Otite acuta mortale: come usare un grave caso di malpractice per attaccare la medicina omeopatica

Pubblicato il 29/05/2017

Categorie: Attualità

Autori: Alberto Magnetti

Fonte: Appuntamento con l'omeopatia

Otite acuta mortale: come usare un grave caso di malpractice per attaccare la medicina omeopatica

Perché a fronte di un singolo caso di malpractice viene criminalizzato l'approccio omeopatico nel suo complesso?

A seguito del drammatico caso del piccolo di Ancona deceduto per una otite acuta malcurata i mass media hanno trasformato il fatto in un accusa diretta alla pratica dell'omeopatia.

Ieri a Palermo un uomo di 38 anni è morto mentre lo stavano operando per calcoli della colecisti.
Pare che il chirurgo sia uscito dalla sala operatoria in stato di shock, dicendo "è colpa mia. Ho reciso per sbaglio l'aorta addominale". I giornali riporteranno la notizia come "è folle farsi curare con la chirurgia"? Si parlerà, immagino, giustamente, di malpractice. Gli errori medici sono la terza causa di morte nei Paesi industrializzati, eppure nessuno si sogna di crocifiggere l'establishment sanitario o mettere in dubbio il valore della medicina contemporanea.

Già 10 anni fa il Centro antiveleni di Milano riportava che: "il 45% delle intossicazioni è causato da farmaci di sintesi o meglio detti convenzionali." Cioè quelli erogati dal Servizio Sanitario Nazionale. In particolare tra il 2004 e il 2006 sono stati riportati oltre 17.000 casi di intossicazioni da farmaci e 3.046 a causa di errori terapeutici, in particolare somministrazione eccessiva di farmaci.

Come sostiene il dott. Tommaso Camerota perito del Tribunale di Milano a proposito di malpractite, "la medicina non è una scienza caratterizzata da risultati assoluti; 0% e 100% infatti non esistono. I motivi di ciò risiedono nella natura stessa dell'uomo, nella sua biologia e nel comportamento delle differenti patologie. Accanto a tale dato occorre però evidenziare la esistenza di abusi e di atteggiamenti professionali che non trovano corrispondenza con la deontologia medica e con gli standard minimi di assistenza. Per definire questo ambito della medicina viene abitualmente adottato il termine malpractice sanitaria (o medica), nel quale si fanno confluire i concetti di abuso, di illecito, di negligenza, di imperizia."

"Purtroppo, nella percezione popolare e nel rimbalzo mediatico, la notizia è stata proposta come una prova della 'pericolosità' dell'omeopatia" sostiene il dott. Aldo Cichetti che con una metafora musicale molto pertinente chiosa, " E' come se, assistendo ad un concerto stonato, si accusassero le fabbriche di pianoforti di produrre strumenti stonati, e non si andasse a verificare l'abilità e le competenze del pianista."

"Al momento non ho capito quale prescrizione sia stata fatta dal medico - che evidentemente ha sbagliato - oppure se si sia trattato di una cura 'fai da te'. In questo secondo caso sarebbe ancora più grottesco accusare lo strumento e non il musicista."

Trovo di grande buon senso il comunicato stampa della FIAMO che qui riporto:


COMUNICATO STAMPA DEL 27 MAGGIO 2017

La FIAMO è vicina ai familiari del bambino di Ancona ai quali esprime le sue più sentite condoglianze per quanto accaduto. In attesa di conoscere i dettagli di questa vicenda, intende precisare quanto segue:

Il medico esperto in omeopatia è prima di tutto un medico, quindi utilizza nella cura del paziente lo strumento migliore per quella situazione patologica. Che l'otite catarrale acuta del bambino sia una patologia nella quale in prima battuta l'indicazione dell'antibiotico sia errata è una cosa condivisa nella letteratura medica da tantissimi anni.

L'esperienza dei medici omeopati è che in questa prima fase della malattia il medicinale omeopatico ben indicato è in grado di risolvere l'infiammazione. Ma se ciò non avviene, e se il medico non riesce ad individuare la soluzione all'interno delle sue competenze omeopatiche, lo strumento terapeutico deve essere scelto tra tutto ciò che la medicina mette a disposizione, nel caso specifico l'antibiotico.

Poiché la conoscenza del caso di cui si dispone è quella che tutti possiamo dedurre dalla lettura delle cronache non conoscendo in dettaglio il caso in questione, la FIAMO si astiene dall'esprimere giudizi sui fatti e respinge la criminalizzazione dell'approccio medico omeopatico nel suo complesso a fronte di un singolo caso.

Il Consiglio Direttivo FIAMO

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