Vinca minor. Caso clinico e Materia Medica omeopatica

Pubblicato il 06/09/2021

Categorie: Casi Clinici Rimedi Omeopatici

Autori: Giacomo Merialdo

Fonte: Il Medico Omeopata - Rivista

Vinca minor. Caso clinico e Materia Medica omeopatica

Concludo con questo rimedio la piccola esposizione riguardante le Apocynaceae, dopo aver descritto nei numeri precedenti Strophanthus, Oleander e Apocynum cannabinum. In realtà in Omeopatia sono compresi anche altri rimedi della stessa famiglia, come Rauwolfia, Iboga e Quebracho solo per citarne alcuni, ma resto fedele a ciò che credo, cioè di non descrivere rimedi di cui non ho riscontro clinico e di cui conosco solo alcuni tratti teorici. Questo per evitare, a mio parere, l’errore di molti autori omeopati, che hanno ripetuto nelle loro opere la trascrizione di altre precedenti, fornendo solo copie di copie nella descrizione dei rimedi.

Vinca minor, la pervinca minore è un’erbacea perenne sempreverde. Forma estesi tappeti nel sottobosco ed è comune anche ai bordi delle strade. Il suo nome deriva dal latino vincire, cioè legare, cingere, poiché i suoi fusti si intrecciano nella terra. Le foglie sono ovali e lanceolate, di un intenso colore verde. I fiori, molto belli, presentano una caratteristica tonalità azzurro – violetta, chiamata proprio blu pervinca, con una corolla a cinque lobi. L’epiteto specifico minor venne attribuito da Bauhin e poi da Linneo per distinguerla dall’altra specie, Vinca maior, che assume dimensioni maggiori ed è sconosciuta nella letteratura omeopatica.

Il caso clinico

La signora Maria Grazia, sessantenne, viene in visita nel Maggio 2003. Altezza media, molto corpulenta soprattutto nella parte superiore del corpo, dove presenta due enormi mammelle evidentemente di taglia massima. Anche il viso è largo, pur conservando lineamenti fini. Gli occhi e il suo sguardo sono molto dolci, come pure la voce. Purtroppo tutta questa sua dolcezza viene offuscata da una forte acne cutanea, che le deturpa il viso e il collo. Molto ossequiosa, come se avesse sempre timore di disturbare. Affettata nel parlare. Siede tranquilla e con scarsa gestualità mi racconta:

Ho fatto la MOC e la mammografia. Dopo aver fatto la MOC ho sentito degli antichissimi dolori agli avambracci, proprio come all’età di tredici anni. Quelli che prendono di solito alla notte, molto forti e accentuati, alle ossa, proprio ben distinguibili. Così che dopo la MOC li ho avuti, questi dolori, per un giorno e mezzo che mi consentivano comunque di fare le cose, ma prima non li avevo. L’altra cosa: nel ’94 o nel ’95 avevo fatto la mammografia, prima di quest’ultima. E appena dopo quella mammo avevo avuto i brividi alle mammelle, tutt’e due. Dei brividi di fastidio, che mi son durati sicuramente un giorno e invece questa volta non mi sono capitati. Poi, in questi anni ho da sempre sofferto di mancanza di energia, e la pressione alta. Ah, a proposito, la MOC e la mammo sono risultate normali. Io ho sempre avuto mestruazioni abbondantissime, dei fiumi e non finivano mai, duravano anche una settimana o più, con dei pezzi grossi e scuri che si staccavano, orribili e sempre dolorose, molto, fino alla fine, mi son finite nel Settembre ’95. Poi per un po’ ho avuto un po’ di vampate, che mi hanno accompagnato per un po’ di anni. La pressione alta l’avevo già prima, come anche la mancanza di energia… quella mi manca da una vita… Poi di giorno ho sempre sonno, un sonno che non si soddisfa mai, ma di notte non dormo neanche tanto bene, e faccio sempre dei sogni strani!”.

Chiedo a proposito.

Da piccola avevo la paura dell’acqua, e sognavo l’acqua che mi travolgeva ma questo sogno ora da qualche anno non l’ho più fatto, per niente! E poi sognavo di essere su un sasso e ricordo ancora la sensazione di essere travolta dall’acqua. Poi sognavo e sogno anche cose purtroppo molto brutte… dei macelli… dell’uccisione di qualche mucca, del colpo di pistola. Oppure altri, sempre di cose che riguardano i macelli, e tutti i bovini che andavano al macello e guardavano le persone che erano lì e mi stupiva la loro noncuranza nel sentire le urla strazianti degli animali. Sognavo il macellatore mentre tagliava la testa, le corna… e io ero solo sgomenta nel vedere quelle persone che non si accorgevano di nulla!

Dopo un breve momento di silenzio riprende spontaneamente.

Ho già fatto una cura omeopatica, da un suo collega, che mi ha dato diversi rimedi, li ho scritti qua: Laurocerasus, Mercurius solubilis, Bovista, Silicea, Tubercolinum, Lachesis e per ultimo Spongia… ma devo dire tutti con scarsi risultati, non mi è neanche migliorata la pelle, come vede… E poi in questi anni ho avuto anche un foro alla retina, probabilmente dovuto alla pressione alta, almeno così mi han detto. Ah, ora scusi se cambio sempre argomento, ma mi son venuti in mente altri sogni: questi sono sogni in cui ero più coinvolta, sì. Che devo scappare da un pericolo, da persone pericolose che mi inseguono. Poi un altro, terribile, di non trovare una via d’uscita e mi trovavo in pericolo e non sapevo come uscirne.

La invito a spiegarmi meglio circa questa sua stanchezza cronica.

E’ una mancanza di energia, ma prima almeno avevo la voglia di fare, avrei voluto fare, ma più di tanto non potevo. Adesso mi son lasciata andare, anche perché ho un marito con una situazione… che accumula di tutto, tantissimo materiale cartaceo, libri a non finire, riviste, giornali… mi piacerebbe avere la casa più igienizzata ma non è possibile, perché tutto è occupato, tutto un accatastamento che… ma questa è una cosa già vecchia… E ora… anche stando così senza far nulla non ho l’energia. Vivo ma senza energia, senza vivacità. E poi il sonno, per tornare a prima… è sempre stato una cosa che… mi ha accompagnato sempre… infatti il caffè io lo prendo come un farmaco per tirarmi su, per non sbadigliare, per non avere sonno. Se no avrei sempre sonnolenza e mi appisolerei dappertutto! E questo disturbo per me è talmente vecchio che già quaranta anni fa accusavo torpore, mancanza di energia mentale e questa mi è sempre rimasta! Allora mi davano il Caffergot e con quello ero un po’ più lucida nello studiare.

Domando se c’è altro.

Come le ho accennato, verso i tredici o quattordici anni ho sofferto di molti dolori reumatici agli avambracci, e poi un’epatite A all’età di tredici anni, con ittero, ero proprio gialla! Dopo quella non sono più stata bene, ricordo che fino ad allora ero sempre stata una bambina vivace… mi ricordo delle tavolate di persone che ridevano, e mi faceva piacere! Ma poi questa vivacità l’ho persa… I dolori che avevo allora mi venivano di più alle braccia e di notte, e io prendevo tante Aspirine, ma poi è anche subentrato il mal di stomaco… Un’altra cosa… pian piano mi viene in mente tutto… per la stanchezza: io ho sempre meno energia e molto più sonno appena dopo pranzo, più che dopo cena, il dopo pranzo è l’orario più brutto per me… Ah, e poi un’altra cosa: io non mi posso sentire gli abiti addosso, devo sentirmi sempre i vestiti scostati, anche il colletto. Anche prima della menopausa, ma ora è peggio!

Le chiedo se non ha più sofferto di dolori reumatici da allora.

Oh sì! Anche ora, recentemente ho avuto dei dolori alle gambe, ma dei dolori… dal ginocchio in giù, e iniziano nel pomeriggio, peggiorano di notte e durano fino alla mattina dopo. Vengono a momenti, tipo un episodio al mese o giù di lì e durano due o tre giorni di fila. Dei dolori come se fossero dentro alle ossa, non tanto alle articolazioni. Mi sembra di avere qualcosa dentro al midollo osseo! Volevo dirle un’altra cosa, se posso: un po’ sempre, nel corso degli anni, sento un vuoto nello stomaco, non c’è un orario o un momento fisso nella giornata, e allora devo mangiare due o tre panini asciutti, senza niente dentro, per riempirmi.

Approfitto dell’argomento per conoscere le sue preferenze alimentari.

Oltre al pane mi piace la pizza, la più semplice possibile e la frittata… che poi non le faccio spesso. O i polpettoni, non tanto le uova. L’avversione è sempre per il latte e il burro. E non sono molto attratta dai dolci. Cose che non digerisco bene? La panna forse..

Percepisco la sua voglia di parlare di sé e la assecondo, invitandola a raccontarmi un po’ della sua vita.

Non ho avuto purtroppo una bella infanzia. A cinque anni di età sono stata mandata in collegio, io ero orfana di mio padre, ma mia madre c’era… Devo aver sofferto molto l’abbandono, moltissimo. Io sono nata fuori dal matrimonio, con questa ragazza che era mia madre… per questo mia madre era una ragazza-madre, così per convenzione sociale mi mandarono al collegio fino ai tredici anni. Poi… quello è stato l’anno in cui mi sono ammalata di epatite virale, sono stata ricoverata e al collegio non sono più tornata. Ho tanti ricordi di miseria di allora, di fame, di tanto freddo e di malattie. Ho anche tanti ricordi di mal d’orecchie. Ero molto magra, il contrario di adesso! E ogni tanto per un periodo stavo a letto, perché avevo qualche malattia. Verso i quattro o cinque anni, prima di andare in collegio, stavo in una famiglia con genitori come adottivi e ricordo che vomitavo sempre, sempre, tutti i giorni! Ma affettivamente lì ci stavo molto, molto bene, perché mi volevano molto bene. Tant’è vero che quando mi sono sposata c’erano loro, non c’era mia madre perché nel frattempo… ma questo è un altro argomento..

Insisto per saperne di più.

Io sono nata nel ’43. Sono stata allattata solo i primi giorni da mia madre, poi c’è stata un’epidemia di gastroenterite e muoiono tutti e io mi salvo… mia madre poi mi ha detto che per lo spavento di un bombardamento lei non ha mai più visto il latte. E insomma, allora fui ricoverata per la gastroenterite. Poi mia madre mi porta in Piemonte e lì c’era una balia che mi ha allattato, sono rimasta lì per quattro anni. Poi da lì mi ha preso quella coppia famosa, di cui le dicevo prima, ero da loro in affido ma mi avevano come adottato! Poi verso i cinque anni mia madre decise che per me era meglio andare in collegio, piuttosto che stare in una famiglia con una coppia… e noti bene, che quando io ero in Piemonte, negli anni prima, per anni mia madre non si era più fatta vedere! In quell’anno in cui sono stata da quella coppia… ero come se fossi la capofamiglia, andavo io ad aprire la porta e volevo io decidere se la persona poteva entrare o no… e potevo dirlo perché non temevo di essere rimproverata! Poi però vomitavo spesso… di notte, all’improvviso, mi svegliavo e vomitavo!

Domando com’era la vita in collegio.

Ci picchiavano… sempre, e sempre per il cibo, perché avevamo sempre fame. Non sono dispiaciuta di aver avuto queste reazioni, io reagivo sempre e solo per qualcosa che mi veniva fatto. Difficilmente subivo… ritenevo di avere talmente tante ragioni da vendere… ma insomma facevo così sempre per reazione, non credo di aver mai alzato le mani per prima, così, solo per offendere, senza una ragione… E poi forse l’epatite e i dolori notturni alle ossa sono stati una liberazione, perché han dovuto lasciarmi andare via dal collegio.

Chiedo se ricorda quando, in vita sua, ebbe le prime crisi di vomito.

Oh sì lo ricordo! Avevo tre anni ed era successo in seguito ad una caduta da un muretto. Io ricordo allora di aver vomitato tanto, ma così tanto… e poi non ricordo altro. Ora invece in questi anni ho avuto il vomito solo in concomitanza con la pressione alta, per esempio nel ’98. E comunque sempre la nausea: soffro molto la macchina e vomito tranquillamente! Oppure mi viene quando mi sporgo sul lavandino, a vedere il lavandino e pensare ai peli, ai capelli e alle unghie che sporcano il lavandino, allora mi viene qualche conato e poi mi passa subito. Oppure quando avevo le mestruazioni, in quei giorni vomitavo spessissimo, senza motivi particolari. A me il vomito è sempre venuto di colpo, così, e forte e a ciel sereno! Soffro anche moltissimo di ritenzione di liquidi: ricordo che avevo ventisei anni e chiamavo il medico d’urgenza perché dalla sera alla mattina mi ero svegliata con due caviglie così… io in quel periodo prendevo un sacco di medicine per dei funghi alla pelle che avevo… e pensi che a me da bambina era sempre piaciuto poter fare la ballerina classica! Poi da allora ho sempre sofferto di ritenzione di liquidi, e da allora tutti i medici mi han sempre dato da prendere i diuretici.

Anche ora rimane in silenzio per un breve momento e poi riprende.

Da bambina ero vivacissima e di compagnia, quando non c’era la mia assenza si notava! E poveri genitori, che mi sopportavano! E poi tutte quelle notti di vomiti, sempre, e io non ricordo il perché, e questa povera coppia di persone così pazienti, cambiavano sempre il letto! E poi… questa vivacità non l’ho più avuta.

Repertorizzo.

Fra i primi rimedi della lista compare Apoc.: rimedio che mi convince, anche per la sua tendenza caratteristica a ritenere i liquidi. Decido di prescriverlo: Apocynum cannabinum LM3, tutti i giorni per sei settimane.

FOLLOW UP

La rivedo dopo due mesi:

Veramente… ho scoperto poi a casa che questo rimedio l’avevo già preso, me l’aveva già dato l’altro suo collega, anche se in dose unica, non in gocce. Come sintomi, devo dire… da dove devo partire, dal male alle gambe? Non l’ho più sentito di notte, solo qualche volta attenuato, di giorno, ma poi è sparito anche di giorno. Resta un po’ il gonfiore alle caviglie, più dalla parte esterna, più a destra. Ho anche avuto un colpo di pressione alta a 180 e la minima a 80-86. Ero in casa, stavo normale e ho sentito un po’ di disturbi alla testa, e allora l’ho misurata. Ma poi nei giorni dopo l’ho misurata ancora e andava bene, 140 o 120 e la minima a 80. Io prendo da anni l’antipertensivo e ogni tanto un po’ di diuretico. La nausea… o il vomito no. Ho una specie di sensazione di nausea quando il sole mi batte addosso, devo allora andare all’ombra. Ho anche digerito sempre bene, salvo la sonnolenza dopo pranzo che ho sempre… terribile. In passato, anche un anno fa ho fatto l’ECO alla tiroide e gli ormoni: ho due nodulini al lobo sinistro, che poi all’ago aspirato sono risultati innocui, e gli ormoni sono normali.

Prescrivo Apocynum cannabinum LM3 solo tre giorni la settimana.

Dopo altri tre mesi, in Ottobre.

A Settembre mi è comparsa una macchia rossa all’avambraccio sinistro. Ma poi mi è durata solo una settimana e poi è scomparsa di colpo, da sola. E poi dunque… mi è capitato tre volte nella vita di avere il respiro corto, e a volte mi capita di non riuscire a respirare. Capita raramente, ma ne ricordo tre nella vita. Dura un po’, diverse ore, e l’ultima volta nel mese di Luglio. Le caviglie sono più o meno gonfie, anche ora che non fa più caldo. Ricordo che avevo quattordici anni e una suora mi aveva osservato e mi disse che io non avrei potuto fare la ballerina, perché già mi vedeva le caviglie gonfie. La nausea o il vomito no, niente. Invece ho sempre poca energia, guardi: mi sento sempre stanchissima, a fare le più piccole cose, e poi sempre la solita sonnolenza… ma sono decenni che non ho energia… La digestione va abbastanza bene, a parte la sonnolenza. Ce l’ho sia mangiando poco che anche addirittura saltando il pasto. Io non ho mai avuto molta energia, fin da bambina: quando c’erano da fare delle gite, delle lunghe camminate mi lasciavano a casa, perché dicevano che io non ero adatta… Ma io come idea sono sempre stata molto attiva, volevo fare, volevo.

Domando se ha mai sofferto di fenomeni emorragici in modo frequente.

Oh sì, a parte le mestruazioni terribili io avevo sempre sangue dal naso, ma così tanto… e molto spesso di notte. Specialmente ai tredici o quattordici anni.

Chiedo qualcosa in merito ai suoi capelli:

Verso i quindici anni… per un periodo lungo, quasi un anno, ho avuto un’eruzione crostosa al capo, non potevo pettinarmi e non lo dicevo a nessuno, perché mi vergognavo. E poi anche quella è andata via da sola, e io non ho mai detto niente.

Rimango perplesso riguardo la bontà della prescrizione. Potrei cambiare potenza al rimedio, ma ho la sensazione che non cambierà molto la situazione. Non le chiedo come va la pelle, poiché si vede chiaramente come l’acne sia rimasta invariata, se non peggio di prima. L’aspetto che più mi rende dubbioso circa l’attuale terapia è la persistenza della sua stanchezza e sonnolenza, questo stato di prostrazione continuo, che con un rimedio ben scelto mi aspetterei di veder pian piano scomparire.

D’altra parte noto in questa paziente diversi temi inerenti alle Apocynaceae, compresa l’eruzione al capo durante l’adolescenza, sintomo che mi ha appena descritto. Chiedo al programma informatico di mostrarmi questa famiglia di rimedi nella repertorizzazione, per valutare un altro possibile rimedio vicino ad Apocynum. In realtà questo studio non mi aiuta molto, poiché a parte Apocynum gli altri rimedi quasi non appaiono, compreso Oleander, che pure non ha pochi sintomi nel Repertorio. Allora decido di consultare le Materie Mediche riguardanti le Apocynaceae e scopro in Vinca minor alcuni sintomi interessanti, che possono coprire alcune patologie croniche della paziente. Anche quel suo vomito, apparso già violento e così frequente nei primi anni di vita, mi suggerisce questo rimedio. La tendenza emorragica lo sottolinea. Decido di prescriverlo, di tentarlo almeno, con molti dubbi, avendo poche informazioni sul rimedio stesso. Prescrivo quindi Vinca minor Q1, tutti i giorni per tre settimane, poi a giorni alterni per altre tre settimane.

La visita successiva avviene dopo due mesi: Dopo circa due settimane di cura avevo visto delle macchie, tipo righe bianche, sulla guancia sinistra: tre righe lunghe così. Allora le ho telefonato e mi ha detto di prendere il rimedio subito a giorni alterni, e dopo pochi giorni le tre righe sono scomparse. Non le avevo mai avute prima. Poi mi è venuta un’altra macchia viola al braccio sinistro, che poi è sparita da sola dopo due o tre giorni. Ne persiste una scura, ma molto piccola, sulla gamba sinistra. In generale… guardi, sono molto contenta per una cosa: non ho più avuto bisogno di darmi il fondo tinta sul viso, perché non ho più avuto gli sfoghi che da trent’anni avevo sul viso. Sto benissimo come pelle ora, come mi può vedere, e non prendo più niente! Ho anche diminuito molto l’antipertensivo, perché la pressione si era abbassata molto, e ora lo prendo a giorni alterni e va benissimo! E pensi che la mia pressione non si riduceva mai, neanche d’estate.

Anche come umore sto discretamente bene. Come energia è normale, nel senso che tanta non ne ho, più o meno come sempre. Non posso camminare molto per la strada, perché mi stanco subito le gambe non ho tanta resistenza… E poi i dolori di notte… no, mai più, neanche in questo periodo umido autunnale! La nausea no. A proposito dell’autunno… deve sapere che io sono contenta di questo clima così, senza sole, nuvolo. Per me è peggio quando si allungano le giornate, quando c’è troppo sole. E il sole quando è forte, caldo, in estate, mi fa venire anche la nausea! Come intestino anche vado bene, e come digestione… la sonnolenza dopo pranzo mi prende sempre, ma ora facendo un pisolino anche breve poi sto molto meglio, prima non c’era pisolino che tenesse, anzi se dormivo andavo in coma e rimanevo rincitrullita per tutto il giorno! Ho anche scoperto che in questo periodo dormo molto meglio anche la notte, o almeno sento che è un sonno più profondo, riposante, così che al mattino mi sento meglio, sono un po’ più viva… Le caviglie vanno meglio, il gonfiore è quasi scomparso. I sogni? Proprio stanotte ho sognato il cardinale, mi sembrava Siri, mi ha detto che mi ha visto mentre cantavo… e io dicevo: ‘come mai, eravamo in tanti e ha notato proprio me…’ e poi mi ha beccato e mi ha abbracciato! Io… da bambina, in collegio, ho cantato tanto!”.

Prescrivo Vinca minor Q1 solo due giorni la settimana.

La rivedo dopo altri quattro mesi. E’ raggiante e mi indica il viso.

La mia pelle… non è MAI stata così bella, non ho più avuto quegli sfoghi che avevo da sempre. E da mesi ormai non mi dò neanche una crema coprente! Perché vede… il discorso della carnagione per me è sempre stato molto importante. Sapesse come sono orgogliosa e ambiziosa nel vedermi le mani senza macchie da invecchiamento! E il viso così pulito… Le altre cose? I dolori, per esempio… mi sembra molto bene, in tutti gli arti non ho più avuto quei dolori, tipo alle braccia o alle gambe, notturni, insomma non li ho più sentiti. E POI MI STANCO MOLTO MENO! Posso fare le scale anche più volte ora, che sento poca o niente stanchezza! E’ una sensazione talmente nuova per me… ma è così la normalità? E’ così bello! Mi ricordo anche di più i sogni: il più ricorrente nella mia vita è sempre stato quello del terrore dell’acqua, del pericolo dell’acqua, delle inondazioni, l’acqua che cresceva… questa massa d’acqua che mi faceva pensare di essere aggredita, stravolta da questa. Ora è tanto che questo sogno non lo faccio più. E di nuovi… no, in questo periodo no, almeno non ne ricordo. La nausea no, non più, direi proprio di no. Anche la digestione va bene, la sonnolenza dopo pranzo… ancora un po’ c’è, ma non è niente in confronto a prima! La pressione… ogni tanto la misuro, o la misura il mio medico, e va sempre benissimo: la minima non è mai salita oltre gli 80, e prendo ora l’antipertensivo a giorni alterni”.

Le consiglio di continuare la stessa posologia del rimedio.

Dopo altri quattro mesi, in piena estate.

Non ho più avuto né sul viso né sul corpo tutte quelle eruzioni che avevo da anni, e per me è un risultato importantissimo. Non ho più usato creme! E neanche più macchie, mai più… Anche il resto va benissimo. Mi sento molto più in forze, faccio tutte le cose come le persone normali! Senza più sentire tanto la fatica… e neanche la sonnolenza, che prima era una costante… Ho scoperto di essere molto infastidita dai rumori: la gente ora tiene tutte le finestre aperte e mi danno molto fastidio. Poi il caldo, il sole io non lo sopporto neanche in inverno: io preferisco il tempo nuvoloso, la pioggia, non sopporto molto la luce forte. Per la pressione… guardi, lo sa anche il mio medico, ho ancora dimezzato la dose… la mezza pastiglia la prenderò al massimo due volte la settimana… e mi sento bene, bene così in generale non mi sono mai sentita! Non ho più avuto dolori notturni, anche come dolori va benissimo e mi sento dentro un sacco di energia! Mi sembra di avere di nuovo quell’energia che avevo da bambina, che ero sempre molto vivace, allegra, ero una intrattenitrice di adulti, non avevo paura né vergogna a far divertire gli adulti… ma poi le cose sono cambiate, dopo l’epatite… mi ricordo allora che con quell’epatite non mi sentivo più energie, e mi dicevo: ‘Meno male che si può morire!’ Ora mi muovo, faccio un sacco di cose… e sono molto contenta di me stessa, sono soddisfatta.

Continuo a seguirla ancora ora, a due anni di distanza da quest’ultima visita. Maria Grazia è sempre stata bene e da un anno non assume neanche più il rimedio, riservato solo al bisogno, per eventuali piccole affezioni acute, per le quali si è sempre rivelato molto utile.

DISCUSSIONE E CONCLUSIONI

Tutta la pianta è velenosa, contenendo fitosteroli, saponine, flavonoidi, tannini e alcaloidi indolici quali la vincamina. Quest’ultima è contenuta maggiormente nella Vinca rosea del Madagascar e utilizzata per lungo tempo dalla medicina allopatica come agente antineoplastico (Vincristina, Vinblastina). In medicina popolare è sempre stata usata la parte aerea della pianta, per lo più a scopo vasodilatatore e quindi ipotensivo. Ha trovato utilizzo anche per il trattamento di flogosi cutanee, come eczemi o emorragie. Il rimedio è stato sottoposto a un piccolo proving da Rosenberg su pochi sperimentatori e, come ci informa Hughes R., solo con Tintura Madre, dalle 20 alle 60 gocce. I principali sintomi emersi, per i quali poi è sempre stato prescritto sono: una permeante e mortale stanchezza generalizzata, con diatesi emorragica soprattutto a livello uterino e nasale; la tendenza all’alopecia, prima a spot e poi totale.

Caratteristico il fatto che nelle zone di caduta cresca poi una peluria bianca. Con possibili dermatiti umide al capo, molto pruriginose e presenza frequente di crosta lattea. Eczemi cutanei generalizzati. E’ molto suggestivo osservare la similitudine di alcune di queste sintomatologie, soprattutto la prostrazione assoluta e l’alopecia, con gli effetti collaterali della prima chemioterapia, che utilizzava appunto i derivati della Vinca.

 

MATERIA MEDICA DI VINCA MINOR

TEMI

Riservatezza

Rispetto alle altre Apocynaceae, in Vinca predomina maggiormente un aspetto manifesto di rabbia, con pianto e mancamenti di tipo nevrastenico. Sono persone un po’ meno riservate, fanno emergere un po’ di più i loro sentimenti, anche se spesso in modo poco ordinato, infatti risultano facilmente litigiose. Come in Oleander, sovente la rabbia è poi seguita da immediate scuse, quasi si pentissero di aver aperto per un po’ il tappo. Davanti al medico comunque conservano quell’aspetto timido, dolce, diplomatico ed ossequioso tipico dei rimedi di questa famiglia.

Vessazione

Raccontano frequentemente di famiglie problematiche, con abbandoni in tenera età da parte dei genitori. In generale si sono sentiti poco accuditi e seguiti, poco protetti e lasciati allo sbando, sviluppando nel loro intimo molta rabbia interna e poco elaborata. Troviamo in questo rimedio un aspetto persecutorio più palese rispetto alle altre Apocynaceae, che può esprimersi anche nei sogni di morte o di uccisioni. Oppure di pericoli, minacce, di correre ed essere inseguiti. Presenti anche sogni d’acqua e inondazioni, vissuti con grande terrore dell’acqua.

Eccitabilità

Il carattere è vivace e in genere non si lasciano mettere i piedi addosso, hanno più forza e fiducia interiore, tendono a dirigere. Quando ben compensati sono allegri, gioviali, compagnoni, fanno ridere tutti, tengono banco. Una maggiore tendenza al contatto, anche sessuale, rispetto alle altre Apocynaceae. Hanno infatti molti sogni erotici.

Estetica

Vi è una importanza particolare alla pulizia, tutto deve essere lindo. Particolare la cura del proprio corpo: “Perché vede… il discorso della carnagione per me è sempre stato molto importante. Sapesse come sono orgogliosa e ambiziosa nel vedermi le mani senza macchie da invecchiamento! E il viso così pulito…”.

Distruttività - Lutto

Troviamo in questo rimedio una forte tendenza distruttiva, soprattutto rivolta contro se stessi. Molto sensibili alla perdita di persone care, tanto da sviluppare possibili patologie croniche.

Vuoto

Il solito senso di vuoto che avvertono un po’ in tutto il corpo, tipico della famiglia. D’altra parte non tollerano gli abiti e i vestiti stretti, devono sempre allentarli.

Stanchezza estrema

Il loro carattere li porterebbe a essere molto attivi e realizzativi, ma tutto ciò viene spesso inficiato da una terribile carenza di energia interna. La stanchezza può presentarsi in maniera estrema, con senso di pesantezza, torpore e forte sonnolenza continua, accentuata dopo i pasti. Può essere dovuta a metrorragia o perdita di liquidi, oppure senza una causa apparente. La mancanza di energia con sindrome da stanchezza cronica è assai frequente in queste persone: nel Repertorio il sintomo ricorre spesso ed è ben sottolineato, tanto da arrivare ad essere definito nelle Generalities come: ‘Weakness deathly, extreme’, stanchezza mortale, estrema.

Temperatura

Freddolosi, ma in modo meno intenso rispetto alle altre Apocynaceae, anzi a periodi lamentano forti vampate interne di calore. Possono anche soffrire il caldo, il sole, per la loro pletora interna. Comunque sempre emaciati, anemici.

Rapporto col cibo

Forte appetito, devono mangiare spesso per riempire il senso di vuoto interno. Mangiano molto e ciò li può portare all’obesità. Desiderio di pane e farinacei. Avversione al latte e alla panna, che li può aggravare. Desiderio di caffè, come stimolante anche per la loro stanchezza, ma spesso aggravati dallo stesso.

Apparato digerente

La digestione è lenta, lunga, accompagnata spesso da forte sonnolenza. Gastriti, epatiti acute e croniche con possibile ittero, che provocano l’insorgere della forte carenza di energia. Il vomito compare con molta frequenza, a volte notturno senza un motivo particolare, oppure durante il periodo mestruale. Si tratta di un vomito improvviso e incoercibile, violento, di getto. Spesso lamentano anche nausea intensa da automobile o altri mezzi di trasporto.

Apparato genitale femminile

Mestruazioni molto abbondanti con grossi coaguli, prolungate, tanto da esaurirle. Dismenorrea con dolori dal menarca alla menopausa, non migliorati dalle gravidanze. Possibile aggravamento generale in menopausa.

Apparato cardiocircolatorio

Spesso appaiono pletorici, con tachicardie e polso pieno, duro. L’ipertensione è un sintomo frequente. Facilità alla ritenzione di liquidi, soprattutto agli arti inferiori.

Apparato osteoarticolare

Osteiti, periostiti, esostosi, carie, necrosi ossee. Artriti, artrosi. Dolori reumatici che peggiorano di notte, profondi, vengono avvertiti alle ossa.

Apparato cutaneo

Con problemi cronici tipo acne devastante, alopecia generalizzata o caratteristicamente areata a chiazze, crosta lattea, eczemi, herpes labiali ricorrenti ecc.

Mucose

Spesso interessate con flogosi croniche, essudati, ulcerazioni.

Emorragie

Le emorragie inVinca sono molto tipiche e marcate: si presentano come epistassi, metrorragie o proctorragie da emorroidi.

BIBLIOGRAFIA

  1. Boger C.M., Vinca minor case, in: www.homeopathycenter.org
  2. Clarke J.H., Dizionario di farmacologia omeopatica clinica. Nuova IPSA, Palermo, 1994.
  3. Desai R., Re-exploring our magnificent plants. Reference Works Library.
  4. Farrington E.A., Clinical Materia Medica. Jain, New Delhi, 1982.
  5. Hughes R., A Manual of Pharmacodynamics. Jain, New Delhi, 1985.
  6. Murphy R., Nature’s Materia Medica. Reference Works Library.
  7. Sankaran R., Caso di Vinca minor in: Lo Spirito dell’Omeopatia. Salus Infirmorum, Padova, 1996
  8. Vermeulen F., Materia Medica Sinottica II. Salus Infirmorum, Padova 2007

Il Repertorio utilizzato:

  1. MacRepertory versione 8.5.2.10 Professional, Synergy Homeopathic

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Questo rimedio compare in 2180 sintomi nell’ultima versione del Complete 2016 MacRepertory, non si tratta quindi di un rimedio cosiddetto “piccolo”. Eppure non viene frequentemente prescritto, per lo meno ho riscontrato ben pochi…

Porpora trombocitofenica idiopatica o morbo di Werlhof. Un caso clinico omeopatico di Cenchris contortrix

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Autori: Giacomo Merialdo

Un giorno d'estate del 1994 ricevo una telefonata da una signora con forte accento toscano, che mi chiede se posso prendere in cura la sua nipotina, figlia di sua sorella, affetta da trombocitopenia. Mi faccio spiegare per sommi…

Il rimedio omeopatico Hydrogenium. Un caso clinico

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Autori: Giacomo Merialdo

I visita Anita ha 35 anni quando la vedo per la prima volta. Di altezza media e corporatura minuta, appare molto triste e depressa, con i capelli castano scuri lunghi, mal curati, che sembrano pesarle addosso. Veste in maniera…

I ragni in Omeopatia: un caso clinico di Aranea diadema

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Autori: Giacomo Merialdo

Caterina di 33 anni viene, accompagnata dalla madre, nella primavera di tre anni fa. Molto magra, alta, la pelle bronzea, scura, i capelli castani portati corti, gli occhi come impauriti, di colore nero. I lineamenti decisi, le…

Un'ansia terribile. Un caso clinico omeopatico di Camphora

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Autori: Giacomo Merialdo

Vedo Mario per la prima volta tre anni fa. Ha 30 anni, alto snello, ben proporzionato. Viene in visita su consiglio della moglie, già mia paziente, e del fratello minore e del padre, anch'essi già in terapia omeopatica presso di m…

Una barriera fra me e le cose. Un caso clinico omeopatico di Champhora

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Autori: Giacomo Merialdo

Maddalena è una donna di 67 anni che vedo per la prima volta nella primavera del '97, inviatami dalle sue figlie, già in cura presso di me da diversi mesi. Di statura piuttosto bassa, corporatura esile, con la pelle molto r…

Gli effetti del Simillimum nella pratica clinica omeopatica: un caso di Muriaticum acidum

Lo trovi in: Casi Clinici

Autori: Giacomo Merialdo

Vedo la signora Giuseppina di 55 anni per la prima volta sei anni fa. Ha un aspetto giovanile, la pelle liscia, i capelli biondi naturali, gli occhi azzurri, di statura e corporatura medie. Vestita in maniera piuttosto elegante e…

Un caso clinico omeopatico di Sulphuricum acidum

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Autori: Giacomo Merialdo

34 anni, di professione psicoterapeuta, si presenta in visita per un'eruzione cutanea presente da un anno al collo e alla nuca, alle spalle e al torace. La manifestazione è molto pruriginosa senza peraltro migliorare dopo aver …

Un caso clinico di Lactium acidum in Medicina Omeopatica

Lo trovi in: Casi Clinici

Autori: Giacomo Merialdo

La storia di Antonia è quella di una persona affetta da grave artrite reumatoide, comparsa nei primi anni di vita. I suoi genitori hanno fatto veramente di tutto per curarla, dai presidi della medicina "tradizionale" a quelli …

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