in questo articolo deve essere utilizzato dal lettore o da chiunque altro a scopo diagnostico o terapeutico per qualsiasi malattia o condizione fisica. L'Autore e l'Editore non si assumono la responsabilità per eventuali effetti negativi causati dall'uso o dal cattivo uso delle informazioni qui contenute. Nel caso questo articolo fosse, a nostra insaputa, protetto da copyright, su segnalazione, provvederemo subito a rimuoverlo. Questo sito non è da considerarsi una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con una frequenza costante e prestabilita. Gli articoli prodotti da noi sono coperti da copyright e non possono essere copiati senza nostra autorizzazione