Vet...E.R. Cronache dal pronto soccorso veterinario omeopatico

Pubblicato il 03/05/2019

Categorie: Omeopatia per Animali

Autori: Andrea Brancalion

Fonte: Il Medico Omeopata - Rivista

Vet...E.R. Cronache dal pronto soccorso veterinario omeopatico

Ore 18.45

Ah beh, Dottore, non mi parli di Omeopatia perché a queste cose non ci credo! Una volta mia figlia aveva il mal di gola e sono andata dal Farmacista: "Mi faccia provare qualcosa di omeopatico, che non ho voglia di andare dal Medico per la ricetta" gli dissi. E lui mi mise in mano tre scatolette: c'era uno spray per la gola, un tubetto con dei pallini bianchi ed una confezione di compresse. Quasi una cinquantina di Euro. e sa, Dottore, se non l'avessi portata dal Medico due giorni dopo e non le avesse prescritto gli antibiotici, sarebbe ancora là col mal di gola!

Questa è stata la reazione della mia Cliente, quando le ho proposto una terapia omeopatica per il suo gatto affetto da una forma respiratoria delle prime vie aeree. L'insorgenza della patologia, a detta della Signora, era stata piuttosto improvvisa e riproduceva un quadro che, a dir la verità, nei gatti si osserva con una certa frequenza: starnuti con scolo abbondante, tenace e con croste alle narici, congiuntivite, anoressia ed un certo grado di disidratazione e respirazione rumorosa. Tale quadro, ovviamente, ha allarmato la proprietaria e l'ha indotta ad un consulto urgente.

Posso vedere il libretto sanitario del micio, Signora?

Dottore, non ce l'ho, è la prima volta che arriva dal Veterinario; in due anni non ha mai avuto bisogno di nulla, è sempre stato bene.

Un gatto non vaccinato, dunque, il che rafforzava la mia certezza di trovarmi di fronte al tipico complesso delle malattie respiratorie virali del gatto da herpes o da calicivirus. Esaminai con più attenzione il paziente per vedere se ci fosse qualcosa di diverso dal solito ed a parte le zampe con delle incrostazioni come di fango secco grigiastro, cui non diedi molta importanza data l'abitudine di girovagare che la maggior parte dei gatti hanno, confermai la diagnosi.

Signora, si tratta di rinotracheite, è una malattia infettiva dei gatti. lei conosce bene il suo gatto? Certo, Dottore!

Bene, allora mi parli un po' di lui, delle sue abitudini, del suo comportamento, delle sue.

Ah non le so io queste cose, Dottore (?!), io sono fuori casa tutto il giorno, lui anche, lo vediamo io e mia figlia quando viene a mangiare e nemmeno tutti i giorni, però è sempre stato bene!

Questo è quel che si dice conoscere bene il proprio gatto!! Comunque, con i sintomi rilevati ed essendo una malattia autolimitante, in cui basta controllare che il decorso non abbia complicazioni, che rappresentano il vero guaio, avevo già avuto parecchie soddisfazioni con l'uso di Kalium bichromicum (non è una novità per noi veterinari omeopati), che aveva abbreviato i tempi di recupero, mettendomi al riparo da ricadute e cronicizzazioni. D'altra parte, trattandosi di una malattia che nel gatto assume un carattere epidemico, secondo le indicazioni nosologiche di Hahnemann, l'applicazione di un rimedio che copre il quadro acuto è coerente ed indicata nel momento in cui non abbiamo altre notizie sul paziente. Fu a questo punto delle mie riflessioni che feci la proposta capace di scatenare la reazione decisa della mia Cliente riportata all'inizio di questo diario.

Come vuole, Signora, lasciamo stare l'Omeopatia. sarebbe opportuno che mi lasciasse il micio ricoverato qualche giorno per la terapia: pulizia delle croste alle narici, idratazione, pomata oftalmica e copertura antibiotica.

E' proprio necessario, Dottore?

L'alternativa è che la faccia lei: la pomata negli occhi due volte al giorno, le compresse antibiotiche due volte al giorno.

No, no, ho capito. Non potrei mai fare queste cose; è meglio che lo lasci qua.

Bene! Se mi dà i suoi dati li riporto sulla scheda di ricovero. Come si chiama il micio?

Mah, a dir la verità, non ha mai avuto un nome; bisognerebbe mettergli il nome del famoso Gatto- con-gli-stivali della fiaba.

Ah si? E perché?

E' successo da quando l'abbiamo visto rientrare in casa, dopo l'ultima scappatella, con gli stivali ai piedi.

Con gli stivali?.

Si, proprio con gli stivali! Evidentemente era andato in qualche posto dove c'era del cemento fresco e deve averci camminato dentro, cosi è tornato a casa con gli stivaletti di cemento. Le zampe erano dipinte fino a poco sopra i piedini e da lontano dava l'impressione di avere gli stivali.

Ecco cosa sono quelle incrostazioni che ho notato sulle zampe, non era fango ma cemento secco! Esatto. Abbiamo cercato di pulirgli le zampe meglio che potevamo ed anche lui si leccava per lavarsi, ma qualcosa si vede ancora. Non riuscivo a scollegarmi mentalmente da quella parola, CEMENTO, che mi rimbombava nella testa e doveva dirmi qualcosa, ma in quel momento proprio non riuscivo a realizzare. Completata la scheda, ricoverai il gatto.

Bene Signora, se dovesse esserci qualche novità la chiameremo noi; penso comunque che lo terremo per 5-7 giorni, ma mi dica ancora una cosa: quanti giorni fa è successo questo episodio degli stivali?

E' arrivato a casa cosi quattro sere fa.

E da quanto ha detto che ha questo raffreddore?

Me ne sono accorta questa mattina, ma ora mi sembra molto più grave.

Feci attendere ancora un attimo la Signora, perché avevo deciso di fare una rapida ricerca al PC nell'Encyclopaedia Homeopathica per togliermi il pensiero tormentoso. Digitai la parola chiave "cemento" e ben presto trovai quello che cercavo da "Lo Spirito del Rimedio" di Didier Grandgeorge: Viviamo in un mondo di cemento armato. Ora, Kalium bichromicum è un importante composto del cemento, il che spiega come questo rimedio sia frequentemente indicato per i nostri contemporanei. Peraltro, un individuo fisicamente sensibile che faccia un po' di moto, incontrerà presto qualche sintomo chiave di Kalium bichromicum: raffreddore fitto, viscoso, male alla testa nella regione frontale (inizio di sinusite), male allo stomaco che può divenire ulcera, e soprattutto fatica intensa. Localmente, vi può essere la presenza di eczema di cemento sulle mani (Kalium bichromicum è radicale in questa indicazione).

Sarei stato già convinto di prescrivere questo rimedio se la signora me l'avesse permesso ed ora avevo trovato un ulteriore motivo per farlo, non solo, ma mi si offriva per la prima volta la possibilità di verificare nella pratica la bontà di quanto riferito da Grandgeorge a questo proposito. Che fare per non lasciarsi sfuggire quest'occasione difficilmente ripetibile?

Signora, ora sono quasi certo di poter curare il suo gatto in un tempo molto più breve, però dovrei fare a modo mio.

Con l'Omeopatia, vero?

Si.

E va bene. Avete sempre ragione voi! Però, in fondo, a me interessa che il gatto guarisca e sono sicura che lo vuole anche lei. Non ci farebbe una bella figura altrimenti!

ORE 19,15

Fu cosi che somministrai al micio una prima dose di Kalium Bichromicum XMK, qualche globulo sciolto in acqua per bocca con una siringa riproponendomi di ripetere la somministrazione dopo poche ore e poi di nuovo al mattino successivo. Subito dopo gli pulii il naso e gli occhi con una soluzione detergente e gli iniettai della soluzione reidratante sottocute. Dopo 4 ore trovai il gatto appisolato nella cassettina che sempre mettiamo nella gabbia di ricovero, sembrava riposare bene ed era tranquillo; la respirazione mi sembrava migliorata, anche se di tanto in tanto qualche sibilo si sentiva. Ripetei la somministrazione del rimedio dinamizzato a dovere e decisi che la giornata era chiusa.

ORE 07,30

Il mattino successivo il micio mi stava attendendo insofferente e chiamava a piena voce. Fece un lauto pasto e mostrava tutti i segni di una rapida ripresa: gli occhi erano quasi del tutto normali, il naso perdeva qualche goccia d'acqua e la cute aveva ripreso la sua elasticità. Non gli somministrai nulla ed al pomeriggio risultava chiaro che era praticamente guarito e decisamente stanco di stare in gabbia.

ORE 18,30

Chiamai la Signora: Può venire a prendere il suo gatto, Signora. Ma Dottore, è passato solo un giorno! Venga pure, Signora, giudicherà lei.

Arrivò prima delle 20: Sa, non credo che si  trattasse di quella malattia che diceva. Se l'Omeopatia funzionasse veramente cosi, tutti i dottori la userebbero, non le pare?

Prodotti Consigliati

Lo trovi anche in: Omeopatia per gli Animali

Pagine: 238, Tipologia: Libro cartaceo, Editore: Editrice Pisani
Prezzo 14,00 € invece di 20,00 € Sconto 30%
Disponibilità Immediata. Pronto per la spedizione

 

Lo trovi anche in: Omeopatia per gli Animali

Pagine: 160, Tipologia: Libro cartaceo, Editore: De Vecchi Editore
Prezzo 12,50 €
Disponibilità Immediata. Pronto per la spedizione

 

Altri articoli dello stesso autore

In ricordo di Eugenio Candegabe [Maestro dell'Omeopatia]

Lo trovi in: Storia dell'Omeopatia

Autori: Andrea Brancalion

Il 23 marzo 2019 il Maestro Eugenio Federico Candegabe è passato oltre, nella dimensione a cui tutti torneremo, come Hahnemann disse. Sarà ricordato per sempre come uno dei massimi interpreti della Materia Medica Omeopatica a…

Un caso di epilessia in un Dobermann trattata con il rimedio omeopatico Chocolate

Lo trovi in: Omeopatia per Animali

Autori: Andrea Brancalion

Si tratta di un Dobermann, maschio di 1 anno e 9 mesi. La patologia per cui viene sottoposto a consulto è rappresentata da una vibrazione che inizia dalle orecchie per poi estendersi al capo e coinvolgere il collo con flessione …

Peritonite infettiva nel gatto (FIP) guarita con l'Omeopatia

Lo trovi in: Omeopatia per Animali

Autori: Andrea Brancalion Diego Cattarossi Italo Conedera

La Peritonite Infettiva Felina (FIP) è una malattia virale sistemica immunomediata, abbastanza diffusa nel gatto domestico, il cui agente eziologico è un coronavirus molto simile ai coronavirus responsabili di altre malattie d…

La dermatosi furfuracea in un cane. Un caso clinico omeopatico di Zea italica

Lo trovi in: Omeopatia per Animali

Autori: Andrea Brancalion

ZEA ITALICA (Zea Putrefatto): erroneamente inteso come sinonimo di Zea mays, risulta essere un rimedio con caratteristiche completamente diverse. La maggior parte delle Ditte produttrici ne è quindi provvista. Questo contributo …

Cosa non è l'Omeopatia

Lo trovi in: Metodologia Omeopatica

Autori: Andrea Brancalion Renata Calieri

Omeopatia: molti ne fanno uso o ne sono venuti a contatto per un passaparola, per informazioni ricavate dai giornali o dai mezzi di comunicazione di massa, o per il fortuito suggerimento di un Medico o di un Farmacista. È noto a …

L’Omeopatia tra materia, energia e risultati mira sempre alla causa!

Lo trovi in: Metodologia Omeopatica

Autori: Andrea Brancalion

Il fondatore dell'Omeopatia, Samuel Hahnemann, oltre 200 anni fa scriveva che l'origine delle malattie era dovuto ad una disritmia, uno squilibrio, della dynamis, cioè del principio vitale che organizza e mantiene tutte le …

Tutte le specie animali possono essere curate con l'Omeopatia

Lo trovi in: Omeopatia per Animali

Autori: Andrea Brancalion

Hahnemann afferma che la cura degli animali deve essere attuata con gli stessi metodi adottati nella medicina per l'uomo (1). La pratica veterinaria dell'Omeopatia è iniziata da subito ed è stata una grande risorsa per la salute d…

Il Metodo Argentino dell'Omeopatia Pura di Candegabe-Carrara in Medicina Veterinaria Omeopatica

Lo trovi in: Omeopatia per Animali

Autori: Andrea Brancalion

Il Veterinario Omeopata, come il Medico, ha la necessità di ridurre al minimo i pregiudizi di fronte al paziente e di osservare delle regole di obiettività che gli permettano di fare la migliore prescrizione. Il nemico più su…

L'Algoritmo Candegabe

Lo trovi in: Attualità

Autori: Andrea Brancalion

Cronistoria di un "salto quantico" al XIII° Congresso Internazionale di Omeopatia a Preganziol (TV) Il 10 aprile 2008 ricevo una e-mail dall'amico fraterno Marcelo Candegabe, a cui mesi prima avevo comunicato che avremmo potuto …

Trattamento omeopatico della dissenteria invernale nel bovino da latte

Lo trovi in: Omeopatia per Animali

Autori: Andrea Brancalion Italo Conedera

La Dissenteria Invernale del Bovino da Latte (DIBL) è una malattia molto diffusa della quale ancora non si conosce l'eziologia clinica. Più volte è stato isolato il Campylobacter fetus, varietà jejuni, principalmente dal con…

Disclaimer

Le informazioni contenute in questo articolo sono puramente divulgative. Tutte le eventuali terapie, trattamenti o interventi energetici di qualsiasi natura che qui dovessero essere citati devono essere sottoposti al diretto giudizio di un medico. Niente di ciò che viene descritto in questo articolo deve essere utilizzato dal lettore o da chiunque altro a scopo diagnostico o terapeutico per qualsiasi malattia o condizione fisica. L'Autore e l'Editore non si assumono la responsabilità per eventuali effetti negativi causati dall'uso o dal cattivo uso delle informazioni qui contenute. Nel caso questo articolo fosse, a nostra insaputa, protetto da copyright, su segnalazione, provvederemo subito a rimuoverlo. Questo sito non è da considerarsi una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con una frequenza costante e prestabilita. Gli articoli prodotti da noi sono coperti da copyright e non possono essere copiati senza nostra autorizzazione