Un consiglio per non dimostrare la propria ignoranza omeopatica

Pubblicato il 03/02/2011

Categorie: Metodologia Omeopatica

Autori: Roberto Gava

Un consiglio per non dimostrare la propria ignoranza omeopatica

Rimedi omeopatici

Una mia amica veterinaria omeopata (si perché con l'omeopatia si possono curare anche gli animali e addirittura le piante … alla faccia di quelli che dicono che è solo un effetto placebo!), mi scrive il testo che segue:

"Eravamo davanti a una tavola imbandita con un gruppo di amici, alcuni dei quali si curano da anni con l'omeopatia. Ad un certo punto il discorso arriva alle terapie naturali. Io avevo già assaggiato un prosecco, un bianco e due rossi e lui racconta un episodio di alcuni giorni prima dicendo: 'Entro in una farmacia di Trastevere e trovo una solerte farmacista milanese, molto informata e attiva. Chiedo un rimedio omeopatico: Arsenicum album 30ch che mi aveva prescritto il mio medico per telefono. Lei dice Non ce l'ho alla 30ch, ma alla 5ch! Davanti al mio viso contrariato (sto già pensando ad un'altra farmacia, ma è troppo lontana), lei aggiunge: Guardi, le do due confezioni da 5ch e le prende insieme; 5 + 5 fa 10, non è certo 30, ma ci si avvicina! L'ho guardata allibito e alzo gli occhi e vedo la pubblicità di Boiron che dice: Rivolgetevi al vostro medico e farmacista ... andiamo bene!'. Auguro a tutti voi e all'Omeopatia un 2011 con meno ignoranza!!!".

COMMENTO DEL DR. ROBERTO GAVA:
Questo fatto mi offre l'opportunità di rispondere alle molte domande che molte persone, ma anche i miei pazienti, spesso mi rivolgono su questo argomento.

Il succo del discorso è
Un rimedio omeopatico è identificato da un nome (in genere in latino) seguito da un numero e da una sigla: il numero precisa quante volte è stata praticata la diluizione e la dinamizzazione secondo il metodo enunciato dalla sigla.
Un vero rimedio omeopatico, allora, per essere tale deve avere una denominazione identificabile da tre caratteristiche:
1) nome in latino (per tradizione e usato universalmente in tutto il mondo),
2) numero (che identifica il grado di diluizione e di dinamizzazione del rimedio),
3) sigla (che identifica il metodo con cui è stato preparato il rimedio).

Vediamo ora Come si prepara un rimedio omeopatico secondo il metodo centesimale hahnemanniano (ch)
È molto semplice. Bisogna prendere una sostanza qualsiasi (eventualmente pre-trattata per renderla idrosolubile) e diluirla in una soluzione idroalcolica (acqua e alcool) secondo la proporzione dell'1%: cioè una parte di sostanza attiva e 99 parti di acqua e alcool. Ad ogni diluizione, la soluzione viene sbattuta vigorosamente 10-20 volte (queste 'sbattute' sono chiamate succussioni: più numerose sono le succussioni, più elevata è la forza energetica del medicamento). Con questa prima dinamizzazione si ottiene la 1ch (per dinamizzazione si intende il processo di diluizione e quello di succussione insieme).
Si prende poi una parte di questa soluzione, la si mescola con altre 99 parti di acqua e alcool, la si agita nuovamente molte volte e si ottiene la seconda dinamizzazione centesimale (2ch).
Si procede di questo passo fino alla 200ch, alla 1.000ch o alla 10.000ch (a seconda della 'buona volontà' della Ditta produttrice). Il limite massimo è in genere la 10.000ch (XMch).
La sigla usata in questo tipo di dinamizzazioni (ch) significa per l'appunto: preparazione Centesimale Hahnemanniana.

Conclusione
Per capire il significato di queste preparazioni, possiamo dire che la dinamizzazione 5ch, ad esempio, corrisponde ad una diluizione 10 alla -10 del prodotto iniziale e ciò significa che contiene 0,000.000.000.1 parti della quantità iniziale.
La 30ch, invece, è estremamente più diluita e corrisponde ad una diluizione 10 alla -60 del prodotto iniziale e ciò significa che contiene una frazione della quantità iniziale che è difficile non solo da pensare ma anche da scrivere perché equivale ad uno zero seguito da 59 zeri dopo la virgola e poi da un 1.
Per completare ora il racconto iniziale, se noi prendiamo 2 tubetti omeopatici alla 5ch avremo una potenza costituita da 0,000.000.000.1 + 0,000.000.000.1 = 0,000.000.000.2, ma questo numero non ha nulla a che vedere con il 30ch che è una soluzione con 60 cifre dopo la virgola!!
Pertanto, la farmacista di prima sarà stata milanese, solerte, molto informata, attiva e magari anche carina, … ma ha dimostrata una profonda ignoranza delle diluizioni omeopatiche.

PS: Tutte le informazioni sui rimedi omeopatici sono state chiaramente spiegate in un mio libro caratterizzato da 450 domande sull'Omeopatia:
- Gava R. Approccio Metodologico all'Omeopatia

Inviterei tutti a leggerlo, specie chi si vuole curarsi con questa meravigliosa Medicina. Il libro è ricchissimo di insegnamenti e di "trucchi del mestiere" …

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Lo trovi anche in: Clinica Omeopatica Filosofia Omeopatica

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