Letteratura omeopatica italiana - Nascita, sviluppo e numeri del fenomeno

Pubblicato il 16/06/2011

Categorie: Metodologia Omeopatica

Autori: Mario Buttignol

Fonte: Il Granulo

Letteratura omeopatica italiana - Nascita, sviluppo e numeri del fenomeno

Il libro (dal greco Biblos, sostanza fibrosa del papiro), costituisce e rappresenta la via solida di riferimento per la comunicazione e comunicare significa trasmettere informazioni: questa è la sua funzione. Il libro perciò rappresenta il medium, il mezzo sovrano dell'informazione culturale poiché in esso è riconosciuta l'esperienza di pensiero dell'autore.

Lo scopo di questa riscrittura della bibliografia omeopatica in Italia è rappresentare e descrivere brevemente alcune tracce dell'iter evolutivo e strutturale di inizio del movimento omeopatico in ambito editoriale. Partiamo subito con un dato significativo: tra il 1822, anno di inizio di questa grande avventura editoriale, e la fine degli anni Cinquanta del secolo scorso, sulla scorta di dati certi, si contano oltre mille titoli tra opuscoli, pamphlet e volumi, e ben venticinque riviste del settore.

Questo induce a chiederci perché e come nasca la prima pubblicazione; non avremo risposta se non nella ricerca di molti fattori eterogenei, sociali e politici, di quel periodo. Un'analisi storico-sociologica sarebbe sufficiente a spiegare l'andamento delle cose, ma, dato lo spazio serrato che questa sede ci consente, diremo che la pubblicazione del primo testo sull'Omeopatia avvenne nel regno di Napoli.

L'autore è J.J.Albert de Schoenberg, medico militare austriaco, che la intitola Sistema medico del dott. Samuele Hahnemann esposto alla Reale Accademia delle Scienze di Napoli: vi racconta e approfondisce la propria esperienza in Omeopatia fatta durante la permanenza a Kòthen, in Germania, proprio presso il fondatore della Divina Arte, Samuel Hahnemann.

Questo evento dà il via a continue iniziative editoriali, soprattutto di singoli Omeopati, che porteranno ad accumulare un patrimonio ragguardevole stimato come si è scritto, a oltre mille titoli.

Un altro punto interessante è lo studio della portata editoriale dell'evento, cioè il numero delle tirature delle edizioni stampate. Il dato emblematico è mettere in luce quanti copie sono stati stampate per medici e quanti per il grande pubblico. Per i primi si valutano fra le 200-300 copie, coerentemente al numero di Medici Omeopati nell'Ottocento. Per i secondi circa 8000, come rilevabile da un volume della seconda metà dell'Ottocento. Occorre osservare che tali numeri, di per sé modesti, sono condizionati da una cornice di forte analfabetismo presente sul territorio e spiegano pertanto la difficoltà per gli storici di Medicina Omeopatica di reperire copie sopravvissute al tempo. Dopo la metà del secolo scorso, specialmente dagli anni Ottanta ad oggi, il numero dei titoli è aumentato considerevolmente ed è grazie soprattutto al cuore ed alle energie di poche persone, improvvisatesi editori, che oggi disponiamo di buoni libri, sia per i professionisti sia per il grande pubblico desideroso di avvicinarsi all'Omeopatia e conoscerla meglio.

Le dieci schede che qui presentiamo sono esempi significativi che offrono uno spunto approssimativo, ma speriamo sufficiente, per mettere in luce l'origine dell'opera editoriale omeopatica italiana:

1822. Primo volume sull'Omeopatia stampato in Italia del Dott. J.J.Albert Schoenberg.

1824. Traduzione del Prof. Bernardo Quaranta de L'Organon della Medicina del Dott. S. Hahnemann.

1825-28. Quattro corposi volumi della traduzione de Pura dottrina delle medicine (Materia Medica Pura) del Dott. S.Hahnemann. Curatore italiano Dott. Francesco Romani di Napoli, che fu il primo medico nel Regno delle Due Sicilie ad applicare e diffondere la metodologia omeopatica.

1829-30. Prima storica rivista italiana sull'Omeopatia, fondata dal Dott. Cosmo Maria de Horatiis, medico privato del re Francesco I di Napoli.

1831. Prima Farmacopea Italiana di Omeopatia, del Dott.Vincenzo Niccolò La Raja di Gravina di Catania.

1832-37. Malattie croniche, loro vera origine, e cura omeopatica, del Dott. Samuele Hahnemann. Traduzione del Dott. Giuseppe Belluomini di Lucca.

1840. Hahnemmanus seu de Homoeopathia, nova medica scientia. Apologia delle scoperte di Hahnemann, del poeta Quintino Guanciali di Loreto Aprutino, Pescara.

1854. Corso di studi omiopatici del Dott. Biagio Tripi di Palermo.

1855. Fondazione della Rivista Omiopatica del Dott. Gioacchino Pompili di Giano dell'Umbria. Periodico mensile pubblicato per ben cinquanta anni. Estremamente ben scritta e molto curata, questa autorevole raccolta è sicuramente fonte importante per tutti gli Storici della Medicina Omeopatica, poiché può risultare utile per approfondire soprattutto gli avvenimenti dell'Omeopatia della seconda metà dell'Ottocento, italiana e straniera.

1858. Nuovo Manuale di Medicina Veterinaria Omiopatica del medico tedesco Friedrich August Gunther, tradotto dal Generale Giosuè Ritucci, membro dell'Accademia Omeopatica di Palermo.

Si potrebbe scrivere un intero volume sui testi da ricordare per carattere letterario e rigorosità dottrinale, però queste poche e rapide citazioni sono sufficienti a dimostrare la concretezza della pratica omeopatica ad opera dei protagonisti attivi e lo sforzo di collaborazione scientifica, che continua tutt'oggi, al di là di ogni visione o etichetta (magica, trascendentale o imbonitrice) attribuita con ostinata ricorrenza dalla Medicina Ufficiale alla Medicina di Hahnemann.

L'Omeopata è un medico che, oltre ad aggiornarsi continuamente sull'evoluzione scientifica, s'immerge ed entra nel gioco dei complessi processi che governano le trasformazioni fisiologiche e patologiche dell'organismo, con una visione totale di malattia e salute, con la consapevolezza di offrire qualcosa di più, quasi sempre sottolineato dai suoi stessi pazienti, gli unici a cui dover rendere conto del proprio operato.

Hahnemann non fu solo un ottimo medico ed un innovatore incredibile, ma aveva anche ben chiaro quali dovessero essere i valori di una vita professionale vissuta correttamente, tanto che concluderemo questa breve sintesi bibliografica proprio con una citazione del Maestro, che ancora una volta dimostra la saggezza del genio:

«I più inestimabili tesori sono una coscienza irreprensibile ed una buona salute: l'amore di Dio e lo studio di se stessi danno l'una, l'Omeopatia dà l'altra».

Hahnemann - Parigi, 12 marzo 1843

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Lo trovi anche in: Filosofia Omeopatica Storia dell'Omeopatia

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